Gli smorti parchi

 

L’articolo sul progetto dell’ "Inceneritore per i turisti... tutto da vedere" di Gerbido - Torino (dal bisettimanale luna nuova - Val di Susa, 17 febbraio 2006), prevede, quali forme di mitigazione  "ampie vetrate, giardino d'inverno, un camino di emissione che con i suoi 120 metri farà concorrenza alla Mole per altezza e colpo d’occhio, ascensore panoramico, un'ampia superficie di vetro che avvolge il camino principale… su cui scorre un velo d’acqua che scende a cascata sino al laghetto squadrato...". Lo si descrive come un gioiello, da 311 milioni, delle moderne ingegnerie e architetture.

Ci sono spunti per copiare quel “modello” e applicarlo alla realtà locale. Si comincia col far nascere un progetto di “parco fluviale” tra Vela e Ischia Podetti (su l’Adige, 21 febbraio 2006): quel nuovo biotopo illustrato dall'assessore verde Aldo Pompermaier, che ne ha sottolineato "l'altissimo grado di naturalità dell'area che ospita felci e anfibi rari ed è diventata zona di nidificazione per molte specie di uccelli". Un’altra invenzione dell'estro della politica comunale che, in sintonia con quella provinciale, corre ai ripari (dal camino) attraverso vuote operazioni di marketing.

Come prevede la delibera provinciale del dicembre 2003, che ha dato il là al progetto dell’inceneritore nostrano, non ci si può infatti limitare alla conservazione di "una fascia tra l’impianto e l’argine del fiume che possa assumere la connotazione di “corridoio ecologico"”, né solo "considerare l’aspetto dello studio architettonico dell’edificio, oltre che dal punto di vista dell’inserimento paesaggistico, anche dal punto di vista dell’accettabilità da parte del cittadino".

Per incantare l'ignaro cittadino bisogna offrire di più.

Per coniugare al meglio preesistenze (parete rocciosa) e modernità (camino) si potrebbe prevedere un collegamento aereo tra la sommità del mega tubo e il Soprassasso: un’ardita passerella potrebbe portare direttamente sul monte di Roncafort, sulla cui verticale si potrebbe anche ospitare qualche manifestazione di free climbing. Ci si potrebbe così accertare, in prima persona, della bontà delle emissioni del camino. Non vale la pena infatti, come prescrive la sopraccitata delibera provinciale, "predisporre un pannello visibile, riportante i valori delle emissioni monitorate e il confronto con i limiti normativamente prescritti"; si rischierebbe di vederlo o guasto o spento; non a caso la stessa delibera prosegue precisando che “… i dati dovrebbero tuttavia essere riportati dopo validazione degli enti di competenza”. Sul medesimo pannello, invece, si potrebbero proiettare, a disposizione delle scolaresche, istruttivi documentari sulla naturalità dei luoghi. Ne va trascurata la simpatica idea di quasi tre anni fa (1° aprile), allorché un bizzarro giornalista propose "un centro termale con lago artificiale con acqua riscaldata dall’inceneritore”.

Piano piano, attraverso gli sforzi di Comune e Provincia, il progetto prende forma. E chissà che i nostrani pensatori non possano concorrere in fantasia e creatività con i colleghi piemontesi. A questo sembra debbano servire le sinergie delle amministrazioni di quei "cortili" sovente impossibilitati, a causa dei molti impegni, ad altri proficui scambi di idee e contenuti.

Che nella parte alta della stessa pagina, in cui compariva la notizia del progetto del "parco fluviale", comparisse il titolo  «Inaccettabile questo modo di fare politica», parrebbe cosa del tutto marginale.

 

Simonetta Gabrielli

Nimby trentino

 

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