Gnutti si dimette da ogni incarico

Lascia i cda di Unipol, Mps, Asm e la presidenza di Hopa

 

Per entrare nei quartieri alti della finanza ha dovuto manovrare a lungo, e con mille accorgimenti, un po’ come i commessi di Mediobanca quando tentavano di fare passare nel portone di Piazzetta Cuccia la sua monumentale Bentley. Per uscire, invece, la manovra è stata repentina: ieri il finanziere Emilio Gnutti, indagato per insider trading e per concorso in aggiotaggio nella scalata di Antonveneta, ha dato le dimissioni dal consiglio di amministrazione di Unipol, Monte dei Paschi di Siena e Asm Brescia.

Le lettere spedite alle tre società quotate sono praticamente identiche: “Le mie attuali condizioni di salute - spiega Gnutti - e le correlative esigenze di cura mi impediscono di continuare nell’adempimento delle mie funzioni nell’ambito della società”. Né il recente ricovero in ospedale come i due infarti che in passato hanno minato la tempra del raider bresciano fanno necessariamente parte della strategia difensiva suggerita dagli avvocati Marco De Luca e Giuseppe Frigo.

Quello che è certo è che le dimissioni di ieri Gnutti le aveva già promesse ai Pm milanesi Eugenio Fusco e Giulia Pernotti alla vigilia di Natale. Anzi, ai magistrati che stanno indagando sulla scalata della Antonveneta e sui suoi rapporti con Giovanni Consorte, il finanziere ha anticipato anche il passo indietro dalle cariche di presidente e amministratore delegato di Hopa. Una decisione, formalizzata ieri sera, che apre la strada alla probabile nomina di Maurizio Dallocchio.

Un ricambio, peraltro, che ha interessato la Fingruppo, cui fa capo circa il 32% di Hopa, dove come presidente di garanzia è stato eletto Cesare Vecchio, dello studio FreshFields. Come anticipato dall’agenzia Radiocor, Fingruppo ha quindi ritrovato quasi interamente il proprio Cda, nominando consigliere delegato Diego Rivetti, in ottemperanza alla legge numero 231/2001 sulla governance. Si tratta di una netta rottura con la gestione passata, nonché della definitiva separazione tra il ruolo dell’azionista Gnutti e quello degli amministratori della cassaforte di famiglia, in cui oltre alla quota in Hopa è presente una partecipazione diretta del 2,16% in Bpi.

Nel dettaglio, delle dimissioni a catena di ieri - all’appello manca solo l’attesa uscita di Gnutti dal consiglio di amministrazione della holding Olimpia - quella che ha creato maggiore imbarazzo è l’uscita dalla vicepresidenza del Montepaschi. Solo due settimane fa, infatti, l’assemblea straordinaria del gruppo senese aveva reintegrato in cda il finanziere dopo l’interdizione di due mesi decretata dal Tribunale di Milano. Insomma, per la terza volta consecutiva il Monte dei Paschi si trova a fare i conti con le dimissioni del proprio vice presidente, che con i problemi giudiziari convive ormai da diversi anni e che nel maggio del 2002 ha già ricevuto una condanna di primo grado per insider trading.“Guardatevi dall’invidia - ha ribattuto Gnutti fino a poco tempo fa - la cosa che mi ha creato più problemi nella vita”. Tuttavia, né l’invidia né i molti guai giudiziari gli hanno impedito fino a ieri di sedere come consigliere indipendente nella ex-municipalizzata Asm Brescia - di cui era anche membro del Comitato per le proposte di nomina - né tanto meno nel Cda della Unipol presieduta da Giovanni Consorte.

 

Alberto Grassani

Il Sole 24 ORE, 30 dicembre 2005

 

 

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