Il progetto repowering Asm
Via Lamarmora: sui 400 mW confronto aperto

 

Erano circa in quattrocento ieri di fronte alla sede di Asm in via Lamarmora, sostenuti da una quarantina di trattori (e da un pullman) provenienti dalla Bassa. La sintesi del discontento per le centrali di Offlaga e Brescia, progetti «gemelli» (stessa tipologia di impianto, ma dimensioni diverse) ma destinati, tutto lo lascia pensare, a destini differenti.

A guidare la protesta contro il progetto Asm di ripotenziare due centraline da 30 Mw utilizzando un modulo da 400 Mw, il neonato «Comitato contro la centrale turbogas di Brescia».

Radunandosi in via Lamarmora i manifestanti si sarebbero aspettati «di incontrare qualcuno con cui dialogare» trovando invece solo porte chiuse. Così come chiuso sembra ogni spiraglio di trattativa sul repowering delle due centraline.

La posizione del Comitato contro la centrale è stata ribadita dal suo portavoce, Celestino Panizza: «La situazione dell’inquinamento, che causa ogni anno quasi 200 morti, conferma l’assurdità del progettare una centrale da 400 mw, per di più in piena città. Temiamo in questo senso che il Comune copra gli interessi di Asm a spese della qualità dell’ambiente».

Tra i manifestanti, mischiati ai comitati ambientalisti, alle associazioni, agli esponenti di Legambiente e del Magazzino 47, i rappresentanti della politica. Politica che rischia qualche imbarazzo visto il dualismo manifestato da alcune parti rispetto ai due progetti.

Rifondazione Comunista conferma il suo no a entrambe le centrali, ribadito dal senatore Tommaso Sodano. «Brescia ha già dato abbastanza in termini di sofferenza territoriale senza che intervengano due nuovi impianti ad aggravare la situazione». Martedì prossimo Sodano proporrà «una interrogazione su questi provvedimenti che, se attivati, creerebbero un surplus di energia».

Più delicata la posizione di Guido Galperti (Margherita) che, evitando giudizi di merito, si limita a precisare: «Il progetto di Asm non è definibile un repowering ma equivale a realizzare una nuova centrale. Visto che non credo spetti al consiglio di amministrazione dell’ex Municipalizzata decidere del bene dei bresciani, Asm si rivolga agli organi competenti e chieda l’autorizzazione per l’impianto. Fatto questo, se ne potrà discutere».

All’ombra del Pirellino, dove la manifestazione si è conclusa, Arturo Squassina (Ds) rifiuta ogni sovrapposizione tra i due progetti. «Non accetto che si faccia confusione. Su Offlaga spetta alla Regione dire di no dopo che su questo fronte, ci si è mossi secondo scelte di natura politica e non tecnica. Quanto a Brescia, Asm vuole riconvertire impianti obsoleti e inquinanti con tecnologie che rispettano di più l’ambiente, pensando inoltre ai fabbisogni futuri del teleriscaldamento. Non è possibile pensare di limitare la visione di insieme al breve periodo senza valutare quale sarà lo scenario tra 10 anni».

Sul Pirellino soffia un vento gelido, il corteo è pronto a diperdersi.

Piuttosto soddisfatta per l’esito della manifestazione, Imma Lascialfari (Coordinamento regionale contro le centrali) lancia l’ultimo monito: «Il nostro impegno non verrà meno. La Regione deve rivedere il piano energetico».

 

Rosario Rampulla

Giornale di Brescia, 18 dicembre 2005

 

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