"Inceneritori e guerre inquinano più dei PM10”

 

Il dott. Stefano Montanari sta rivoluzionando la ricerca mondiale sulle malattie legate alle micro polveri provocate da combustioni ad alte temperature ed esplosioni. “E' solo l'uomo che sceglie di inquinare”. Le verità sulle morti per cancro dei soldati in Kossovo.

Agli studi del dott. Stefano Montanari, unici al mondo, hanno collaborato tre premi Nobel alla chimica uno dei quali, Richard Swalley, che - inventore delle nanoparticelle recentemente scomparso proprio a causa di una nanopatologia da contatto - ha deciso - prima di morire - di donare parte delle sue cellule al dott. Montanari.

Montanari, che insieme alla moglie dott.ssa Antonietta Morena Gatti ha creato a Modena l'istituto Nanodiagnostics che si occupa di nanopatologie, collabora spesso a stretto contatto con Beppe Grillo divulgando i suoi studi attraverso gli spettacoli del comico. Quest'estate è stato ospite per una relazione alla Camera dei Lord di Londra, fornisce consulenze a livello mondiale, anche alla Commissione Europea e collabora con la commissione parlamentare sulle morti per tumori dei soldati in Irak e Kossovo, sulle quali sta scoprendo le cause grazie al suo metodo unico al mondo che prevede l'utilizzo di un microscopio che analizza anche le microcellule inorganiche più piccole. Sta compiendo studi anche su diversi casi di nanopatologie, dovute alle polveri provocate dalle combustioni ed i crolli dell'attentato alle Torri Gemelle di New York l'11 settembre 2001. Venerdì scorso era ospite al convegno presso l'Oratorio Don Bosco di Reggio Emilia organizzato dai Comitati per la tutela della Salute e dell'Ambiente.

 

Dottore che cosa sono le nanopatologie ?

Le nanopatologie sono le malattie innescate dall'inalazione o ingestione di micro e nanopolveri inorganiche, cioè quelle che fondamentalmente non contengono carbonio.

A che cosa può portare inalare o ingerire queste micro e nanopolveri ?

Queste polveri vengono “sequestrate” da vari organi del nostro corpo dove provocano delle forme infiammatorie croniche e queste possono trasformarsi in varie forme di cancro

Qual è la correlazione fra le nanopatologie ed i fumi prodotti dagli inceneritori ed impianti a turbogas ?

La maggior parte di queste polveri viene prodotta da dei processi ad alta temperatura, qualsiasi essi siano: inceneritori, turbogas, fonderie, esplosioni, anche motori di auto, addirittura i vulcani in natura. Tra queste appunto gli inceneritori che funzionano ad alta temperatura. Quelli di nuova generazione poi sono ancora più pericolosi rispetto ai vecchi perché bruciano e producono più nanopolveri.

Perché queste nanopolveri altamente tossiche vengono prodotte dall'alta temperatura ?

L'alta temperatura è il processo che produce queste particelle, più alta è la temperatura, più piccole e fini sono queste particelle inquinanti che si diffondono nell'aria. Più sono fini le particelle e più sono aggressive e maggiormente 'penetranti' e quindi possono arrivare in profondità nel nostro organismo. Particelle particolarmente piccole, particolarmente sottili prodotte perciò a temperature molto alte finiscono addirittura nel nucleo delle cellule.

Eppure i difensori del modello d'incenerimento sostengono che i nuovi impianti hanno filtri potenti....

Purtroppo non è così. I filtri che la tecnologia ci mette a disposizione oggi bloccano particelle fino a circa 2,5 micron (ndr: il PM10 è 10 micron), noi parliamo di particelle molto più sottili anche fino a 0,1 micron che non vengono assolutamente influenzate da filtri di questo genere. Di conseguenza la maggior parte di particelle passa indisturbata.

Quanto incide l'inquinamento da PM10 rispetto a quello di inceneritori ed altre fonti d'inquinamento da nanopolveri ?

Il PM10 incide sicuramente perché sono sempre particelle inorganiche, ma sono scorie molto 'grossolane' che provocano danni; sono molto più pericolosi quelli provocati da particelle più piccole come i PM 2,5 che vengono anche rilevati da certe agenzie regionali di protezione ambientale. Ma le più pericolose sono le 0,1 che anche l'ARPA non riesce a rilevare con i suoi strumenti, che appunto vengono prodotte da processi di combustione ad alta temperatura come gli inceneritori.

Lei è impegnato da tempo nello studio delle morti dei soldati in Kossovo ed Irak. Cosa ha scoperto ?

Su questo argomento, per il quale sono consulente anche della Commissione Parlamentare d'inchiesta, sto analizzando diversi campioni di cellule (ndr: le biopsie) che mi vengono inviate da soldati anche stranieri ammalati, alcuni già morti purtroppo. Tutti evidenziano presenza di nano e micropolveri di materiali altamente tossici. Come si sono formate? Dalle esplosioni. Esplosioni provocate da proiettili come quelli all'uranio impoverito che disintegrano, polverizzano tutto quello che colpiscono. La pericolosità dei proiettili all'uranio impoverito non è data tanto dalla radioattività, pressoché nulla, ma dal fatto che l'uranio impoverito utilizzato per le capsule di questi proiettili o bombe ha la proprietà, quando colpisce qualcosa, di creare temperature altissime che poi distruggono e polverizzano tutto quello che incontrano e le micro e nanoparticelle di quello che ha distrutto - quindi anche potenzialmente posti con materiali chimici - si diffondono ovunque nell'aria e poi vengono assorbite nel corpo umano. Da qui le malattie. Grandi problemi da nanopatologie si registrano anche in Sardegna per colpa dei depositi di scorie e per i poligoni di tiro militari utilizzati anche da eserciti stranieri. Guerre e terrorismo inquinano tantissimo al pari degli inceneritori. Possiamo dire che l'uomo è al mondo ed in natura l'unico animale che inquina. Tutti gli altri esseri viventi invece hanno un ciclo vitale e modi di vita ecocompatibili.

Modi di vita difesi in particolare dagli ambientalisti. Dott. Montanari, chi è oggi un ambientalista?

L'ambientalismo richiede prima di tutto coerenza, partendo dalle più piccole azioni che noi tutti possiamo compiere. Non è ambientalista chi fa battaglie e poi fuma sigarette. Non è ambientalista chi fa battaglie e poi gira con le auto SUV che fanno 5 chilometri con un litro, non è ambientalista chi fa battaglie e poi non si decide a rinunciare ai sacchetti di plastica per la spesa sostituendoli con sportine e cassette multiuso, non è ambientalista chi magari fa battaglie e poi continua a votare sindaci, presidenti di Provincia e Regione, candidati che non dimostrano attenzione sincera ai temi ambientali e costruiscono inceneritori. Il sindaco di Forlì dopo lo spettacolo-meeting antinceneritore con Beppe Grillo al quale hanno partecipato 6.000 persone si rifiuta d'incontrarmi. Ma non mi straccio le vesti per vederlo se proprio non vuole, ho parlato alla Camera dei Lord e lavoro con premi Nobel...veda lui...

 

Matteo Incerti

www.reggionelweb.it, n° 151 - 20 dicembre 2005

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