Tonini: «L'inceneritore non fa paura»

Sette figli, senatore uscente e ora candidato a Trento

(Estratto dell’intervista)

 

In campagna elettorale si è sentito dire un po' di tutto: imposto da Roma, comunista, rappresentante della sinistra che vuole sfasciare la famiglia. Fa niente se Giorgio Tonini è pur nato a Roma ma frequenta Trento dal 1978, se comunista non lo è mai stato e se di figli ne ha sette («Tutti con la stessa moglie», ha sottolineato velenosetto nei giorni scorsi), condizione che lo rende inattaccabile sul fronte delle politiche familiari. Avrebbe potuto anche guardare avanti, non curandosi della strumentalità di certe polemiche, ma Tonini in queste settimane più volte ha replicato, risposto, rintuzzato, chiarito. Ormai ha perso il conto delle spiegazioni che ha dovuto dare per togliersi di dosso le etichette di «imposto» o di «catapultato» dalle segreterie romane dei partiti. «Diciamo che sono stato proposto dai Ds nazionali e che la mia candidatura è stata votata dall'organo supremo della federazione trentina, vale a dire la direzione».

A proposito di governo, cosa pensa il senatore della Valdastico? «Sono perplesso, ma seguo il metodo adottato dalla giunta: giusto ragionare sui flussi reali. Capisco il problema del collegamento tra Trento e il Veneto, ma temo che la Valdastico porterebbe le merci ad aggirare l'interporto di Verona verso la valle dell'Adige». E l'inceneritore? «Ho visto l'impianto di Brescia e non mi sembra una presenza inquietante. Lo sono di più le ecoballe, che rischiano di diventare una bomba ecologica nel caso di piena dell'Adige. Costruire un inceneritore a dimensioni umane e puntare ad aumentare la raccolta differenziata: questa mi sembra una politica ragionevole».

 

Paolo Micheletto

l’Adige, 5 aprile 2006

 

 

Nota di Nimby trentino

 

Le scontate dichiarazioni di Giorgio Tonini sono il classico prodotto del vivaio delle banalità sulla monnezza. L'aspirante senatore afferma con una leggerezza che non stupisce (mal comune mezzo gaudio): meglio accontentarsi della vista di un "moderno inceneritore" che di quella di una montagna di ecoballe (accatastate da chi?), senza sapere che la "bomba ecologica" e sanitaria è anche e soprattutto un impianto di incenerimento in riva all'Adige.

Come se gli impatti del primo debbano essere sempre minimizzabili (anche Tonini ha appreso la lezione) mentre per quelli del secondo... basta farle "scomparire". Pardon, trasformarle in peggio.

Forse, questo ed altro, Tonini non lo sa o non lo vuole sapere; sarebbe utile e saggio che si informasse (può farlo anche su www.ecceterra.org) prima di improvvisare dichiarazioni a braccio. Nel frattempo sarebbe meglio rimanesse a casa a studiare, almeno per questo giro elettorale.

 

Nimby trentino onlus

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