Brandstätter: non sapevamo della cordata.

Klapfer: l' accordo è ancora aperto

Tunnel, appalto conteso. Scontro tra imprenditori

Rosengarten chiede un chiarimento al Consorzio

 

BOLZANO - L'affare tunnel spacca il mondo imprenditoriale altoatesino e rischia di incrinare i rapporti anche con i trentini. A scompaginare un quadro che sembrava improntato all'unità è stata l'iniziativa annunciata lunedì scorso dal Consorzio stabile dei costruttori dell'Alto Adige (23 imprese edili e l'appoggio sostanziale del Leitnergroup): il preaccordo siglato a Vienna con i colossi austriaci Strabag e Porr, la tedesca Züblin, le italiane Impregilo, Grandi Lavori Fincosit e Cooperativa Cementisti e Muratori. Obiettivo dichiarato della cordata: diventare general contractor per la progettazione esecutiva e la costruzione del tunnel del Brennero, affare da minimo 4,5miliardi di euro (ma questo è il costo stimato se l'opera venisse costruita in un solo anno) e lavoro garantito per nove anni. Strabag è il secondo gruppo edilizio europeo, Impregilo è il 26° ma ha già l'incarico di general contractor del ponte sullo Stretto di Messina.

Un ruolo, quello di general contractor, al quale stava lavorando parallelamente anche Rosengarten spa (la società costituita dalle tre holding del Brennero l'altoatesina Euregio Finance, la Finanziaria Trentina e la Cis di Verona) con contatti proprio con Strabag. L'iniziativa dei costruttori altoatesini ha spiazzato Rosengarten. Ma c'è di più: il Leitnergroup, che fa capo all'imprenditore vipitenese Michael Seeber, è entrato nel Consorzio dei Costruttori per raggiungere le cifre minime di fatturato e dirigenti tecnici necessarie al ruolo di general contractor. A capo del Consorzio Stabile Costruttori, che ha messo in piedi la cordata internazionale, c'è Martin Klapfer della Seeste, impresa edile del Gruppo Leitner, che è a sua volta presente in Euregio Finance e nella Cis di Verona.

L'avvocato Gerhard Brandstätter, presidente di Rosengarten, non nasconde lo stupore per l'iniziativa dei costruttori: «L'ho appreso dai giornali, e mi dispiace perché ci eravamo visti due settimane fa e non mi avevano detto nulla. Sicuramente ne discuteremo presto. L'appalto del tunnel è ancora lontano». Un contatto tra Brandstätter, Klapfer e Seeber, a quanto pare, c'è già stato nelle ultime ore. Franz Snefter, presidente di Euregio Finance (società che ha appena ottenuto l'incarico di advisor per il modello di finanziamento del tunnel), martedì aveva commentato: «Non è detto che gli accordi di oggi siano gli accordi di domani. C'è tempo per cambiare le cordate». Possibile che Rosengarten entri nella cordata dei costruttori? «Aspiriamo ad un ruolo di management», afferma Brandstätter.

Klapfer chiarisce la posizione del Consorzio: «Siamo costruttori, non abbiamo interesse per le operazioni finanziarie di Euregio Finance: il Consorzio, per statuto, può puntare solo agli appalti, ma i singoli soci sono liberi di partecipare anche alle operazioni finanziarie. Il preaccordo con Strabag, Impregilo e le altre grandi imprese è aperto e passibile di modifiche nella composizione, probabilmente parteciperanno anche costruttori del Tirolo. Rosengarten, fino ad ora, non ha avuto una missione precisa. E comunque non vogliamo coinvolgere in questo affare i costruttori di Trento e Verona: il tunnel si fa in Alto Adige».

A Trento c'è già una reazione. «I costruttori altoatesini hanno fatto una cordata? Anche noi faremo la nostra, ci sono già incontri programmati, di più non posso dire», dice Gianfranco Pedri, presidente degli industriali trentini e numero due di Rosengarten. Tra le possibilità, non si esclude una convergenza sulla cordata con Impregilo: si sottolinea come quello siglato a Vienna non sia un accordo definitivo.

 

Felice Espro

Alessandro Papayannidis

Corriere dell’Alto Adige, 2 marzo 2006

 

 

Domani cda sull'inatteso aumento di costi. Dubbi anche da Verona e Modena

A22, Durnwalder frena sul casello di Trento sud

 

TRENTO - «L'indicazione che ho dato ai consiglieri di Bolzano è che per il casello di Trento sud si faccia quel che è necessario. Che votino, cioè, la soluzione più conveniente: a me interessa che i dipendenti di A22 lavorino in un luogo pulito e sicuro. Ma se a Trento si fa un monumento, poi chiederemo un monumento anche a Bolzano. Questa richiesta, comunque, non l'abbiamo ancora fatta». Luis Durnwalder, presidente della Provincia di Bolzano, spende parole di grande cautela sulla realizzazione del casello di Trento Sud da parte di A22. I costi dell'opera sono lievitati da 17,88 a 24,7milioni di euro, e domani il cda si riunirà in seduta straordinaria per decidere se finanziare o meno l'opera, che già al vecchio prezzo ottenne diverse resistenze da parte dei soci del Sud.

Si preannuncia una discussione accesa. Da Modena, il consigliere di A22, Graziano Patuzzi, sottolinea come « sia indispensabile fare dei ragionamenti approfonditi su un aumento significativo rispetto al costo previsto inizialmente. Stiamo parlando di 7 milioni di euro, sui quali non si può certamente soprassedere. Ci aspettiamo spiegazioni dettagliate». Patuzzi è preoccupato soprattutto per «il precedente pericoloso che questa vicenda potrebbe costituire. Non possiamo assolutamente passare per un consiglio d'amministrazione che accetta passivamente un incremento imprevisto e di questa entità. È un fatto che sinceramente non mi aspettavo».

Giovanni Pavesi, vicepresidente veronese di A22, è sulla stessa linea di Patuzzi: «Ho in programma un incontro con il presidente dell'Autobrennero, Ferdinand Willeit, e questa sarà l'occasione per manifestare tutti i miei dubbi e le perplessità in merito a questa vicenda. Quello che è sotto gli occhi di tutti è che la Provincia di Trento ha rincarato il prezzo di fattibilità del casello di Trento sud di 7 milioni di euro. Davanti a una decisione come questa non possiamo di certo rimanere in silenzio, come minimo pretendiamo che il tutto ci venga spiegato fin nei più minimi dettagli».

Chi invece non palesa alcun dubbio è Maurizio Fontanili, presidente della provincia di Mantova, altro vice presidente di A22: «Ho completa fiducia delle persone che gestiscono l'autostrada».

 

A. Pap.

 

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