Valbruna-Provincia, scontro sui rumori

Respinto il ricorso delle acciaierie

L'azienda: abbiamo fatto il possibile

 

BOLZANO - La Provincia non fa sconti alle acciaierie, almeno per ora. Sul problema delle emissioni lo ha già dimostrato: entro qualche giorno l'Agenzia per l'ambiente (Appa) installerà in via Nazario Sauro le centraline per il rilevamento delle pm10 e, forse, anche una videocamera. Sulla questione «rumore» ne ha dato prova lunedì scorso: la giunta ha rigettato il ricorso della Valbruna che contestava la soglia fissata dalla legge. Soglia che, secondo i dati raccolti dall'Appa, le acciaierie oltrepassano regolarmente. I vertici dell'azienda allargano le braccia: «Abbiamo fatto di tutto - dicono - per stare nei limiti». Anche Michele Libori di Assoindustriali invita alla prudenza: «L'industria pesante - dice - non può avere impatto zero». Il capo dipartimento dell'Ambiente, Walther Huber, comprende le ragioni degli imprenditori e assicura: «Con le nuove norme i parametri potrebbero essere alzati». Una notizia che non piacerà agli abitanti di Oltrisarco. Intanto la Provincia ha anche prescritto alle acciaierie un cambio di combustibili: d'ora in poi sarà consentito solo il metano.

A far nascere il contenzioso tra Provincia e Valbruna è la «valutazione integrata ambientale», una specie di autocertificazione con cui le aziende di grosse dimensioni devono attestare il rispetto dei parametri su emissioni, scarichi, rumorosità e quant'altro.

È un documento dettagliatissimo. «Si vanno ad analizzare, camino per camino, tutte le emissioni - spiega il direttore dell'Appa Luigi Minach -. Polveri, ossidi di azoto, olii acidi...». Per quest'anno la Provincia ha anche previsto sopralluoghi, sia alla Valbruna che all'Iveco, per verificare la correttezza della certificazione. «I controlli - spiegano all'Appa - non si limiteranno ai soliti posti: si andrà anche nei reparti con nuovi sistemi di aspirazione. E ci vorranno alcuni mesi».

Ma la «valutazione integrata» non si limita a fotografare lo status quo. La Provincia impartisce anche alcune prescrizioni. La Valbruna, ad esempio, non potrà più utilizzare il gasolio e l'olio combustibile a basso tenore di zolfo ( Btz) come combustibili; d'ora in avanti sarà consentito solo il metano. Da qui anche il contenzioso sull'inquinamento acustico.

Dalle rilevazioni dell'Appa risulta che il rumore notturno prodotto dalla centrale ad ossigeno e dal laminatoio si aggira sui 50 decibel, mentre la legge provinciale fissa un tetto di 45. Le acciaierie hanno presentato un ricorso gerarchico alla giunta provinciale, appellandosi alla legge nazionale, più tollerante. Questo lunedì la giunta lo ha rigettato, confermando i parametri di legge. Ma un compromesso è già nell'aria. «Fra qualche anno - spiega Huber - le zone con le diverse soglie acustiche andranno ridisegnate. In quella sede il tetto potrebbe essere alzato». Di fronte alla linea «dura» dell'amministrazione, Libori spezza una lancia in favore della Valbruna: «Capiamo i disagi della popolazione - afferma - ma un'industria ad impatto zero non esiste».

 

Stefano Gelmini

Corriere dell’Alto Adige, 16 marzo 2006

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