Inceneritore da 103 mila tonnellate l'anno

Cantiere entro il 2008. Differenziata al 65%

 

La giunta provinciale ha approvato ieri - in prima adozione - all'unanimità la proposta di aggiornamento del Piano provinciale per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti. Si punta con decisione sulla riduzione di rifiuti prodotti e sulla raccolta differenziata, ma si mantiene nello stesso tempo la scelta finale - contestata dagli ambientalisti - di realizzare un inceneritore ad Ischia Podetti, tarato per smaltire 102.946 tonnellate di rifiuti all'anno, per eliminare ciò che resta.

Tra i punti cardini del Piano vi è l'obiettivo di portare la raccolta differenziata al 65% entro il 2009 - oggi siamo a circa il 50% - un obiettivo che la Provincia si è data partendo dai risultati raggiunti negli ultimi anni e sostenendo che sia molto difficile pensare di poter superare questa percentuale. E per raggiungere l'obiettivo il Piano prevede incentivi per i Comuni, che si traduce in una riduzione fino al 40% della quota di ammortamento dello smaltimento. Tutti i Comuni, entro il 2007 dovranno introdurre la tariffazione ed entro il 2008 adottare sistemi di misurazione (a volume o a peso, ci sono diverse tecnologie) dei rifiuti prodotti dai cittadini.

La nuova dimensione dell'inceneritore - ricordiamo che si era partiti qualche anno fa da una prima ipotesi di 330 mila tonnellate - si basa sulla previsione di una produzione di residuo (ciò che resta dalla differenziata) per abitante di 175 chilogrammi all'anno che, moltiplicata per circa 500 mila abitanti, vuol dire 78 mila tonnellate l'anno alle quali però vanno aggiunte (vedi tabella a lato) 3.500 tonnellate l'anno provenienti da Bolzano (per 15 anni, questo sulla base di un accordo di reciprocità, visto che l'Alto Adige ha accolto rifiuti trentini), i rifiuti ospedalieri i rifiuti solidi assimilabili agli urbani (alberghieri e altro).

TECNOLOGIA - Sul piano tecnologico, l'assessore all'ambiente, Mauro Gilmozzi , che ieri ha presentato il Piano in conferenza stampa assieme al presidente Lorenzo Dellai e al dirigente del Servizio rifiuti, Giovanni Gardelli, ha precisato che: «Nella gara europea che verrà predisposta tra quest'anno e il 2007, oltre alla tecnologia che prevede il forno a griglia mobile, sarà prevista anche la progettazione di un impianto con altre tecnologie, come la gassificazione, purché garantiscano la massima sicurezza e garanzia di buon funzionamento. L'obiettivo - ha aggiunto Gilmozzi - è individuare la tecnologia con la quale le emissioni dal camino dell'impianto di termovalorizzazione siano le più basse possibili e la fase di depurazione dei fumi estremamente curata in modo tale da garantire che il rischio per la salute dei cittadini sia sempre inferiore a una su 10 milioni. E la gassificazione consente di ridurre ulteriormente le emissioni».

Sia l'assessore Gilmozzi che il presidente Dellai hanno insistito poi sul fatto che: «L'inceneritore potrà avere una dimensione massima di 102 mila tonnellate, ovvero non potrà crescere, mentre potrà essere realizzato a moduli così da poter essere utilizzato solo in parte».

«Di certo - ha precisato Dellai - il nostro obiettivo non è quello di fare dell'inceneritore un business, quindi non hanno senso i discorsi sulla sostenibilità economica dell'impianto, ma di affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti, recuperando tutto ciò che è recuperabile, anche l'energia».

I TEMPI - Il bando per la gara europea dell'inceneritore verrà fatto entro il 2007 e contestualmente sarà attivata la procedura di valutazione di impatto ambientale. Entro il 2008 la Provincia prevede di aprire il cantiere, così che l'impianto possa entrare in funzione entro il 2010. Nel frattempo saranno ampliate le discariche esistenti per consentirne l'utilizzo fino al 2012 (l'esaurimento era previsto per il 2009). In queste stesse discariche saranno poi smaltite le ceneri inertizzate dell'inceneritore in base al rifiuto prodotto dai vari territori.

I VIRTUOSI PAGANO MENO - Sono previsti incentivi ai Comuni che registrano un calo del quantitativo pro-capite annuale di rifiuto indifferenziato. Il meccanismo è il seguente: il costo di smaltimento è dato com'è noto dal costo di gestione della discarica, dal contributo per la localizzazione della stessa (versato dall'ente gestore, cioè dal Comprensorio, al Comune) e dalla quota di ammortamento. Il Piano stabilisce proprio di incidere su questa ultima voce, rideterminando con un provvedimento di Giunta la quota di ammortamento. Così, per fare un esempio, l'ente gestore che nel 2005 ha avuto un costo di ammortamento pari a 28.066 euro (è il caso del Primiero) vedrebbe ridursi questo costo a 16.839 euro in quanto i suoi cittadini hanno prodotto in un anno 100 chili di residuo a testa. Mentre chi ha avuto un costo di ammortamento di 146.471 euro (sarebbe il caso ad esempio della Val di Sole ) e quindi sensibilmente più alto, indice del fatto che ha avviato a smaltimento quantitativi maggiori di indifferenziata, lo vedrebbe salire a 190.412 euro.

 

L.P.

l’Adige, 22 aprile 2006

 

 

 

Pareri entro 45 giorni

 

Su richiesta dei Ds, in particolare dell'assessore alle riforme istituzionali e all'energia, Ottorino Bressanini, ieri la giunta provinciale ha previsto che sul Piano rifiuti vengano raccolti i pareri, oltre che degli enti locali (come già previsto dalla legge), anche delle categorie economiche, delle associazioni ambientaliste, di sindacati e associazioni dei consumatori.

Gli assessori diessini si erano fatti carico di rappresentare le richieste delle associazioni ambientaliste, in particolare di Nimby, di poter dire la loro prima che il Piano rifiuti venga approvato in via definitiva.

«La procedura - ha spiegato lo stesso presidente della giunta, Lorenzo Dellai, - prevede che dopo la prima adozione del Piano si apra una fase di discussione di 45 giorni. Entro questo termine la giunta intende acquisire le osservazioni non solo dei Comuni ma anche delle associazioni e delle categorie. Abbiamo condiviso l'esigenza di fare convergere il ruolo delle istituzioni con quello dei cittadini, singoli od organizzati».

Ieri, anche l'assessore dei Verdi, Iva Berasi, ha condiviso la prima adozione del Piano con l'intesa di riservarsi di esprimersi a favore o contro solo dopo la fase di consultazioni che sarà ora avviata. I Verdi, che nella scorsa legislatura, proprio attraverso l'assessore Berasi, avevano condiviso un Piano rifiuti che prevedeva l'inceneritore (allora era di oltre 200 mila tonnellate l'anno) ora hanno cambiato posizione. In questi anni infatti si è dimostrato che la raccolta differenziata in Trentino può raggiungere livelli ragguardevoli e proprio per questo secondo i Verdi si dovrebbe discutere ancora sul fatto che non si possa fare a meno dell'inceneritore.

Ma sulla decisione di fare l'inceneritore il presidente Lorenzo Dellai non è disposto a tornare indietro e lo conferma subito: «Io sono disponibile ad ascoltare e discutere con tutti, ma se mi trovo di fronte chi è pregiudizialmente contrario all'inceneritore, allora non abbiamo più niente da dirci».

L.P.

 

 

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