«Assemblee popolari, modello val Susa»

Fermentino: politici e comitati uniti, serve anche sul tunnel.

Widmann: è prematuro

 

BOLZANO - «Qui in val Susa abbiamo superato l'impasse sull'Alta velocità grazie a uno strumento di confronto "di base" che si chiama Comitato istituzionale di valle, una sorta di "assemblea di valle" che potrebbe servire anche all'Alto Adige per chiarirsi sulla sua grande opera alpina, il tunnel del Brennero» .

A parlare senza presunzione ma deciso, su quanto verrà a dire venerdì prossimo (dopo averlo fatto giorni fa a Lione) al convegno dei Verdi a Bolzano, è Antonio Ferrentino, presidente della Comunità montana Valle di Susa.

LA COMUNITA' MONTANA - «Il punto focale è come si costruiscono i processi decisionali, tema fondamentale quando si parla di strutture così grandi - dice Ferrentino - i territori non possono vedere calate dall'alto le decisioni. Noi in val Susa abbiamo trovato questo modo di rapportarci, di unirci sul da farsi anche a fronte di appartenenze politiche opposte. I politici, siano essi consiglieri, sindaci o parlamentari, discutono con i comitati, le associazioni, i sindacati e pure con i semplici cittadini se essi hanno qualcosa di interessante da dire. Poi alla fine della riunione si tirano le fila, si vedono le proposte sul tappeto e si vede quali portare avanti, bocciandone altre o modificandone alcune».

L'assemblea di valle - fa capire Ferrentino - è «un grande contenitore in cui tutti dialogano paritariamente». Tutti uniti in un Palasport («Non abbiamo mai messo alla porta nessuno») in un momento quasi catartico: «Quest'esperienza di confronto potrebbe interessare anche voi sul tunnel del Brennero - spiega Ferrentino - basta vedere come si è sviluppata da noi. Eravamo partiti con un'assemblea di 200 persone e adesso abbiamo il problema di non sapere più dove farla perché ogni volta siamo almeno 4500 persone che dialogano. Abbiamo il Palasport che ne ospita massimo 1300 di sedute. Il resto sta in piedi. L'assemblea è un processo faticosissimo ma efficace per poter tenere conto di tutte le sensibilità del territorio. Il concetto base è che chiunque deve avere un luogo fisico dove dire la sua e alla fine a decidere non deve essere solo chi alza di più la voce.

Noi parliamo anche di piccoli problemi, ma il procedimento vale senza dubbio anche per le "grandi opere" per le quali spesso gli enti locali vengono tagliati fuori».

Al convegno dei Verdi, Ferrentino parlerà anche di sviluppo e risorse: «In questo Paese sembra che l'unico fattore di sviluppo sia la grande opera con le risorse pubbliche - dice - noi pensiamo che invece, affiancate alle opere pubbliche necessarie, vada rilanciata l'esigenza che l'Italia investa di più sull'innovazione.

Incalza Giorgio Vair, assessore alle Politiche ambientali della Comunità montana Valle di Susa (ieri a Chambery in Francia per la giornata No Tav transnazionale): «Sia la val Susa che il Brennero devono essere evidentemente inserite nel Piano nazionale trasportistico che stiamo tutti attendendo da anni - dice Vair - quello che faccia finalmente un calcolo e una razionalizzazione organica del traffico da e per l'estero. Ad oggi, né dal governo, né dalle regioni si vede alcuna volontà concreta di spostare le merci dalla gomma alla rotaia. Per questo è giusto che ci unisca una mobilitazione organica.

Magari così qualcuno torna a pensare più ai cittadini che al nastro da tagliare all'inaugurazione».

L'ASSESSORE - «Pensare a meccanismi come quello dell'assemblea di valle è prematuro - dice l'assessore provinciale ai trasporti, Thomas Widmann - l'informazione resta la base di tutto ma bisogna anche saperla fare bene e al momento opportuno. Oltretutto molta informazione la dovrà fare la società del tunnel del Brennero. Certi timori tra la popolazione, comunque, sono anche dovuti al "lavoro" dell'opposizione». Widmann dà una rassicurazione: «La circonvallazione di Bolzano è basilare per il collegamento alla tratta d'accesso sud - spiega - noi siamo orientati in quella direzione, così come la Bassa Atesina (che sta manifestando appunto i suddetti timori, ndr) . Per il resto, non decidiamo solo noi. Quando ci saranno certezze, lo diremo» .

 

Pierluigi Perobelli

Corriere dell’Alto Adige, 8 gennaio 2006 

 

 

 

WWF

«Iniziativa auspicabile. Così si romperebbe la cappa di silenzio»

 

BOLZANO - «L'esperienza operativa dell'"assemblea di valle" in val Susa può essere senza dubbio esportata qui in Alto Adige, ma avrebbe sicuramente valenza maggiore in Trentino e Veneto, quantomeno a livello di "divulgazione" sul tunnel del Brennero» . Il responsabile del Wwf altoatesino, Pierluigi Gaianigo, parteciperà al convegno di venerdì come uditore. Oggi ribadisce le sue posizioni sul megaprogetto.

Gaianigo, cosa pensa di quanto detto dal presidente Ferrentino? «Ha ragione, sarebbe auspicabile avere anche qui avere un momento di profondo confronto tra politici, comitati e associazioni. I segnali di risveglio ci sono».

In che senso? «Davanti alle chiare intenzioni di Durnwalder nell'avanzare con il progetto, tutti si adeguano. Ma per esempio Magrè parla di referendum e altri segnali arrivano da Laives».

Segnali positivi... «Che ci dovrebbero essere anche per esempio a Bolzano dove ancora troppi pensano che se non si fa il tunnel del Brennero non arriverà nemmeno la circonvallazione (ferroviaria, ndr) di Bolzano».

E invece? «Più che a questo "do ut des" si dovrebbe pensare ad altri aspetti, a parte ovviamente quelli ambientali. Per esempio al fatto che si rischia di fare solo il buco in una montagna ma poi di non trovare più i soldi per fare le tratte di accesso, o quantomeno collegarsi bene al tunnel da sud. Trentino e Veneto sanno poco del progetto, meno di noi».

C'è poca informazione? «Il fatto è che tutti danno per scontato tutto. E il convegno di venerdì lo si fa anche per uscire da questa situazione».

Ma qui c'è anche poca mobilitazione... «Mah, i sindaci, si sa, ci pensano milioni di volte prima di dire qualcosa a Durnwalder. Poi mi sembra che la sinistra sia distratta più dall'operazione sull'areale Fs di Bolzano e dal business che ne deriverà » .

Affermazione maliziosa... «Mica tanto. Se è per quello, destra e centro mi sembrano distratti dal business che deriverà dalla costruzione del tunnel».

Quindi, focalizzare tutto in un'assemblea di valle allargata a tutte le componenti... «Potrebbe servire, davanti all'avanzare della Provincia».

Come un monolite... «Formalmente si comporta bene, non fa veti, censure o altro. Mi hanno perfino invitato come Wwf alle presentazioni sul progetto».

 

Pierluigi Gaianigo

 

 

 

PROVINCIA

«Siamo sempre andati tra la popolazione a parlare dei progetti»

 

BOLZANO - «Mettere d'accordo e spiegarsi davanti a 2.000 persone è tutto sommato difficile, noi qui preferiamo fare assemblee più ristrette per poter informare al meglio la nostra popolazione».

Ad essere parzialmente scettico sull'esperienza della val di Susa - pur non stroncandola affatto - è Florian Mussner, assessore provinciale ai lavori pubblici.

Mussner, il presidente della comunità montana Val Susa, Ferrentino, dice che in val di Susa aprono il Palasport e fanno riunioni da 2.500 persone tra politici, rappresentanti e membri di associazioni e comitati, cosa ne pensa? «Se riescono a farlo sono bravi, ma penso che in questo modo ci sia anche qualche difficoltà a dialogare».

Con queste riunioni dicono di aver risolto anche certi impasse sulla tema dell'Alta velocità. Si può pensare a questo tipo di confronti aperti anche qui sul tunnel del Brennero? «Sul tema del tunnel noi abbiamo già organizzato riunioni pubbliche aperte sostanzialmente a tutti. È successo a Vipiteno, Bressanone, Bolzano... abbiamo avuto ottimi riscontri, pensiamo in questo di stare lavorando bene».

Questo in fase di illustrazione dei progetti, mentre in val di Susa le riunioni le fanno anche e soprattutto per decidere il da farsi, le piattaforme da far portare avanti alle autorità... «Il comandamento numero uno per noi resta l'informazione ai cittadini nel momento giusto».

Cioè? «Cioè l'informazione preventiva, che serve per aiutare la gente a capire l'utilità di un'opera pubblica che si va a costruire».

E in questo avete successo... «Abbiamo fatto riunioni su lavori alle statali, mica solo sul tunnel del Brennero, che hanno visto alcune centinaia di persone in periferia. È un risultato che riteniamo soddisfacente».

E se qualcuno teme che non basti? «Vediamo, possiamo sempre fare nuove campagna informative».

Ma il vero confronto istituzionale? «Quello con i sindaci evidentemente esula perlopiù da una riunione pubblica ma ha canali più istituzionali. Per il resto, alle riunioni pubbliche spesso si sono visti anche rappresentanti di comitati o per esempio i Verdi, sempre sensibili ai temi che riguardano le opere pubbliche».

 

Florian Mussner

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