Inceneritore, rifiuti trasportati su rotaia

La Provincia pensa all'utilizzo di Trento Malè e Valsugana per ridurre i tir

 

TRENTO - La previsione è contenuta nella «Relazione ambientale strategica» al terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti (approvato venerdì dall'esecutivo Dellai). E viene inserita tra le azioni che dovranno essere avviate al termine dei lavori di realizzazione dell'inceneritore di Ischia Podetti. «In correlazione con l'attivazione dell'impianto - si legge nel documento - sarà valutata la possibilità di utilizzo della rete ferroviaria per il conferimento dei rifiuti al termovalorizzatore». In particolare, continua la relazione, «la ferrovia della Valsugana e la Trento Malé potrebbero essere convenientemente utilizzate per conferire via rotaia i rifiuti dell'intera Valsugana e delle valli di Sole e di Non». Una mossa, questa, che permetterebbe di ridurre il numero di camion per il trasporto dei rifiuti che in futuro si sposteranno dalle valli verso Ischia Podetti.

Non solo. Al termine dei lavori dell'impianto di Trento nord, la Provincia pensa di mettere in atto iniziative mirate. Confermato il camino da almeno 100 metri Previsto un «info point» per informare i cittadini: «Si ritiene necessaria l'istituzione di un punto di informazione per la popolazione, dove siano illustrati in tempo reale i dati sul funzionamento dell'impianto, così come i risultati del monitoraggio». Ma potrebbe anche essere realizzato un «pannello visibile, riportante i valori delle emissioni e il confronto con i limiti normativamente prescritti».

Lo stesso termovalorizzatore, nei piani di Piazza Dante, «dovrebbe costituire un centro di informazione, nel quale è tangibilmente possibile dimostrare l'importanza del sistema di gestione dei rifiuti, della loro prevenzione, attraverso la differenziazione sino alla loro valorizzazione energetica». Per questo, la struttura dovrà essere curata anche da un punto di vista estetico, in modo che rifletta l'immagine di «infrastruttura tecnologicamente avanzata» e che sia «accettabile» da parte dei cittadini. Per quanto riguarda la progettazione esecutiva dell'impianto, il documento indica le prescrizioni da rispettare. In particolare, si prevede un camino di altezza «non inferiore ai 100 metri» e posizionato «il più lontano possibile dalla parete della montagna posta ad ovest». La parete rocciosa, inoltre, dovrà essere messa in sicurezza per evitare la caduta di massi nella zona di Ischia Podetti. «Si segnala la necessità - scrive il Dipartimento urbanistica e ambiente della Provincia - di posizionare l'impianto a tecnologia complessa ad una distanza superiore ai 65 metri dalla base della parete».

Infine per la costruzione del ponte sull'Adige, l'obiettivo è di completarlo prima del via ai cantieri dell'inceneritore, «per favorire la viabilità dei mezzi pesanti che transiteranno nell'area durante la fase di realizzazione dell'impianto».

 

Marika Giovannini

Corriere del Trentino, 23 aprile 2006

 

 

 

 

Terzo aggiornamento, Coldiretti soddisfatta: «Ma non cambiamo idea»

Legambiente: obiettivi migliorabili

Anderle: bisogna avere i nervi saldi

 

TRENTO - In vista dell'adozione definitiva del terzo aggiornamento del piano rifiuti da parte della giunta, prevista tra circa due mesi, enti e associazioni si preparano ad affrontare la fase di consultazione (che durerà almeno 45 giorni). «Ne abbiamo già parlato all'interno del direttivo del Consiglio delle autonomie: vogliamo partecipare attivamente al dibattito anche attraverso la realizzazione di tavoli di lavoro» assicura il presidente del Consorzio dei Comuni Renzo Anderle, che precisa: «Del resto, tutti i 223 municipi della provincia saranno coinvolti nella gestione dell'inceneritore».

Sugli obiettivi del piano, Anderle ribadisce la linea già assunta a San Michele all'Adige, nell'assemblea dei sindaci del novembre scorso. «La previsione del 65% di raccolta differenziata è raggiungibile. Ma bisogna avere i nervi saldi per affrontare le difficoltà, dovute anche al turismo dei rifiuti». Il primo cittadino di Pergine, però, si mostra fiducioso: «Sono convinto che i cittadini recepiranno il messaggio per gestire al meglio i rifiuti». E l'inceneritore? «L'impianto è necessario per smaltire la parte indifferenziata. Ben venga, comunque, la riduzione nelle dimensioni». Positivo anche il giudizio sugli incentivi per i Comuni virtuosi: «Mi sembra un buon metodo per stimolare il rafforzamento della differenziata. Ma non potrà durare per sempre».

Considera l'obiettivo del 65% di differenziata non solo raggiungibile ma addirittura «superabile» Maddalena Di Tolla. «Si può arrivare ben oltre» sottolinea la presidente di Legambiente. Che punta ad una riduzione degli imballaggi «facendo pressioni sul mondo economico» e si rivolge ai sindaci: «Chiediamo agli amministratori comunali un'assunzione di responsabilità in questo campo. Fino ad ora è passato il messaggio che il problema dei rifiuti sarebbe stato risolto dalla Provincia attraverso l'inceneritore». Tema, quest'ultimo, che la presidente affronta senza nascondere le perplessità: «Siamo convinti che non si debba fare. E sicuramente non a Ischia Podetti». Così Gabriele Calliari ( Coldiretti): «Il problema dei rifiuti può essere risolto anche in altro modo » tuona Calliari. E aggiunge: «Ci rimane la soddisfazione di aver visto giusto: se non ci fossimo messi di traverso adesso ci sarebbe un inceneritore da oltre 300mila tonnellate».

Ma. Gio.

 

 

 

La maglia nera

Incentivi, l'affondo di Garniga « Saranno premiati solo i furbi »

 

TRENTO - «Gli sconti ai territori virtuosi? Assurdo. Alla fine, ad essere premiati saranno i furbi, non chi si impegna veramente per migliorare il sistema di raccolta». Paolo Festini, vicesindaco e assessore all'ambiente di Garniga (Comune «maglia nera» per la raccolta differenziata, con appena il 7,6%), scuote la testa perplesso. «Il problema va affrontato in modo diverso» sentenzia Festini. Che individua nel turismo dei rifiuti il motivo principale dell'ultimo posto in classifica. «Anche a Trento arrivano le immondizie delle valli. Ma in una città non è così facile accorgersene. Mentre in un paese piccolo è evidente» sottolinea.

Vicesindaco, il terzo aggiornamento del piano rifiuti prevede una differenziata al 65%. Come vi state attrezzando?

«Stiamo approntando le misure proprio in queste settimane. Stiamo valutando quale sistema applicare».

Molti si affidano al «porta a porta».

«Ci abbiamo pensato. Ma i problemi non sono di poco conto. Sul nostro territorio, ad esempio, ci sono troppi animali selvatici, che di notte aprirebbero tutti i sacchetti. Inoltre, il comune è suddiviso in tante frazioni e questo rende tutto più difficile. Per non parlare dei rifiuti che arriva dall'esterno».

Si spieghi meglio.

«Come Trento, siamo soggetti al fenomeno del turismo dei rifiuti. Ma se in una città il problema scompare, in un paese piccolo non è così. Spesso succede di trovare i rifiuti di chi sale o scende dal Bondone».

Ora la Provincia pensa a sconti sulla tariffa per i Comuni virtuosi. Come giudica questa iniziativa?

«Assurda. Non è questo il modo di analizzare il problema. Tra l'altro, un sistema di questo tipo rischia di premiare solo i furbi».

Ma. Gio.

 

 

 

 

 

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