Bonifica, costi fino a 44 milioni di euro.

Frigato: cifre comunicate goccia a goccia

«L'inceneritore? Lo avrei spostato»

Spagnolli: localizzazione infelice, ma è tardi per cambiare

 

BOLZANO - «L'inceneritore? Fosse per me lo farei altrove, ma ormai è tardi per cambiare». Per la prima volta un esponente della giunta comunale del capoluogo esprime riserve sulla scelta di Bolzano Sud come luogo destinato a ospitare il nuovo termovalorizzatore provinciale. Protagonista dell' «outing» è la massima carica cittadina: il sindaco Luigi Spagnolli.

«Dipendesse da me - ha detto Spagnolli in conferenza stampa - sposterei altrove l'impianto. La localizzazione scelta è poco "simpatica" per il Comune, perché di fatto blocca lo sviluppo dell'urbanizzazione in quella direzione: nella prospettiva di una evoluzione della città, è chiaro che non si tratta di una scelta felice. Quando sono diventato sindaco, però, tale scelta era già stata fatta. E ormai non abbiamo i tempi tecnici per cambiare: il piano rifiuti è basato sul fatto che il nuovo impianto sarà pronto a partire dal 2009, altrimenti i conti non tornano». Nonostante le perplessità sull'ubicazione, Spagnolli è categorico nell'escludere pericoli ambientali per la cittadinanza. «Sono previsti - prosegue il sindaco - filtri alle emissioni tali da garantire la totale sicurezza dell'impianto».

Il problema più attuale, al momento, deriva dalla trattativa difficile con la Provincia sui costi del terreno e della bonifica. Per quest'ultima, in particolare, sono da mettere in preventivo almeno 16 milioni di euro. Tale stima è stata fatta nell'ipotesi (prevista dalla normativa) di asportare solo parte del terreno inquinato, quella più vicina alla falda. Il resto verrebbe «messo in sicurezza», cioè incapsulato con speciali teloni per evitare dispersioni. Se si volesse fare una bonifica integrale (sbancando cioè il 100% del terreno inquinato) la spesa salirebbe alla cifra esorbitante di 44 milioni di euro: praticamente la metà dell'intero costo di costruzione dell'impianto.

Il Comune, per ora, resta proprietario dell'area. E il sindaco è deciso a far valere appieno questa carta. «Una cosa che ci preme molto - riferisce Spagnolli - è il coinvolgimento del capoluogo nella gestione del teleriscaldamento che sfrutterà il calore prodotto all'interno del nuovo formo». Ciò significa che il Comune sarebbe disposto ad accollarsi per questo parte della bonifica? «Ci sarà una trattativa, è chiaro che tutti dovranno contrattare qualcosa » glissa il primo cittadino.

Intanto, sulla questione dei costi, torna a farsi sentire il portavoce del comitato Lavoro & salute Pietro Frigato. «Pare che la Provincia - osserva l'ex candidato di Nautilus - adoperi la strategia delle "gocce calmanti" nel comunicare i costi del progetto. All'inizio la spesa doveva essere di 71 milioni di euro. Poi, non si sa bene come, si è saliti a 98. Adesso ci fanno sapere che per la bonifica ce ne vorranno altri venti. Piano piano, il costo complessivo rischia di raddoppiare, anche a causa della localizzazione individuata». Frigato insiste sulla necessità di una valutazione d'impatto sanitario. «Gli studi materia - conclude - dimostrano che non bastano le analisi sui lavoratori: le ricadute sulla popolazione esposta possono essere molto diverse».

 

Francesco Clementi

Corriere dell’Alto Adige, 5 aprile 2006

 

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