Rifiuti, ambientalisti contro la giunta

Inceneritore, Italia nostra si mobilita. Bombarda: meglio l' «opzione zero»

 

TRENTO - Salvatore Ferrari è amareggiato: «Per l'ennesima volta la Provincia evita il confronto preventivo con le associazioni ambientaliste su documenti strategici». Di fronte alla notizia dell'arrivo in giunta, venerdì prossimo, del terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti (Corriere del Trentino di domenica), il vicepresidente di Italia nostra non trattiene un moto di stizza.

«Scriveremo una lettera aperta al presidente Dellai e agli assessori, per chiedere loro di non votare un piano che prevede un inceneritore» avverte Ferrari. E ancora: «Invieremo una lettera ai sindaci, per ricordare loro che i costi di gestione dell'impianto di Ischia Podetti ricadranno sui cittadini».

Ma a mostrarsi scettico è anche il consigliere provinciale dei Verdi, Roberto Bombarda. «Sarebbe più saggio vedere prima quali saranno le direttive del governo nazionale: il nostro partito infatti ha invitato Romano Prodi a bandire la costruzione di nuovi inceneritori». E sul documento provinciale sottolinea: «Da parte nostra, avevamo chiesto di prevedere anche l'opzione zero». Intanto, l'assessore verde Iva Berasi (che aveva preferito non esprimere commenti) finisce nel mirino di Nimby trentino. «È probabile - scrive Adriano Rizzoli in una nota - che la navigata assessora verde non voglia o non debba aver ancora capito qual è la posta in gioco». Di qui, l'invito «a dire almeno due parole verdi: le suggeriamo "no inceneritore"».

AMBIENTALISTI - Il vicepresidente di Italia nostra va subito al punto. «In questo momento, non possiamo che contestare il metodo utilizzato da Piazza Dante, visto che i contenuti del piano non ci sono mai stati illustrati» dice Ferrari. E ancora: «Gli uffici provinciali non ci hanno mai contattato». Ma il numero due dell'associazione entra anche nel merito. Attaccando il progetto di inceneritore a Ischia Podetti. «Il problema non è la dimensione. È la scelta di questa metodologia». Poi l'affondo: «Chiederemo agli assessori di non votare il piano. Se almeno uno di loro accoglierà il nostro invito, il muro di certezze della Provincia verrà rotto». Ma Ferrari ammette di avere poche speranze. «Non ci facciamo aspettative su Iva Berasi. Anche se qualche esponente verde, da Bombarda a Biasi, ha mostrato di condividere la nostra opinione». E sull'assessore allo sport piombano anche le critiche di Nimby. «Malgrado 5 mesi trascorsi dal 21 novembre - scrive Rizzoli - sembrerebbe che la Berasi non sia ancora stata edotta sul terzo aggiornamento del piano». Poi continua: «È probabile che l'assessora non sappia che c'è qualcuno che ha già raggiunto una produzione di rifiuti pro capite di 89 chili all'anno, che è la metà di quella imposta dalla Provincia. E non sa che il quantitativo imposto dai suoi superiori colleghi è soltanto funzionale alla convenienza economica dell'operazione inceneritore».

I VERDI - E se l'assessore Berasi prende tempo, segue tutt'altra linea Roberto Bombarda. «Forse la giunta dovrebbe aspettare di capire come si muoverà il governo nazionale» suggerisce il consigliere verde. Che va oltre: «Se il governo Prodi, rispettando le direttive europee, togliesse gli incentivi agli inceneritori per la produzione di energia rinnovabile, l'impianto di Trento diventerebbe insostenibile anche economicamente, oltre che a livello ambientale». E sul terzo aggiornamento: «Avevamo chiesto l'inserimento anche dell'opzione zero incenerimento. Se non è prevista, farò un'interrogazione».

 

Marika Giovannini

Corriere del Trentino, 18 aprile 2006

 

 

 

PIAZZA DANTE

Gilmozzi: « Non torniamo indietro »

 

TRENTO - «L'opzione zero? No, il terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti prevede solo il percorso legato all'inceneritore».

L'assessore all'ambiente, Mauro Gilmozzi, sgombra subito il campo da possibili equivoci. «La scelta ormai è stata fatta. Ma sia chiaro: è anche un nostro obiettivo ridurre al minimo gli effetti negativi utilizzando delle tecnologie avanzate» spiega Gilmozzi. Che non sembra intenzionato a prendere in considerazione l'invito di Roberto Bombarda ad aspettare l'orientamento del governo nazionale in materia. «Noi andiamo avanti. Abbiamo ascoltato tutte le voci, anche quelle critiche. Adesso è arrivato il momento di dare il via libera anche a questo aggiornamento». Del resto, più volte la giunta Dellai ha mostrato di non voler fare retromarcia sulla realizzazione del termovalorizzatore a Ischia Podetti (la cui dimensione è diminuita nel corso degli anni, fino a fissarsi sulle 100mila tonnellate all'anno). Tanto che lo scorso anno, a febbraio, al termovalorizzatore era stato dedicato un intero numero della rivista della Provincia «Il Trentino».

All'interno, oltre al progetto di impianto che verrà costruito a Trento nord entro il 2009, anche un riassunto della situazione in undici domande: dalla quantificazione dell'emissione di diossine al problema della sicurezza dell'impianto, dal rapporto tra discariche e inceneritori fino alla scelta del sito di Ischia Podetti «perché baricentrico rispetto alla distribuzione della popolazione della provincia».

Piazza Dante ricorda anche la scelta di Bolzano di predisporre il progetto di un nuovo termovalorizzatore.

Ma. Gio.

 

 

 

 

 

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