No all'inceneritore

OdG XVI congresso Cgil del Trentino

 

La gestione dei rifiuti è diventato sempre più un problema di rilevanza nazionale e locale che coinvolge tutti i cittadini, le Amministrazioni, le realtà sociali fino alle politiche di gestione del territorio. Il modello di sviluppo che ci viene proposto ed entro cui ci muoviamo, ha generato un vorticoso aumento di rifiuti. Una situazione creata da una politica che non ha voluto mettere mano in modo serio, programmatico e lungimirante al problema portando il Paese in uno stato di emergenza, tanto che il sistema discariche non è più in grado di reggere finendo con l’alimentare forme di smaltimento illegale dei rifiuti.

Accertato che gli inceneritori basano il loro funzionamento sulla combustione dei rifiuti e che per questo producono quantità elevate di diossine e di altri inquinanti, oltre a quantità elevate di scorie e ceneri che devono essere smaltite in discariche speciali, compito degli amministratori pubblici è quello di individuare soluzioni alternative al pericolo che deriva dall’incenerimento dei rifiuti.

Non solo, ma recuperare energia bruciando i rifiuti non solo è dannoso per la salute ma anche uno spreco energetico ed economico. Bruciare le plastiche che sono di derivazione petrolifera equivale a bruciare combustibili fossili. Bruciare la carta e il cartone significa spreco di risorse (energia, acqua e foreste) che al contrario si possono risparmiare riciclando i diversi materiali cartacei. Il tutto senza contare che gli inceneritori, senza le sovvenzioni economiche della collettività, non sarebbero in grado di reggere economicamente i costi sempre più onerosi della loro gestione.

Una diversa soluzione è possibile e già praticata in diverse parti d’Italia con risultati d’eccellenza, e si chiama riciclaggio e "raccolta differenziata" dei materiali. Se la raccolta differenziata porta a porta arriva anche solo al 70% comporta un primo grande risultato che è quello di avere la stessa quantità di residuo prodotto dall’inceneritore senza l’aggravio delle problematiche legate a quel 30% di rifiuti speciali da smaltire in apposite discariche che rischiano di produrre forti tensioni sociali con le comunità residenti nei pressi di tali discariche.

Inoltre, il processo di riciclaggio aprirebbe un nuovo mercato in cui nuove piccole e medie imprese "recuperano" i materiali riciclabili per rivenderli come materia prima o semilavorati alle imprese produttrici dei beni. Un mercato che si tradurrebbe anche in nuova occupazione. Al giorno d’oggi, a fronte dell’aumento della raccolta differenziata in Italia, non esistono un’industria e un mercato in grado di accogliere tutto questo prezioso materiale che, quindi, viene esportato.

Alla luce di quanto sopra la Cgil del Trentino esprime le propria contrarietà alla costruzione dell’inceneritore, sia ad Ischia Podetti che in altri siti, e quindi si attiverà nella propria autonomia per individuare le possibili scelte alternative all’incenerimento dei rifiuti a partire dalla riduzione degli scarti industriali e non solo, dalla raccolta differenziata, dalle forme di riciclaggio, dalla responsabilizzazione delle imprese e dei singoli cittadini, dalla filiera distributiva con l’obiettivo di perseguire un diverso modello di sviluppo. Perché il problema rifiuti riguarda sia la questione culturale che l’attuale modello di sviluppo.

La Cgil deve impegnarsi a riaprire con la Giunta provinciale una fase di discussione, allargata a tutti i soggetti sociali interessati, sulle problematiche della gestione dei rifiuti e delle conseguenze che l’inceneritore potrebbe avere sul versante della salute pubblica e dell’ambiente con lo scopo di giungere alla ISTITUZIONE DI UN FORUM PUBBLICO sulla gestione dei materiali di scarto da parte della Provincia che valuti seriamente anche le proposte alternative all’inceneritore.

Infatti, non possiamo sottovalutare l’impatto negativo in termini di aumento dell’inquinamento da polveri sottili in presenza sia dell’impianto industriale di incenerimento che dall’aumento del traffico di camion che l’inceneritore porterebbe alla città di Trento.

 

Trento, 3 febbraio 2006

 

 

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