Chiesto il coinvolgimento di Comuni e associazioni,

mentre Trento democratica punta su una maggiore informazione

«Dellai, il piano rifiuti va rinviato»

Lettera di Nimby e Italia Nostra a presidente e assessori

 

Rinviare l'approvazione del piano rifiuti per riaprire il confronto con i Comuni e le associazioni. Lo chiedono con una lettera inviata al presidente Dellai ed a tutti gli assessori, oltre che al sindaco Pacher, la presidente di Nimby, Simonetta Gabrielli, e il leader di Italia Nostra Paolo Mayr.

Il terzo aggiornamento del piano arriverà oggi in giunta provinciale. È stato predisposto dagli assessori Grisenti e Gilmozzi sulla base di quanto deciso in un incontro tra i sindaci avvenuto il 21 novembre scorso a San Michele all'Adige. Tra le novità principali è preannunciato un aumento della raccolta differenziata, che a regime dovrà raggiungere il 65% anziché il 50%, e una diminuzione della produzione di rifiuti pro capite, portata a 175 chili nel 2008. Date queste condizioni l'impianto di incenerimento avrà una capacità di 100 mila tonnellate all'anno. Nimby e Italia Nostra contestano però le decisioni, prese sulla base di una consultazione dei sindaci ma senza un mandato dei relativi consigli comunali, che non si sono mai espressi nonostante il Testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell'ambiente dagli inquinanti affidi proprio ai Comuni l'obbligo di provvedere «alle fasi del servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani inerenti il trattamento e lo smaltimento, ivi comprese la realizzazione e la gestione degli impianti necessari».

Le due associazioni nella lettera ricordano di aver sollecitato da tempo un aggiornamento del piano, ma si aspettavano un coinvolgimento delle associazioni e dei comitati che si occupano di questo argomento. Segnalano inoltre l'opportunità di attendere il pronunciamento della Commissione Europea sull'idoneità o meno del sito di Ischia Podetti. E lanciano un messaggio alle amministrazioni: «Le discariche esistenti - dicono - saranno riconvertite per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi (25% ceneri pesanti), tossici e nocivi (5% di ceneri dai filtri) in misura proporzionale ai rifiuti urbani prodotti sul proprio territorio al netto delle raccolte differenziate. I Comuni sul cui territorio hanno sede le attuali discariche ne sono stati informati? Sono favorevoli ad ospitare discariche speciali? Le comunità locali ne sono a conoscenza?».

Nella lettera viene inoltre criticata la scelta di costruire un nuovo ponte sull'Adige con una spesa di 9,5 milioni di euro per far transitare solo una cinquantina di camion al giorno, secondo quanto dichiarato in una recente intervista dal sindaco Pacher.

Sempre in tema di rifiuti, da segnalare la proposta del gruppo consiliare di Trento democratica a palazzo Thun di istituire una sorta di servizio civile dedicato alla informazione e sensibilizzazione dei cittadini sul tema della raccolta differenziata e del corretto smaltimento. L'idea di Marchesi, Santini & C. è quella di coinvolgere studenti, pensionati e chiunque altro in un vasto progetto sociale. Attraverso corsi di formazione verrebbero preparati per diventare referenti di condominio, incaricati di intervenire nelle zone della città più refrattarie ad una corretta differenziazione dei rifiuti.

L'interrogazione chiede inoltre di rilanciare il ruolo dei promotori ambientali, cioè di quegli uomini e quelle donne ingaggiati dalla Trentino Servizi alla scopo di informare le famiglie della città sulle corrette modalità di raccolta differenziata. I promotori attualmente in servizio sono 4, di cui 3 a tempo pieno e 1 part time. All'inizio il loro compito era quello di spiegare casa per casa le nuove modalità di raccolta porta a porta, man mano che essa veniva introdotta nei vari quartieri. Un compito proseguito anche in occasione della consegna a domicilio dei sacchettini per l'organico. Ora però questo servizio è stato tagliato e gli informatori vengono utilizzati in parte come consulenti telefonici, quando gli utenti richiedono informazioni specifiche, in parte per effettuare sopralluoghi mirati o per servizi presso l'utenza non domestica. Non si fa più insomma quell'opera capillare considerata da Trento democratica utile per migliorare la qualità della raccolta differenziata.

«Per la verità - spiega Carlo Realis Luc, responsabile del settore per Trentino Servizi - la qualità in città non rappresenta un grosso problema. È vero che a volte si trovano, ad esempio, sacchetti di plastica nell'organico, ma con il vaglio è un problema che si può risolvere, se rimane a livelli fisiologici. In ogni caso l'opera di informazione e sensibilizzazione, se ci sarà, sarà la benvenuta».

 

Franco Gottardi

l’Adige, 21 aprile 2006

 

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