Inceneritore, impianto da 102mila tonnellate

Approvato il piano rifiuti, via i cantieri nel 2008. Tariffe, incentivi ai territori «virtuosi»

 

TRENTO - I lavori dovrebbero iniziare già nel 2008. Ed entro il 2010 il tanto contestato impianto di termovalorizzazione di Ischia Podetti potrebbe essere pronto per l'inaugurazione.

Le fasi del percorso che porterà alla realizzazione dell'inceneritore a Trento nord sono state definite con chiarezza ieri mattina dalla giunta di Piazza Dante, che ha espresso il primo via libera al terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti. «Organizzeremo una gara europea per scegliere la tecnologia migliore» ha sottolineato il presidente della Provincia, Lorenzo Dellai. Che ha confermato l'avvio di un periodo di consultazione con Comuni e associazioni, «che potrà durare anche più di 45 giorni». Per quanto riguarda il piano, gli obiettivi ricalcano l'ordine del giorno votato dai sindaci a novembre. Sono previsti, inoltre, degli incentivi per i Comuni virtuosi e delle iniziative per cercare di ridurre gli imballaggi. Unanime l'approvazione da parte della giunta. «L'assessore verde Iva Berasi - ha precisato il presidente - ha anticipato che esprimerà un giudizio di merito dopo le consultazioni».

L'IMPIANTO - Dunque, secondo i programmi della Provincia, l'inceneritore (nel documento si parla di «smaltimento termico dei rifiuti residui») dovrebbe essere pronto entro il 2010. E avrà una portata di 102.946 tonnellate all'anno: una cifra che comprende anche i rifiuti ospedalieri, le impurità presenti nella raccolta differenziata e i rifiuti provenienti dalla provincia di Bolzano (che negli anni Novanta ha smaltito scorie del Trentino), quantificabili in 3.500 tonnellate all'anno per 15 anni. Per quanto riguarda la tecnologia, la scelta verrà effettuata a seguito di una gara europea (che precederà il passaggio alla Via). «Oltre al forno a griglia mobile - ha spiegato Dellai - considereremo anche altre tecniche, come la gassificazione». In questo modo, ha detto ancora il governatore, « si riuscirà ad abbassare ulteriormente il livello di emissioni, fino a cifre vicine allo zero». Le polveri pericolose, si legge nel documento, saranno vetrificate. E in futuro? «L'impianto non potrà crescere. Semmai diminuire» ha messo in chiaro l'assessore all'ambiente Mauro Gilmozzi, che ha predisposto il piano insieme all'assessore ai lavori pubblici Silvano Grisenti.

I RIFIUTI - Rispettati gli obiettivi dell'ordine del giorno di novembre: 65% di raccolta differenziata entro il 2009 e produzione massima di residuo di 175 chili annui pro capite. Sono previsti, inoltre, degli incentivi per i Comuni virtuosi. In sostanza, si inciderà sulla quota di ammortamento: in questo modo, verranno penalizzati i cittadini e i territori che produrranno una maggiore quantità di rifiuti indifferenziati. Dal prossimo anno, inoltre, verrà abrogata la tassa sui rifiuti ed entro il primo gennaio del 2008 tutti i Comuni dovranno attivare il sistema di tariffa variabile a seconda della quantità dei rifiuti conferiti da ogni cittadino. Non solo: per prevenire la produzione verranno avviate delle iniziative specifiche. Il piano prevede infine un prolungamento della vita delle discariche fino al 2012.

I VERDI - Intanto, in attesa del via libera definitivo da parte dell'esecutivo, i Verdi si preparano a confrontarsi sull'argomento. «Iva Berasi ha assunto una posizione corretta in giunta» è il commento di Roberto Bombarda. Che avverte: «Sarebbe opportuno definire una posizione unitaria del partito, coinvolgendo anche la sezione di Trento».

 

Marika Giovannini

Corriere del Trentino, 22 aprile 2006

 

 

 

 

Il dibattito

Italia nostra: « Chiederemo un incontro con Prodi »

 

TRENTO - Le associazioni ambientaliste non hanno nessuna intenzione di interrompere la protesta contro l'inceneritore. «Chiederemo ai parlamentari trentini di firmare la petizione contro gli incentivi ai termovalorizzatori» annuncia il vicepresidente di Italia nostra Salvatore Ferrari. Che si propone obiettivi ancora più ambiziosi: «Cercheremo di fissare un incontro con Romano Prodi prima della formazione del nuovo governo».

Ma l'azione di Italia nostra coinvolgerà anche gli otto Comuni trentini sede di discariche: «Pensiamo di organizzare un giro sul territorio». E avverte: «La partita è tutt'altro che chiusa».

Ancora più critica Simonetta Gabriella, una delle portavoce di Nimby trentino. Non capisco quale possa essere il significato di queste consultazioni, visto che la giunta ha già deciso tutto nel dettaglio» tuona la Gabrielli. E osserva: «Non mi pare un modo di agire democratico». Di interrompere il digiuno, la portavoce non ci pensa nemmeno. «La nostra posizione è chiara: interromperemo la catena solo quando vedremo un segnale di apertura. E questo non lo è. Non solo continueremo questa iniziativa, ma troveremo anche delle forme per dare maggiore risalto al nostro messaggio».

Ma a puntare il dito contro «l'assoluta mancanza di coinvolgimento nella stesura» del terzo aggiornamento del piano rifiuti è anche il gruppo consiliare cittadino di Rifondazione comunista. Che in un ordine del giorno chiede alla giunta Pacher di avviare prima possibile il sistema porta a porta.

Più ottimista Aldo Pompermaier: «È necessario lavorare per ridurre i rifiuti» è l'invito dell'assessore comunale all'ambiente. Che continua: «Se si agirà sulla prevenzione, sono convinto che in futuro si potrà anche fare a meno dell'inceneritore». E sulla raccolta differenziata: «A Trento, nel mese di marzo, abbiamo raggiunto il 47 per cento, in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno».

Ma. Gio.

 

 

 

 

L'esperto

Miorandi avverte « Serve l'impegno di tutti i Comuni »

 

TRENTO - «L'obiettivo del 65% di raccolta differenziata è ambizioso. Ma percorribile». Andrea Miorandi, consulente in materia di rifiuti per molti Comuni trentini, ribadisce le impressioni già espresse all'indomani dell'approvazione dell'ordine del giorno di novembre a San Michele all'Adige. «Tutti i territori dovranno impegnarsi per attuare il piano, non solo i municipi del fondovalle» avverte Miorandi. Che promuove in particolare il sistema di incentivi per i Comuni virtuosi: «È un buon meccanismo». E lancia un invito preciso: «È necessario trovare delle soluzioni poco impattanti che rendano il sistema flessibile, in modo da non compromettere il rafforzamento della raccolta differenziata».

Dottor Miorandi, il terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti prevede una differenziata al 65% e una produzione di residuo pro capite di 175 chili all'anno. Come giudica questi obiettivi?

«Non ho ancora analizzato il piano. I dati, in ogni caso, mostrano degli obiettivi ambiziosi. E percorribili, considerati i passi da gigante compiuti negli ultimi anni in Trentino » .

Crede che tutti i Comuni possano raggiungere i l 65%?

«Ci sarà da lavorare. E serve l'impegno di tutte le comunità, non solo di quelle del fondovalle».

Verrà applicato un sistema di incentivi ai municipi virtuosi.

«È un buon meccanismo per premiare chi ricicla. Finalmente, oltre alla politica, si prevedono dei driver economici». «Se verranno aumentate le piattaforme per il riciclaggio e gli impianti di compostaggio, il sistema risulterà forte. L'inceneritore? Nel 2002 si diceva che non poteva essere più piccolo di 280mila tonnellate. Adesso è di 100mila. Credo sia fondamentale trovare delle soluzioni poco impattanti per non legarsi le mani e per mantenere il sistema flessibile».

 

 

 

 

Le iniziative

L'acqua? Meglio berla dal rubinetto

 

TRENTO - Per cercare di prevenire la produzione di rifiuti, la Provincia ha predisposto alcune iniziative.

Tra queste, la previsione di incentivi per l'utilizzo dell'acqua del rubinetto, la promozione del sistema del vuoto a rendere. E ancora, la previsione di incentivi per l'acquisto di detersivi alla spina e per il recupero di prodotti freschi rimasti invenduti.

 

 

 

 

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