Tunnel, fronte unico con la Val di Susa

Verdi alleati con i ribelli piemontesi: convegno a Bolzano

Pinzger: opera indispensabile

 

BOLZANO - Per spostare il trasporto delle merci dalla strada alla rotaia non basta spendere miliardi di euro per costruire megainfrastrutture ma serve una decisa inversione di rotta nella politica dei trasporti. Questa è la tesi dei verdi altoatesini che, preoccupati per quanto è avvenuto e sta avvenendo in Val di Susa, hanno organizzato un convegno per analizzare le conseguenze che avranno i tunnel sotto le Alpi. Alla vigilia del convegno che si terrà venerdì prossimo e a cui parteciperanno diversi esponenti del movimento no tav piemontese, gli ambientalisti tornano all'attacco e denunciano l'inutilità del tunnel di base del Brennero, un'opera che oltre ad avere un impatto ambientale devastante non contribuirà a decongestionare l'autostrada. Ma le perplessità dei verdi non sembrano preoccupare troppo il mondo economico che, per bocca del presidente del Wirtschaftsring, Manfred Pinzger, ribadisce l'importanza della galleria.

Oltre ai principali rappresentanti dei verdi altoatesini, al convegno «Val di Susa - Brennero: i megatunnel sotto le Alpi. Conseguenze, rischi, alternative» prenderanno parte anche diversi autorevoli esponenti del movimento «No Tav» . Infatti nel corso della serata interverranno il presidente della comunità montana della Val di Susa, Antonio Ferrentino, l'europarlamentare Sepp Kusstatscher, la senatrice Anna Donati, il portavoce del coordinamento dei comitati dei territori interessati dalla Tav, Erasmo Venosi, il vicepresidente della Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, Helmuth Moroder, il sindaco di Chiusa Arthur Scheidle, il capogruppo dei verdi tirolesi, Georg Willi ed i due consiglieri regionali verdi di Trentino e Piemonte, Roberto Bombarda e Enrico Moriconi. «In Val di Susa la popolazione si è ribellata, ma - sottolinea il consigliere provinciale, Riccardo Dello Sbarba, moderatore del convegno - quel progetto è molto simile a quello del tunnel di base del Brennero. Per questo abbiamo deciso di approfondire ed analizzare quali saranno le conseguenze per il nostro territorio» . Anche l'europarlamentare Kusstatscher sottolinea il parallelismo tra Val di Susa e Brennero.

«È il concetto che è sbagliato, i favorevoli ai tunnel – ricorda Kusstatscher - dicono sempre che le gallerie servono a spostare il traffico dalla gomma alla rotaia ma se il problema fosse questo bisognerebbe solo approvare leggi che scoraggino il trasporto merci sull'autostrada ed incoraggino la ferrovia. Ma la verità è che queste gallerie enormi servono a soddisfare gli appetiti delle lobby finanziarie che intravedono un grande la possibilità di fare soldi». Kusstatscher sottolinea anche il problema finanziario e ricorda che non sarà facile reperire le risorse per pagare la costruzione del traforo ed, in particolare, la tratta di accesso sud.

«Da un vertice tra i massimi dirigenti delle ferrovie europee è emerso che il primo progetto che verrà finanziato sarà il corridoio Rotterdam Genova e poi il Parigi Mosca. Poi - continua Kusstatscher - se rimarranno soldi si penserà al Brennero, quindi mi chiedo dove troveranno i soldi per finanziare il tunnel e la tratta sud» .

Sulla stessa linea anche l'Obmann dei verdi tirolesi, Georg Willi, che invita a seguire l'esempio elvetico. «Gli svizzeri - afferma Willi - hanno adottato una politica seria nel campo dei trasporti: il costo del pedaggio è tre volte quello austriaco e gli effetti si fanno sentire, oggi il 33 per cento del trasporto merci avviene sulla ferrovia, in Austria la percentuale è del 24 per cento» .

Tuttavia nel mondo economico c'è grande attesa per la costruzione del tunnel che viene definito un'opera indispensabile. «Non possiamo attendere ma - sottolinea Manfred Pinzger, presidente di turno del Wirtschaftsring e candidato senatore alle prossime lezioni politiche - dobbiamo pensare a quello che accadrà tra vent'anni. Per questo crediamo sia importante fare il tunnel, naturalmente dobbiamo fare in modo che l'ambiente e la salute della popolazione non vengano trascurati. Il punto non è se fare il tunnel ma come farlo».

 

Marco Angelucci

Corriere dell’Alto Adige, 7 gennaio 2006

 

 

 

LA BBT

«La ferrovia ormai è inadeguata»

 

BOLZANO - L'amministratore delegato della Brennerbasistunnel Se (la società incaricata di realizzare il traforo di base), Gianluigi De Carlo, respinge il parallelismo tra Brennero e Val di Susa e sottolinea l'impegno della società per informare i cittadini sull'impatto ambientale della galleria, un opera fondamentale per il futuro.

Ingegnere, i verdi hanno organizzato un convegno sui trafori alpini a cui interverranno diversi esponenti del movimento «no Tav». C'è il rischio che in Alto Adige succeda ciò che è accaduto in Val di Susa?

«Non credo si possa fare un parallelismo, io conosco poco la Val di Susa tuttavia credo che la differenza tra i due progetti stia nell'informazione. Noi ci siamo impegnati a fondo nella comunicazione, abbiamo organizzato incontri in tutti i comuni per spiegare alla popolazione l'importanza dell'opera. In Piemonte questo non è avvenuto».

Ma non basta potenziare la ferrovia invece di spendere miliardi per il tunnel?

«Innanzitutto c'è la questione pendenza: il tracciato del Brennero è pendente e tortuoso e ai locomotori non possono essere agganciati più di tanti vagoni e di conseguenza il trasporto su rotaia non sarà mai concorrenziale».

Quindi non è possibile aumentare i convogli?

«Dal lato italiano potrebbero circolare più treni ma in Austria c'è un collo di bottiglia tra Innsbruck e Wörgl, almeno fino al 2011. Poi, una volta ultimati i lavori nella valle dell'Inn verrebbe fuori che il collo di bottiglia è al Brennero. Ma allora forse sarà troppo tardi per costruire il traforo. Per questo è oggi che dobbiamo pensare al domani».

La popolazione teme che la valle verrà distrutta dai cantieri...

«Senza dubbio faremo di tutto per far conoscere anche i dettagli del progetto a tutti. Comunque vorrei ricordare che da pochi giorni abbiamo ultimato le prospezioni geologiche e non c'è stata nessuna protesta. All'inizio c'era chi temeva le conseguenze per l'ambiente ma alla fine è andato tutto bene». De Carlo: «L'attuale linea del Brennero non può sostenere un aumento del traffico merci».

 

Marco Angelucci

 

 

 

CIPRA

Moroder: «Convenzione delle Alpi, il governo è ancora inadempiente»

 

BOLZANO - Il governo italiano ha finalmente ratificato la decisione che istituisce a Bolzano la sede distaccata del segretariato della Cipra, la Convenzione permanente per la protezione delle Alpi, l'organizzazione federale non governativa che rappresenta oltre 100 organizzazioni e istituzioni dei sette paesi alpini.

«Si tratta di un atto dovuto e lungamente atteso» commenta il vicepresidente del Cipra e consigliere comunale dei verdi, Helmuth Moroder che sottolinea l'inadempienza del governo.

La decisione di aprire la sede distaccata del segretariato permanente del Cipra era stata presa da ministri dell'ambiente di Italia, Austria, Svizzera, Francia, Germani, Slovenia e Lichtenstein il 19 settembre del 2003, tuttavia la legge è stata pubblicata solo nei giorni scorsi. «Il governo temporeggia perché - continua Moroder - di fatto non vuole ratificare la convenzione delle Alpi. L'accordo internazionale è stato siglato dal governo D'Alema ma il governo Berlusconi, in tutti questi anni, non ha fatto altro che rinviare la decisione» .

Secondo Moroder le ragioni di questo ritardo sono da ricercare nei vincoli che la convenzione impone ai governi nazionali. «I paesi che hanno siglato la convenzione - prosegue Moroder - si sono impegnati, tramite il protocollo «Trasporti» a non costruire nuove arterie autostradali che attraversino l'arco alpino. Per questo il governo Berlusconi non vuole ratificare la convenzione internazionale firmata dal precedente governo».

Altri obiettivi del protocollo «Trasporti» sono la promozione di misure per la riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico, il potenziamento delle linee ferroviarie, l'introduzione di un pedaggio sui principali assi stradali che attraversano le Alpi e l'avvio di un programma di monitoraggio per verificare l'efficacia delle misure adottate.

 

Marco Angelucci

 

 

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