Il nodo dell’inceneritore

Rifiuti, si riapre la partita del bioessiccatore

Marchesi ( Td): «Approfondimenti sul cdr o non sosterremo il piano»

 

TRENTO - Il tono è pacato. Ma deciso. «Il terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti ignora la richiesta di un approfondimento sulla produzione di combustibile cdr. Da parte nostra, questo aspetto rappresenta la conditio sine qua non per sostenere il documento». A pochi giorni dall'adozione preliminare del piano da parte della giunta Dellai, il capogruppo di Trento democratica Michelangelo Marchesi mette a confronto i contenuti del terzo aggiornamento con gli impegni messi nero su bianco a settembre dal consiglio comunale del capoluogo.

E l'analisi si ferma proprio sull'assenza di approfondimenti sul combustibile da rifiuti, che prevede anche una fase di bioessiccazione.

«Chiederemo che questo punto venga inserito nel piano» avverte Marchesi. Che concede qualche apertura: «La Provincia ha anche recepito alcuni elementi importanti che avevamo sollevato, come il sistema di incentivi e penalizzazioni per i Comuni più o meno virtuosi».

IL CDR - Il documento provinciale, precisa Marchesi, verrà esaminato nel dettaglio la prossima settimana, in una riunione di Trento democratica. Ma già in questi primi giorni di dibattito, il capogruppo ha cercato di formulare un primo giudizio. Raffrontando i contenuti del piano provinciale con i dettami dell'ordine del giorno comunale. «A settembre eravamo stati molto chiari in merito: ci attendevamo una forte corrispondenza tra i due testi» dice Marchesi. Che individua subito una lacuna: «Avevamo chiesto di considerare l'opportunità di prevedere la produzione di cdr. Una richiesta ignorata dal piano». E aggiunge: «Da un punto di vista economico, rappresenta una scelta più vantaggiosa. Prima di essere accantonata, va almeno valutata». Per Marchesi, questo è più di un invito. «L'esame di questa opzione è una condizione necessaria per il nostro sostegno futuro al piano». Del resto, la tecnica della bioessiccazione non è sconosciuta ai piani alti di Piazza Dante, visto che già nella primavera del 2003 era stata presa in considerazione dalla giunta Dellai. Allora, un gruppo di lavoro composto da esperti del settore aveva promosso il sistema integrato al termine di uno studio durato due mesi. Idea che, però, alla fine era stata abbandonata dalla Provincia.

INCENTIVI - Ma il capogruppo di Td individua anche degli elementi positivi del piano provinciale approvato venerdì scorso dalla giunta. «Avevamo chiesto anche noi la previsione di un sistema di incentivi e penalizzazioni per i municipi più o meno virtuosi» sottolinea Marchesi.

Che non è tenero nei confronti dei territori meno impegnati sul fronte della differenziata: «In alcune zone, per migliorare la situazione funziona solo il metodo dell'imposizione di penalizzazioni». Parere positivo anche sulle direttive per il recupero dei materiali. «Adesso è una sorta di Babele, con misure diverse da comprensorio a comprensorio». Marchesi invita infine a non trascurare l'informazione ai cittadini. «È un elemento indispensabile anche in città: in questi ultimi mesi, infatti, si è assistito a qualche battuta d'arresto nell'andamento della raccolta differenziata e a qualche difficoltà manifestata dai cittadini nel differenziare».

 

Marika Giovannini

Corriere del Trentino, 26 aprile 2006

 

 

 

 

L'esperienza

A Cuneo il sistema integrato funziona dal 2003

 

TRENTO - L'idea, che Trento democratica sostiene da tempo, in Italia è già una realtà. A Cuneo, dal 2003, la produzione di cdr è alla base di un progetto che coinvolge ben 54 Comuni e 154mila persone. L'iniziativa, denominata «Idea granda» e progettata dalla Pirelli Ambiente (in collaborazione con la Provincia di Cuneo, l'Azienda cuneese smaltimento rifiuti e il gruppo Buzzi unicem spa), rappresenta il primo sistema integrato d'Europa per la produzione di combustibile di qualità dai rifiuti solidi urbani.

Il «Cdr p» , alla base del sistema, viene ottenuto dalla miscela di due tipi di materiale: la frazione secca a limitato potere calorifico (prodotta dai rifiuti solidi urbani) e i componenti a elevato potere calorifico, come pneumatici fuori uso e plastiche. Il risultato, affermano i responsabili del progetto, è un combustibile solido alternativo, utilizzato nei cementifici o nelle centrali termoelettriche. Sostituendo fino al 40% dei combustibili fossili come il carbone.

Ma i vantaggi, si legge sul sito dell'iniziativa, sono ben superiori. In sostanza, il bilancio del progetto consentirebbe un risultato 90 volte più favorevole dal punto di vista ambientale rispetto all'accumulo dei rifiuti in discarica e 72 volte rispetto alla termovalorizzazione con inceneritore. I benefici, inoltre, sarebbero evidenti anche da un punto di vista economico, diminuendo gli oneri di smaltimento per i cittadini.

Non solo. «Idea granda - si legge ancora nel sito - dimostra il valore economico del recupero energetico dei rifiuti rispetto all'onerosità del loro semplice smaltimento, dato che l'iniziativa è completamente autosufficiente dal punto di vista economico e territoriale». In questo senso, il progetto fa capo ad una società consortile mista per il 51 per cento di proprietà dell'Azienda cuneese smaltimento rifiuti e per il 49 per cento di Pirelli Ambiente.

Ma. Gio.

 

 

 

 

In Rotaliana

Lorenzoni attacca: « Dellai dimentica i rischi dell'impianto »

 

TRENTO - Lorenzo Lorenzoni non nasconde un certo disappunto per il dibattito che si è sviluppato dopo il via libera dell'esecutivo di Dellai al piano provinciale dei rifiuti. E pur non risparmiando critiche ai contenuti del documento, l'assessore all'ambiente di Lavis se la prende in particolare con le amministrazioni che non hanno preso posizione contro l'inceneritore e con le associazioni ambientaliste, che non hanno cercato nessun sostegno. «Se un errore strategico va loro attribuito - scrive l'assessore in una nota — è stato quello di non aver cercato, sempre e con più forza, il coinvolgimento sia delle amministrazioni apertamente contrarie sia di quelle incerte e paurose, per ampliare il più possibile quel fronte contrario che avrebbe rappresentato il solo modo per ripensare il progetto dell'inceneritore».

Lorenzoni si rivolge quindi direttamente al presidente Dellai. «Perché si è scelto di compiere il percorso inverso, decidendo prima l'inceneritore e solo adesso un buon progetto di raccolta differenziata?» chiede l'assessore. E ancora: «Perché si insiste sul sito di Ischia Podetti quando gli stessi autori dello Studio di impatto ambientale affermano che in un sito più aperto si avrebbe un impatto inquinante del 70% inferiore?». Interrogativi, questi, ai quali secondo Lorenzoni «la giunta avrebbe già dato risposte puntuali se accanto alle poche amministrazioni che hanno avuto il coraggio di assumere posizioni chiaramente e motivatamente contrarie, altre avessero avuto più coraggio o se altre non avessero pilatescamente delegato la scelta al governo provinciale».

L'assessore replica infine a chi ha definito «pregiudiziale» la posizione delle amministrazioni che si sono espresse contro l'inceneritore. «Essere contrari - precisa - non significa avere pregiudizi, ma aver maturato convinzioni motivate circa i rischi alla salute e ambientali che possono derivare dall'impianto. Rischi che numerose e qualificate ricerche scientifiche che indicano probabili anche se l'impianto sarà costruito con le più nuove tecnologie». Rischi, conclude Lorenzoni, «che la giunta provinciale pervicacemente si rifiuta di analizzare ed eliminare, questo sì pregiudizialmente, in un confronto aperto tra i due schieramenti».

Ma. Gio.

 

 

 

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