Intervista al WWF

Il WWF monitora il caso: “Multiutility, profitti record ma gestione da dilettanti”

Operazione rifiuti d’oro

In Sinistra Piave si gioca la fase preliminare di una partita finanziaria

che vale 30 milioni di euro l’anno e punta al controllo della raccolta in provincia.

Il business milionario che divide il Polo:

La Lega vuole il monopolio in SAVNO, An e Forza Italia spingono E.con

 

CONEGLIANO. Gianluigi Salvador è il referente del WWF Veneto per il settore energia e rifiuti e perciò segue da vicino l’evoluzione di uno dei business più remunerativi degli ultimi anni, con aumenti di profitto anche del 20 per cento annuo nonostante la stagnazione economica. «Il perché - spiega - non è difficile da comprendere. Le multiutility, cioè le società (quasi sempre a capitale misto pubblico privato, ndr) che si occupano di settori strategici quali energia, acqua e rifiuti, forniscono servizi indispensabili: il cittadino non può certo rinunciarvi. Sono dunque società sicure e lucrose, e questo giustifica anche il boom in borsa di molte di esse. Ovvio che su un piatto così allettante si siano buttati in tanti, politica in testa».

Salvador, che rifiuti e affini siano una affare sicuro si sa, ma nella Marca questo servizio indispensabile, almeno, viene gestito bene?

«Nei 95 comuni della nostra provincia abbiamo cinque situazioni differenti: Treviso e Mogliano che stanno per conto loro, e poi i bacini TV1, TV2 e TV3. A Treviso città è il caos, bassa qualità nella raccolta e alti costi: situazione ideale per mettere in piedi un bell’inceneritore. Mogliano ha scelto la totale autogestione con una propria società di servizi, che però è piccola e poco competitiva, e dunque in grande difficoltà viste anche le scarse capacità di smaltimento. Il TV3 di Montebelluna ha dalla sua una organizzazione piuttosto semplice ma un buon metodo di raccolta omogeneo per tutto il bacino. Il TV2 Priula come noto, è quello che ritengo meglio organizzato ed è controllato per il 51% dall’istituzionale e per il 49% dalla Contarina. Il TV1 Conegliano invece è il casino totale, con il CIT a controllo pubblico, che ha fondato una sua società di gestione Savno a partecipazione privata, che a sua volta ha affidato la gestione dei servizi ad altre società private come Sit e Sesa. Il risultato è una situazione assai complessa di difficilissimo controllo in cui la trasparenza è un optional. Un meccanismo perverso che finisce per favorire una collusione tra industria privata e istituzioni».

Focalizziamo l’attenzione sul TV1, quotidiano oggetto di proteste dei cittadini e attacchi politici da destra e da sinistra.

«Il problema del TVl è quello di essere gestito da una serie di personaggi inadeguati rispetto ai compiti. Ci sono soprattutto gravi responsabilità della politica: Il CIT, invece di fungere da controllore sembra essere il controllato. Nel senso che i politici finiscono per essere, magari loro e vista la complessità della materia, gli esecutori dei vari suggerimenti forniti dai consulenti delle società private. La Lega Nord, che ha le mani sul CIT, parrebbe ora intenzionata a semplificare la situazione per avere quel controllo effettivo che oggi manca, ma è una partita ancora tutta da giocare perché le tensioni politiche sono molto alte. Intanto, il dato attuale è quello di un caos gestionale dovuto ai metodi eterogenei di raccolta propri di ogni comune. Con contratti altrettanto confusi e differenziati, L’ultima novità è che si vorrebbe passare di nuovo alla raccolta indifferenziata dopo averci chiesto per anni di essere virtuosi selezionando con cura i rifiuti. Insomma, si vuole tornare a puntare molte carte sugli inceneritori: un business nel business a causa della legge che già oggi stabilisce che circa l’80% degli incentivi destinati alle energie rinnovabili in Italia siano destinati, caso unico in Europa, all’incenerimento dei rifiuti. Non a caso, gli inceneritori vengono anche rilanciati dal maxidecreto di Matteoli sull’ambiente».

Che succederà in futuro visto che entro un anno i vari bacini dovranno confluire nell’A.T.O., l’Ambito Territoriale Ottimale, una struttura provinciale?

«Leonardo Muraro ha già anticipato l’intenzione di omogeneizzare il tutto attraverso l’applicazione di una tariffa puntuale e di un metodo di raccolta uguale per tutti. Staremo a vedere. Certo, se il buongiorno si vede da Treviso, siamo messi bene. Ma al di là di quello che farà effettivamente, è certo che le cose devono cambiare, soprattutto perché cresce la consapevolezza tra i cittadini. I gruppi dì pressione per uscire da una situazione complessivamente scandalosa stanno aumentando di peso. Abbiamo manifestato a Treviso la settimana scorsa proprio per ricordare al Presidente che siamo contro ogni ipotesi, inceneritori in testa, che non disegni una gestione futura dei rifiuti e del tutto diversa da quella attuale».

 

Davide Lombardi

La Tribuna di Treviso, 23 marzo 2006

 

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