« Dal Brennero a Messina, basta grandi opere »

I Verdi fanno nascere l'alleanza con la Val Susa. Ferrentino: raddoppiati i costi del tunnel

 

BOLZANO - Nasce l'alleanza contro il tunnel del Brennero: a tenerla a battesimo, ieri a Bolzano, il consigliere provinciale dei Verdi Riccardo Dello Sbarba e il presidente della comunità montana della Val di Susa Antonio Ferrentino, giunto per l'occasione nel capoluogo. Una «stretta di mano» importante che segna un passo decisivo verso l'organizzazione di un vero e proprio «movimento di sensibilizzazione e informazione» - come è stato definito ieri pomeriggio - su rischi e conseguenze che la costruzione di megatunnel sotto le Alpi può comportare al sistema ambientale. Il tutto nell'ambito del convegno promosso dai Verdi presso il Comune per un confronto tra i progetti delle due infrastrutture ferroviarie, quella altoatesina e quella piemontese.

«È necessario valutare criticamente l'opportunità e l'utilità di grandi opere pubbliche sul territorio - ha detto Ferrentino - e per fare questo è fondamentale il confronto tra esperienze diverse, valutando strumenti e risorse che in momenti e territori diversi vengono spesi sul campo». E non è mancato il riferimento concreto: «Proprio ieri - sempre il referente della Val di Susa - ho recuperato un documento della Comunità europea che stima in 5,4miliardi di euro il costo del tunnel del Brennero, contrariamente ai 2,5 prestabiliti dal Governo». Insomma, tanta carne al fuoco in un pomeriggio di lavori che ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti politici non solo del consiglio comunale e provinciale di Bolzano, ma anche della Regione e del vicino Trentino: tra gli ospiti Sepp Kusstatscher, europarlamentare verde, Anna Donati, senatrice e responsabile trasporti dei Verdi, Erasmo Venosi, portavoce del coordinamento nazionale dei comitati dei territori interessati all'alta velocità, Helmuth Moroder consigliere verde a Bolzano. E ancora Arthur Scheidle, Georg Willi, Roberto Bombarda ed Enrico Moriconi.

Delle due gallerie sotto le Alpi, quindi, una tra Piemonte e la Francia, l'altra tra l'Alto Adige e l'Austria, si continua a parlare. Anzi, la determinazione degli abitanti della Val di Susa, le cui vicende sono cronaca attuale, ha fatto scuola e oggi, tra i fautori del progetto della nuova ferrovia del Brennero, in primis la Provincia, c'è chi teme che una replica possa muoversi proprio da altoatesini e trentini. E anche di questo si è discusso nell'ambito del convegno. A segnare il passo è stato Riccardo dello Sbarba che per primo ha introdotto un'analisi del parallelismo tra i due progetti. Grandi opere o grandi disastri? Ma soprattutto i due progetti sono davvero confrontabili? Una cosa è certa, stando a quanto emerso: e cioè che a saltare all'occhio sono soprattutto le analogie, più che le differenze.

«Non solo per lunghezza, caratteristiche e tipo di traffico - ha detto Dello Sbarba - ma anche per le modalità seguite nell'iter decisionale». Che in altri termini, secondo il consigliere verde, si tradurrebbe in poca informazione. E anche in questo caso non è mancato un esempio concreto: «In una delibera del consiglio comunale di Magré di dicembre - ha illustrato - si parla di "Indispensabile realizzazione contemporanea e sotterranea della linea d'accesso", nello Studio di impatto ambientale del tunnel di base, invece, si legge che "al momento è difficile prevedere una realizzazione completa della nuova linea, e che non risulta attualmente possibile prevedere quando sarà completato il potenziamento».

Invoca la fiducia, nella sua replica Florian Mussner, assessore provinciale ai lavori pubblici di Bolzano, che sostiene la Provincia: «Non c'è obiettività, non è tutto negativo. Abbiamo fatto tutto quello che doveva essere fatto assicura riferendosi al progetto del Brennero il nostro Via (Valutazione d'impatto ambientale) è perfetto, così come lo sono le tratte d'accesso che devono essere fatte contemporaneamente». Ed ecco un grosso nodo venuto al pettine, ieri pomeriggio: sul fatto che il quadro debba essere considerato nel suo complesso, sono tutti concordano, anche l'assessore Mussner. Il quale, però, sostiene che sulle tratte di accesso al tunnel, gli organi competenti stiano già lavorando. Ma nessuno, è riuscito ancora a visionare i progetti.

 

Elena Fabiani

Corriere dell’Alto Adige, 14 gennaio 2006

 

 

 

 

La mobilitazione

 

La protesta si allarga anche a Trento Bombarda: «Difendiamo l'ambiente»

 

BOLZANO - È un fronte vero e proprio quello che si è costituito ieri pomeriggio a sostegno della Comunità montana della Val di Susa e contro la costruzione di grandi opere. E i trentini si sono schierati in prima linea: «Abbiamo sonnecchiato un po' troppo» afferma Roberto Bombarda, consigliere regionale dei Verdi, giunto ieri da Trento per partecipare al convegno. «Abbiamo sempre considerato il problema del tunnel di base del Brennero una «questione» altoatesina, sbagliando. Oggi, grazie anche agli amici della Val di Susa, abbiamo capito che dobbiamo unirci per fronteggiare il problema dell'impatto ambientale, che riguarda tutti. Parlare di progetti come quelli in questione, significa tirare in ballo grossi interessi economici e il pericolo che incombe è che vinca la politica del business. L'aspetto più grave è che siano proprio i governi locali a promuoverla».

Sulla stessa linea anche Sepp Kusstatscher, europarlamentare verde. «La battaglia contro il tunnel del Brennero è vecchia: ricordo che già nel ' 92 e ' 93 - spiega - tutti i Comuni da Cardano al Brennero avevano deliberato contro la galleria transfrontaliera, invocando prima un ammodernamento della linea esistente, ma Durnwalder mise tutto a tacere. Proprio oggi (ieri per chi legge ndr) lo stesso Durnwalder di sempre mi ha ribadito che io sono il primo e l'ultimo ad occuparmi di questo problema della galleria. Credo che dovrà ravvedersi. Gli abitanti della Val di Susa ci hanno ridato coraggio per ricominciare a battagliare». Tre secondo l'europarlamentare i grossi errori alla base del progetto del tunnel: «E' assurdo che siano partiti con un disegno che punta sulla galleria e trascura gli accessi che, mi risulta, non siano stati ancora progettati. In secondo luogo credo sia arrivato il momento di smetterla di raccontare delle menzogne sulle intenzioni di spostare il trasporto di merci da strada su rotaia. Non è vero. E gli investimenti lo confermano. Infine è davvero una vergogna che si tralasci l'ammodernamento dei treni, mezzi indispensabili per la popolazione pendolare, per tutelare interessi economici».

 

Elena Fabiani

 

 

 

 

La senatrice del sole che ride

 

Donati: i soldi non basteranno mai

 

BOLZANO - Conciso e diretto è stato l'intervento della senatrice Anna Donati, responsabile trasporti dei Verdi. La parlamentare ha infatti puntualizzato, con dati alla mano, le direttrici del Governo: in primo luogo rispetto alle ferrovie, più volte ieri pomeriggio nel mirino degli interventi dei relatori sia disfunzioni (ritardi, soppressione di treni per i pendolari e di due Eurostar da Bolzano per Roma), che il programma d'investimenti.

Senatrice Donati, quali sono gli obiettivi della politica dei trasporti, in Italia?

«Non parlerei di politica dei trasporti, ma delle infrastrutture che sembrano rappresentare l'unico interesse del Governo Berlusconi. A fronte dei tagli sulle ferrovie della Finanziaria 2006, sono stati preventivati 265 miliardi di euro per le grandi infrastrutture. Sono dati che parlano da soli».

E del progetto del tunnel del Brennero che cosa pensa?

«Rientra tra le opere strategiche, ma vorrei sottolineare che oltre ai 65 milioni di euro già spesi per la fase di progettazione, non ci sono altri soldi disponibili. Sì, il costo preventivato è di 2,5miliardi di euro, quindi…». «Le idee sono chiare, visto che allo stato attuale non sta bloccando il protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi in quanto vieta la costruzione di nuove infrastrutture autostradali nell'arco alpino. Ma è necessario riflettere, prima che sia troppo tardi, su alcuni progetti che inevitabilmente andranno ad aggravare la situazione del corridoio del Brennero: mi riferisco al progetto del corridoio Tirreno Brennero, oppure dei 475 milioni di euro disposti a favore del potenziamento della rete autostradale». «È necessario ripensare una politica dei trasporti che punti su un ammodernamento del trasporto su rotaia. Come? Realizzando per stralci il potenziamento ferroviario sulla base delle effettive priorità. Quindi anche una progettazione integrata di tutto il corridoio del Brennero». «Oltre ai 65 milioni di euro già spesi per la fase di progettazione non ci sono altri fondi disponibili».

 

Elena Fabiani

 

 

 

 

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci