Entro l’anno il porta a porta a Gardolo e Meano

Pompermaier: «L’inceneritore purtroppo è inevitabile, non mi fido dei privati»

 

TRENTO. La raccolta porta a porta dei rifiuti verrà estesa, entro l’anno, a Gardolo e Meano. È l’intenzione dell’assessore comunale all’ambiente Aldo Pompermaier che sull’adeguamento del piano provinciale commenta: «Cambia poco. Come amministrazione, il nostro obiettivo minimo è raggiungere il 65% di differenziata, ora siamo al 47%. La riduzione dei rifiuti è il nostro caposaldo. Siamo pronti». Paolo Mayr, presidente di Italia Nostra, ha detto ieri al Trentino che l’alternativa al termovalorizzatore c’è, ed è la produzione di cdr, combustibile da rifiuto, attraverso la bioessiccazione. «Mi fido maggiormente di un controllo pubblico sul termovalorizzatore - dice l’assessore - piuttosto che su una serie di impianti privati, di camini, sparsi sul territorio».

Nicola Salvati, consigliere comunale di Trento Democratica, ribadisce invece il suo giudizio positivo sull’ipotesi Mayr.

«Allo stato attuale, le tecnologie, anche le più raffinate in questo campo, possono lasciare qualche dubbio. Bene, assodato questo, io dico: finita la linea di produzione del cdr, che è sterile, prendiamolo e stocchiamolo.

Per cinque-sei anni mettiamolo in qualche cava, lo spazio c’è, senza problemi. Il vantaggio dello stoccaggio - prosegue Salvati - è che, se non altro per motivi di spazio, lo si farebbe solo nella misura necessaria e, quindi, la raccolta differenziata sarà, per forza di cose, ancora più spinta.

Quando poi si saranno consolidati sia gli aspetti tecnologici che quelli contrattuali con le industrie - ad esempio i cementifici o le centrali termoelettriche chiamati ad usare il cdr come fonte energetica - si parta con questa possibilità».

«Condivido le considerazioni fatte da Mayr. E’ quello che ho sempre sostenuto, fin da quando, dal 2000 al 2002, ho ricoperto in Comune l’incarico di consigliere delegato su queste problematiche», afferma Luigi Merler, consigliere comunale di Forza Italia.

«La realtà è che, da parte della Provincia, manca la volontà politica e non si è mai verificato seriamente se questo modello è compatibile con la realtà trentina. E’ già stato deciso tutto in favore del termovalorizzatore.

Si è voluti partire dal tetto senza porre delle fondamenta solide. L’inceneritore - prosegue Merler - vanificherà tutta la raccolta differenziata sulla quale si sta spingendo ma anche la riduzione della produzione di rifiuti. Ci sono poi alcuni aspetti ai quali la Provincia non ha mai risposto, sempre in merito al termovalorizzatore. Ad esempio - va avanti Merler - i filtri dell’impianto, che devono essere cambiati e controllati di frequente, dove verranno smaltiti? E le scorie?».

Sull’adeguamento del piano provinciale intervengono anche i consiglieri comunali di Rifondazione Comunista che criticano «l’assoluta mancanza di partecipazione e coinvolgimento delle associazioni ambientaliste nella stesura del nuovo testo».

«C’è una contraddizione evidente tra la scelta dell’inceneritore e l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata»,- scrivono in una nota Lucia Coppola, Tommaso Iori e Mamadou Seck.

«A inceneritore costruito, la raccolta differenziata sarà solo un buon modo per selezionare la qualità del combustibile, ma già ora il solo prevederlo è un ostacolo enorme ad un miglioramento del sistema di gestione dei rifiuti.

A Trento - continua la nota - la raccolta differenziata sta peggiorando. Con l’attuale sistema di pseudo differenziata il 65% lo raggiungeremo nel 2030, non nel 2009». I consiglieri di Rifondazione concludono il loro intervento annunciando un ordine del giorno nel quale chiedono alla giunta di sperimentare il porta a porta in alcuni sobborghi. Pompermaier, nelle sue dichiarazioni al Trentino, ha già detto sì. «Poi - scrivono - dovrà essere esteso a tutta la città per superare il 65% di raccolta differenziata».

 

Paolo Piffer

Trentino, 25 aprile 2006

 

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