Parteciperà al corteo di domani anche il neonato «Comitato contro la centrale turbogas di Brescia e per il risparmio energetico»
«No all’impianto da 400Mw»
Il repowering dell’impianto di via Lamarmora avrebbe un impatto notevole

 

«La nuova centrale turbogas da 400MW che Asm vuole costruire in città con la scusa di sostituire due impianti obsoleti, è una scelta inaccettabile. Chiediamo che il Consiglio comunale rimandi la discussione sull’approvazione del progetto (in programma nella seduta del prossimo 21 dicembre, ndr) fino a quando non sarà possibile aprire un dibattito serio e partecipato sulla effettiva utilità di questo impianto e, più in generale, su come rapportarsi al problema della produzione e dello spreco di energia».

Così Celestino Panizza dà voce al documento che costituisce l’atto primo del «Comitato contro la centrale turbogas di Brescia e per il risparmio energetico». La neonata organizzazione, che riunisce - spiega Panizza - «alcuni gruppi ambientalisti formatisi spontaneamente», parteciperà domani alla manifestazione organizzata dai sindaci e dai comitati contrari alla costruzione della centrale di Offlaga. «Il ritrovo - spiega Panizza - è previsto per le 10 in via Lamarmora, vicino alla sede dell’Asm. Da lì procederemo in corteo fino al Pirellino».

Un «fronte del no» compatto per due impianti (per ora ancora fermi alla fase progettuale) uniti da similitudini tecniche ma osteggiati sulla base di motivazioni differenti. «L’impianto previsto da Asm - attacca Panizza - dovrebbe in teoria sostituire due moduli della potenza complessiva di 60 MW, strutture obsolete e da tempo inutilizzate. La giustificazione che si tratti esclusivamente dell’ammodernamento di vecchi impianti non regge visto che il modulo che verrà utilizzato avrà alla fine una potenza di 400MW».

Il problema non si limita all’esegesi delle motivazioni, risiedendo semmai nella natura della nuova centrale. «In teoria la centrale dovrebbe rispondere ai presunti bisogni futuri del Teleriscaldamento. Un’ipotesi assurda, che non tiene conto dei limiti oggettivi che impedirebbero un ulteriore ampliamento della rete attuale. A meno che - ipotizza Panizza - non si voglia portarla a servire zone lontane della città, trascurando i gravi problemi di dispersione di calore».

Preoccupano nondimeno «le possibili ricadute ambientali causati dall’aumento di emissioni nocive. L’aria in città è già oltre la soglia critica per cui non possiamo continuare a trascurare la quantità di polveri sottili prodotte. Se poi si continua a tenere in funzione la centrale a policombustibile è inutile insistere sul minore impatto di quelle a metano».

Il problema energetico, però, esiste. «Non al punto da giustificare un impianto di questa portata, progettato per altro in piena città. Basterebbe ipotizzare una politica di risparmio energetico per risolvere una buona parte del problema. Il mio sospetto è che Asm stia costruendo una struttura che, fra qualche anno, potrebbe ospitare un’altro modulo da 400MW, la cui giustificazione verrebbe ricercata nel crescente bisogno di energia».

Infine Panizza si sofferma «sulla sconcertante fretta che il Consiglio comunale dimostra nel voler discutere il progetto, senza aver mai interpellato nessuno».

 

Rosario Rampulla

Giornale di Brescia, 16 dicembre 2005

 

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