Sul compost «proteste clamorose»

Giongo: la giunta Dellai non si confronta con noi

 

LEVICO - «Ci batteremo con tutte le nostre forze per liberarci definitivamente dal biocompostaggio che si trova tra Barco e Campiello. Noi non lo vogliamo e siamo determinati ad andare fino in fondo».

Armando Giongo, presidente del cosiddetto Comitato antipuzza, commenta così l'aggiornamento del piano rifiuti varato venerdì scorso dalla Provincia. E minaccia proteste «clamorose e visibili» se dopo un'attenta valutazione i piani della giunta Dellai saranno confermati. Sono alle liste blocchi stradali o altre iniziative? «Sicuramente non ci fermeremo al volantinaggio», afferma Giongo.

«La giunta presieduta da Lorenzo Dellai - prosegue - ha deciso di realizzare nuovi impianti di compostaggio e di mantenere in vita quello di Levico. Lo ha fatto, come al suo solito, senza mai confrontarsi con la gente che vive nelle zone dove dovrebbero sorgere o già sorgono tali strutture». E aggiunge: «Siamo consapevoli che è necessario trovare delle soluzioni al problema della carenza, in Trentino, di centri specializzati nel trattamento dell'umido. Non ci sta bene, però, che la Provincia si ostini a volerlo risolvere penalizzando alcuni paesi e rendendo la vita impossibile a chi vi risiede».

Presidente, è passato ormai quasi un anno dall'entrata in funzione dell'impianto in località Franzine di Levico. Un'annata contrassegnata da mille polemiche. Come vanno adesso le cose?

«Dal biocompostaggio di proprietà della Trentino Recycling Srl, purtroppo, continuano a fuoriuscire degli odori nauseabondi. Vivere a Campiello e dintorni è sempre peggio. Non si può più andare avanti in questo modo».

Da tempo la Provincia si è impegnata ad adottare dei provvedimenti atti a normalizzare la situazione. Da quanto vi risulta lo ha già fatto?

«Avete visto qualcosa? La puzza non è mai sparita. Ci sentiamo presi in giro. Cercate di comprendere il nostro stato d'animo. Come vi sentireste voi se avessero costruito di fronte alla vostra casa un impianto del genere»?

Nelle ultime settimane si è detto che la Provincia investirà un milione di euro per coprire il centro di biocompostaggio. In questo modo, viene assicurato dagli esperti del settore, dovrebbero sparire definitivamente i cattivi odori. Cosa ne pensa?

«Noi siamo per la chiusura dell'impianto: stop. L'errore è stato fatto a monte. Non si doveva permettere la creazione di una struttura simile a pochi metri di distanza dalle case. Perché finora nessuno ci ha garantito che la puzza provocata dalla lavorazione dell'umido non è dannosa alla salute? Vogliono nasconderci qualcosa? Siamo preoccupati».

Presidente, come andrà a finire?

«Non lo so. Una cosa è certa: il mio Comitato è intenzionato a percorrere tutte le strade possibili per far chiudere il centro della Trentino Recycling. Ci auguriamo, poi, che i Comuni di Levico e di Novaledo, che hanno appena segnalato la vicenda in questione alla Procura della Repubblica di Trento, ci stiano vicini».

 

Nicola Marchesoni

l’Adige, 25 aprile 2006

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