Inceneritore, braccio di ferro fino all’ultimo

Nimby e Italia Nostra: «Stop al piano». Dellai: «No, siamo nel ridicolo»

 

TRENTO. Ci risiamo: alta tensione Dellai-ambientalisti sull’inceneritore. Oggi in giunta provinciale ci sarà la «pre-adozione» del 3º aggiornamento del Piano rifiuti, che prevede l’aumento della raccolta differenziata (65%) e la riduzione dell’impianto (100 mila tonnellate). A Nimby e Italia nostra non basta. In una lettera al presidente della Provincia, ieri, gli hanno chiesto di rinviare la votazione del Piano. Secco «no» del governatore: «Questo Piano tiene conto di tante loro richieste. Siamo nel ridicolo».

La delibera sarà firmata a quattro mani da Grisenti (opere pubbliche) e Gilmozzi (ambiente). Si tratta della terza versione del Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti. La 2ª, che fissava l’obiettivo del 50% di raccolta differenziata entro il 2007 e progettava un inceneritore da 280 mila tonnellate di rifiuto l’anno, era stata approvata il 9 agosto 2002. Ora si cambia, su pressione dell’opinione pubblica ambientalista e del consiglio comunale di Trento (28 settembre 2005). Il 3º Piano rifiuti recepisce l’ordine del giorno che Provincia e Comuni avevano concordato il 21 novembre 2005 a San Michele all’Adige: riciclaggio al 65%, calo della produzione di rifiuti a 175 kg pro capite, il che consentirà di ridurre a 100 mila tonnellate la portata del grande camino bruciarifiuti di Ischia Podetti. Come arrivarci? Ad esempio, introducendo l’obbligatorietà della raccolta differenziata secco-umido (anche se non è ancora chiaro se ci saranno multe per i cittadini che sgarrano; per i Comuni ci sarà un sistema di premi e penalizzazioni) e passando, come nel resto d’Italia, dalla vecchia Tarsu (tassa rifiuti solidi urbani) alla tariffa, che premierà chi ridurrà la quantità di rifiuto indifferenziato. Ma solo dal 1° gennaio 2008 i Comuni dovranno aver approntato le tecnologie (sistema di pesatura o di conta degli “svuotamenti”) in grado di far pagare di più a chi più sporca.

Rimane il nodo politico: l’inceneritore. Ieri Nimby e Italia nostra hanno scritto una lettera a Dellai, Grisenti, Gilmozzi, agli altri assessori provinciali, a Pacher, e l’hanno diffusa agli organi di informazione. Chiedono il rinvio dell’adozione del Piano per una serie di motivi: perché sarebbe mancato un vero «confronto preventivo» con tutte le parti in causa, perché lo «scontato assenso» dato dai sindaci a S. Michele «ha scarsa o nulla validità» in quanto non supportato dal pronunciamento dei loro consigli comunali, perché sarebbe opportuno attendere la decisione dell’Ue sul ricorso contro l’impianto di Ischia Podetti, perché - ancora - le attuali discariche non saranno chiuse ma riconvertite per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi e per il traffico dei camion che attraverserà l’Adige a Trento Nord, diretto ad Ischia Podetti.

Secca la risposta del presidente della Provincia: «Ovviamente ognuno è libero di chiedere, ma i tempi di adozione delle decisioni li decide la giunta provinciale», afferma Dellai. Nessun rinvio, dunque. «Con buona pace di tutti, la giunta ne discuterà anche perché così potremo avere un documento scritto sulla base del quale aprire il confronto, come previsto dalla legge, anche con gli ambientalisti. A loro vorrei fare notare che questa terza versione tiene conto proprio di molte delle loro sollecitazioni. Insomma, quando ci chiedono di non discuterne, siamo nel ridicolo».

Chi sognava un rinvio ulteriore dell’inceneritore resterà dunque deluso: l’obiettivo del Piano sarà di accenderlo nel 2009, conferma Grisenti al Trentino, anche se, calando la produzione, le otto attuali discariche potranno contenere tutti i rifiuti fino al 2011, ma in più dovranno accollarsi le ceneri prodotte dal termovalorizzatore: «Vanno suddivise fra territori, lo dice la legge». Una novità è che non sarà più predefinita la tecnologia impiegata (finora era quella «a griglia mobile»): «Adotteremo il sistema che dà la migliore performance ambientale», dicono Grisenti e Gilmozzi. Che possa persino sparire il camino da 100 metri? Il progetto lo faranno i concorrenti alla gara d’appalto che sarà indetta fra un paio di mesi, decorsi i 45 giorni fra la preadozione di oggi e l’approvazione finale in giunta.

 

Enrico Pucci

Trentino, 21 aprile 2006

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