Il quarto addendum non comprende il finanziamento dell’opera.

De Carlo (Bbt): rinvio breve, siamo nei tempi

Cunicolo pilota, slitta il bando sulle aree

Nell’accordo Stato-Rfi solo 30 milioni per la progettazione

 

BOLZANO - Cunicolo pilota, il mistero si infittisce. A parole tutti dicono che i soldi ci sono o, nella peggiore delle ipotesi, ci saranno. Nei fatti, di concreto non c'è nulla tranne la rassicurazione del Cipe che si tratta di «un'opera di estrema priorità», e un invito dello stesso Comitato per la programmazione economica al ministero diretto da Lunardi affinché inviti Rfi a inserire, «nella rivisitazione del piano investimenti, la copertura necessaria per il tunnel». Tutto questo allo scopo - dicono sempre fonti attendibili a Roma - di tenere fede ai patti bilaterali sanciti con l'Austria. La quale, ricordiamo, ha già stanziato i propri 215 milioni (anche questi, però, solo sulla carta) necessari alla costruzione del tunnel pilota, che per metà saranno rimborsati dalla Ue.

Tra tanti punti oscuri, di sicuro ci sono due cose: che il bando per appaltare i primi lotti relativi alle aree del cunicolo, previsto per fine marzo, è di fatto slittato a data da destinarsi e comunque non prima delle elezioni con relativo «assestamento» politico; che il famoso quarto addendum al contratto di programma 2001-2005 siglato tra Stato e Rete ferroviaria italiana, nel quale secondo tanti doveva essere compreso il finanziamento del cunicolo, non ne contiene invece traccia. In questo documento, discusso per la prima volta davanti al Cipe nel luglio dello scorso anno e poi ulteriormente «definanziato», di Brennero si parla solo in due occasioni: alla voce Itinerari internazionali vengono previsti 2,2 miliardi per la Torino-Lione e appena 30 milioni per la «progettazione esecutiva nuova linea di valico Verona-Brennero»; alla voce Direttrice Brennero si accenna ad un «potenziamento tecnologico Bologna-Verona-Brennero», con 308 milioni di costi di cui 292 già stanziati nel 2004.

Ieri da più fonti ufficiali è arrivata la spiegazione: il cunicolo non poteva esserci perché il Cipe, dopo il «taglio» ministeriale dei fondi, aveva deciso di prendere in esame solo i progetti relativi alla sicurezza (e il tunnel di base non lo è) e comunque di escludere quelli nuovi: il progetto del cunicolo infatti non faceva parte del contratto Stato-Rfi 2001-2005. A Lunardi e Tremonti sono arrivate forti pressioni per un inserimento in extremis nel 4° addendum, ma un nuovo progetto - dopo la dolorosa esclusione di tanti altri - sarebbe stato politicamente difficile da sostenere.

Ad ogni modo, nessuno si strappa i capelli. Esistono due versioni, entrambe «rosee», della conclusione dell'ultima riunione Cipe: secondo la prima, il Comitato avrebbe riconosciuto la priorità dell'opera ripromettendosi di riprenderla subito in esame anche in caso di cambio di governo; secondo l'altra versione, più «gettonata», Lunardi avrebbe dato garanzie di copertura a Rfi, che a sua volta dovrebbe rilasciare alla Bbt la cosiddetta lettera di «patronage» che autorizza la società incaricata della realizzazione del tunnel a proseguire il suo iter. «Entro un mese - dice l'ad italiano De Carlo - dovrebbe arrivare. Si tratta solo di un rinvio di qualche giorno, il progetto sarà inserito nel prossimo addendum e comunque siamo perfettamente entro i tempi previsti».

 

Paolo Florio

l’Adige, 31 marzo 2006

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