Alberto Pacher il Sindaco sociale

Dall’urbanistica alla solidarietà, dal trasporto alle polveri sottili,

dall’inceneritore all’uomo urbano

(Estratto dell’intervista di Sergio Bernardi)

 

 

… omissis…

Il problema inceneritore. La raccolta differenziata sta procedendo molto bene: si arriverà al 2006 al 60 per cento. Il presidente Dellai ha ridotto complessivamente la struttura abbassandola fino a centomila tonnellate dalle trecentomila del 2001. Quali conclusioni ne trae?

La strategia “Rifiuti zero” potrebbe risolvere i problemi?

Lei è d’accordo sulla località della Vela, al confine con l’Adige, che verrà scavalcato da un nuovo ponte con circa duecento camion che lo attraverseranno ogni giorno? L’inquinamento e il traffico di questi camion annulleranno lo sforzo di debellare le polveri sottili?

La torre, per smaltire i fumi, alta cento metri, porterà sicuramente diossina e fumi sulla città. Non sarebbe più ecologico e funzionale inserire l’inceneritore a sud di Trento?

L’intervento del vescovo Bressan come va valutato?

 

Contiamo in un paio d’anni ad arrivare a superare il 60 per cento. Questo ha portato il Consiglio Comunale all’inizio di ottobre ad elaborare un documento, approvato dal Consiglio, il quale poneva questi obiettivi: un ridimensionamento degli impianti, e il documento è stato recepito dalla Provincia. Siamo soddisfatti di come la Provincia ha raccolto le indicazioni che il nostro Consiglio Comunale ha dato. Anche arrivando al 60/65 per cento a livello provinciale (faccio presente che nessuna realtà italiana arriva a questo livello e credo che anche a livello europeo siano pochissime), rimane comunque una quota finale. Penso a realtà limitrofe che operano a livelli molto avanzati nella raccolta differenziata, per esempio il Consorzio Priula, un Consorzio della zona del trevisano, che è stato più volte citato anche dalle associazioni che si battono contro l’inceneritore come un esempio avanzato di raccolta differenziata, arrivano quasi al 70 per cento: il rimanente viene smaltito in impianti di incenerimento. Per quanto la si comprima rimane una quota che va risolta e smaltita ed il recupero anche energetico di questi rifiuti è una strada che io credo possa esser seguita.

Dopo di che per la localizzazione, sono stati effettuati studi da parte dall’Università, del Politecnico di Milano, c’è stata una prima valutazione di impatto ambientale ed ora ne verrà fatta una seconda, e c’è in atto un altro studio, commissionato anche dal Comune, di simulazione sulle ricadute delle emissioni di diossina, come previsto dagli standard, su quello che esce al camino. Tutti questi passaggi ci hanno detto che si può fare e non sono stati commissionati a degli yes man o yes ricercatori ma realmente in maniera libera come Comune. Adesso abbiamo in corso altre verifiche.

In realtà non è vero il numero dei duecento camion, saranno meno di cinquanta. Lo schema prevede che vengano fatti dei luoghi di compattazione del rifiuto e poi questo viene trasportato all’impianto. Quindi sarà realmente molto contenuto. Siamo certi, e questa è una cosa che stiamo facendo studiare, che un impianto di questo genere, che funzioni anche in termini di teleriscaldamento e che riesca a trasmettere e riscaldare per esempio le utenze industriali che ci sono nella zona di Spini, Roncafort e l’Interporto. Crediamo faccia spegnere qualcosa come duecento, trecento, forse cinquecento centrali termiche. Siamo sicuri che alla fine il bilancio complessivo di emissioni ambientali non sarà positivo? Anche questo è uno studio che stiamo facendo fare. Stiamo verificando in maniera approfondita le emissioni ambientali.

Vedo che anche dove ci sono esempi avanzati di raccolta differenziata, alla fine quello che rimane, o nei cementifici o in impianti dedicati, comunque viene bruciato, perché il decreto Ronchi non permette l’attivazione di nuove discariche. Piuttosto che venga bruciato in un cementificio preferisco che venga bruciato in un impianto dedicato ad esso. Suppongo che ci sarà un controllo dei fumi più efficace.

Il problema che io vedo è di tipo paesaggistico: un camino di cento metri. Credo che qui si debbano puntare tutte le energie e tutti gli sforzi per cercare di ridimensionare questa costruzione che creerebbe un impatto molto forte: non si può pensare di mettere un camino come quello di Brescia nella Valle dell’Adige. Sarebbe un disastro dal punto di vista ambientale e paesaggistico.

Dal punto di vista idrogeologico e dal punto di vista delle correnti atmosferiche la Vela è il posto giusto.

.. omissis…

 

 

Alberto Pacher

Il Sindaco Alberto “Ale” Pacher, nato a Trento il 27 agosto 1956, è coniugato e padre di due figli. Alberto Pacher è stato consigliere comunale dal 1990 al 1993; nel 1993 è stato nominato Assessore alle Politiche sociali; nel 1995 è divenuto Vicesindaco. Il 2 ottobre ha assunto la funzione di Sindaco reggente a seguito delle dimissioni di Lorenzo Dellai. Laureato in sociologia con specializzazione in psicologia, è stato per quindici anni operatore al Servizio per le tossicodipendenze (Sert) ed ha, inoltre, svolto attività libero-professionale di psicologo.

Nel maggio 1999 è stato eletto Sindaco al primo turno con una percentuale di preferenze pari al 69,33%. Guida una colazione di centrosinistra. È stato rieletto Sindaco al primo turno nelle elezioni comunali dell’8 maggio 2005, con una percentuale del 64,33% delle preferenze.

 

 

UCT n° 361-362, gennaio-febbraio 2006

 

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