Terzo adeguamento del Piano provinciale: mini impianto finale ad emissioni quasi nulle

Tariffa scontata a chi ricicla per bene

Ma via anche a incentivi per chi non utilizza pannolini usa e getta e beve acqua del rubinetto

 

TRENTO. Chi riciclerà i propri rifiuti in maniera oculata potrà contare su incentivi che renderanno la tassa sullo smaltimento più leggera anche del 40 per cento. Per gli indisciplinati che butteranno invece tutto alla rinfusa nello stesso bidone previsti rincari nella medesima proporzione. Ma il terzo aggiornamento del Piano rifiuti della Provincia si fonda anche su una riduzione preventiva dello spreco e su una tecnologia finale di smaltimento realizzata tramite gassificazione, con emissioni quasi zero.

Il sì di ieri in giunta (per ora è una preadozione, sarà seguita da 45 giorni di confronto pubblico) fotografa un Piano sulla carta lungimirante ed ambizioso con una differenziata al 65 per cento e con un termovalorizzatore che appare paradossalmente, ma per ammissione del presidente Dellai, come il problema minore.

La Provincia allo stato dell’arte è orientata ad avviare alla fine del 2008 un cantiere ad Ischia Podetti che sarà affidato con asta europea: chi si aggiudicherà l’appalto dovrà fornire entro due anni alla comunità trentina un impianto in grado di gassificare 102 mila tonnellate di rifiuti.

L’impianto di ispirazione norvegese, si discosta parecchio dal precedente modello bresciano: lavorerà su due linee con circa 35-40 giorni di fermo all’anno e con un’emissione molto bassa, quasi nulla. Tanto che gli assessorati di Gilmozzi e Grisenti stimano la possibilità di ammalarsi per via dei sottoprodotti dell’inceneritore in una su 10 milioni ovvero, in una platea di 110 mila abitanti, uno nell’arco di 20 anni. Quasi zero.

La tecnologia di gassificazione si avvicina molto a quella della pirolisi promossa da molti ambientalisti ma di cui non vogliono nemmeno sentire parlare le associazioni più “hard”, come la Nimby di Adriano Rizzoli, che teorizza il solo riciclaggio totale. Le garanzie di sicurezza per un ente pubblico che dispone di risorse molto grandi appaiono tranquillizzanti.

Per reggersi il Piano poggia su un drastico incremento della raccolta differenziata e su un altrettanto sensibile riduzione a monte del rifiuto prodotto: da enti, negozi e famiglie. Serve un residuo per abitante di 175 chilogrammi all’anno corrispondente ad una differenziata pari appunto al 65 per cento, al momento siamo attorno al 50.

Per quanto riguarda la parte operativa del Piano, si prevedono le azioni orientate alla prevenzione e alla riduzione dei rifiuti, dalle campagne di ecoaquisti agli incentivi per l’utilizzo del vuoto a rendere o per l’acquisto dei detersivi alla spina, dalle ecofeste alla diffusione dei tessili sanitari (in sostituzione dei pannolini usa e getta), al recupero dei prodotti freschi invenduti.

 

Gianpaolo Tessari

Trentino, 22 aprile 2006

 

 

 

 

Così vita più lunga alle discariche: rimarranno aperte sino al 2012

«Ma poi non ne verranno costruite altre di nuove»

 

TRENTO. Per stare in piedi il Piano deve poter contare sulla collaborazione (fortemente incentivata, con le buone e le meno buone) dei Comuni. Ecco come funzionerà: il costo di smaltimento è dato dal costo di gestione della discarica, dal contributo per la localizzazione della stessa (versato dall’ente gestore, cioè dal Comprensorio, al Comune) e dalla quota di ammortamento. Il Piano stabilisce di incidere su questa ultima voce, rideterminando con un provvedimento di giunta la quota di ammortamento.

Viene ridotto il coefficiente moltiplicativo in proporzione alla riduzione della quantità di rifiuto indifferenziato annuale prodotto da ogni cittadino e smaltito in discarica da ogni ente gestore. Viceversa, il nuovo sistema di calcolo va a penalizzare i Comprensori e di conseguenza i cittadini che hanno prodotto quantitativi più alti di rifiuto indifferenziato. Così, per fare un esempio, l’ente gestore che nel 2005 ha avuto un costo di ammortamento pari a 28.066 euro (è il caso del Primiero) vedrebbe ridursi questo costo a 16.839 euro in quanto i suoi cittadini hanno prodotto in un anno 100 chili di residuo a testa.

Mentre chi ha avuto un costo di ammortamento di 146.471 euro (sarebbe il caso ad esempio della Val di Sole) e quindi sensibilmente più alto, indice del fatto che ha avviato a smaltimento quantitativi maggiori di indifferenziata, lo vedrebbe salire a 190.412 euro.

Un altro capitolo è dedicato alle raccolte, nel quale vengono fissate le percentuali di raccolte differenziate fra settori merceologici diversi, e vengono indicati i diversi metodi da adottare. Il punto di partenza è la composizione merceologica del rifiuto urbano prodotto in Provincia nel 2005, distinguendo fra rifiuto prodotto dai residenti da quel prodotto dal comparto turistico. Per ogni classe merceologica vengono quindi delineate le scelte di Piano, da qua al 2009.

Operativamente si prospettano per ogni singola frazione le rese di raccolta, che divengono elemento obbligatorio nella redazione dei progetti delle Aziende di gestione nell’organizzazione della raccolta differenziata. Questi progetti dovranno essere messi a punto entro il 31 ottobre 2006, per raggiungere questi valori al 31 dicembre 2008.

A proposito di discariche - e tenendo fermo l’assunto per il quale non si potranno aprire nuovi impianti - grazie agli effetti che ci si attendono dall’aggiornamento del Piano e dall’ampliamento delle discariche esistenti, sarà possibile prolungare la loro vita fino al luglio 2012, invece che al 2009.

 

 

 

Cronistoria

Differenziata al 65 per cento

 

TRENTO. Si tratta della terza versione del Piano provinciale per lo smaltimento dei rifiuti. La 2ª, che fissava l’obiettivo del 50% di raccolta differenziata entro il 2007 e progettava un inceneritore da 280 mila tonnellate di rifiuto l’anno, era stata approvata il 9 agosto 2002. Ora si cambia, su pressione dell’opinione pubblica ambientalista e del consiglio comunale di Trento (28 settembre 2005). Il 3º Piano rifiuti recepisce l’ordine del giorno che Provincia e Comuni avevano concordato il 21 novembre 2005 a San Michele all’Adige.

Rimane il nodo politico: l’inceneritore. Ieri Nimby e Italia nostra hanno scritto una lettera a Dellai, Grisenti, Gilmozzi, agli altri assessori provinciali, a Pacher. Ieri in Comune a Trento Rifondazione si detta contraria al piano.

 

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