«Se faranno la Valdastico ci dimetteremo»

Una mozione impegna giunta e consiglio: tutti a casa se la Pirubi sarà realtà

 

BESENELLO. Quando la nave affonderà, affonderemo con lei. È un po’ questo il senso della mozione votata all’unanimità dal consiglio comunale di Besenello: giunta e consiglio percorreranno ogni via possibile (legale e istituzionale) per evitare la realizzazione della Pirubi. Ma se l’autostrada si farà, allora il consiglio si dimetterà in toto e consegnerà le dimissioni al Presidente della Repubblica.

E’, questo, l’ultimo tentativo forte di evitare l’incubo - ogni giorno più vicino - della gente di Besenello: il completamento a nord dell’autostrada della Valdastico. E una sorta di minaccia: o noi, o la Pirubi. E se la politica trentina opterà per l’efficiente colata di asfalto tanto attesa dai veneti, allora Besenello rimarrà senza consiglio comunale.

L’originale mozione è stata presentata in consiglio dal gruppo di minoranza “Per un paese migliore - No Pirubi”, che aveva fatto della battaglia intransigente alla Valdastico il suo cavallo di battaglia alle elezioni comunali dell’anno scorso, richiamandolo sin dal nome. Primo firmatario della mozione è Silvano Postinghel, portavoce del comitato anti Pirubi. «Il completamento dell’autostrada a nord, con uscita a Besenello, significherebbe semplicemente la morte del nostro paese, vorrebbe dire distruggerlo - osserva il consigliere, che aggiunge - L’amministrazione del paese si è quindi impegnata a sfruttare, in tutte le sedi, ogni opportunità per contrastare quest’opera. Non riuscire ad impedirla vorrebbe dire non avere nemmeno il potere per salvare il proprio territorio: che senso avrebbe quindi esserne amministratori? Se la nave affonderà, tanto vale affondare con lei», ribadisce Postinghel.

Il progetto della Serenissima prevede infatti, dopo un lungo tunnel sotto il monte Scanuppia, l’uscita dell’autostrada in Val d’Adige proprio in corrispondenza del paese, prima dell’immissione sull’Autobrennero. Oltre allo sfregio irreparabile al paesaggio, anche l’inquinamento della zona aumenterebbe in maniera vertiginosa, portando con sé una maggiore incidenza di malattie per la popolazione residente. La mozione votata dal consiglio comunale prevede, in ultimo, anche un gesto eclatante. Le eventuali dimissioni del consiglio dovranno essere consegnate al Presidente della Repubblica. Si tratta senz’altro di una delibera impegnativa per un amministratore, e su quest’ultimo punto il consiglio ha dibattuto per quasi un’ora. Alla fine, comunque, tutti d’accordo: «Se la Valdastico si fa, noi ci dimetteremo». Del resto, anche la maggioranza, guidata dalla sindaco Carmen Manfrini, si è sempre detta contraria alla realizzazione dell’opera.

 

Michele Stinghen

Trentino, 16 aprile 2006

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