Piano rifiuti, Pacher cauto: «Un buon documento».

Agostini ( Sdi): «Ben venga la presa di posizione di Td»

Bioessiccatore, il «no» di Grisenti

L'assessore: nessuna collocazione per il cdr. Ma la maggioranza sta con Marchesi

 

TRENTO - Silvano Grisenti affronta con la consueta decisione la presa di posizione del capogruppo di Trento democratica Michelangelo Marchesi sul terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti (Corriere del Trentino di ieri). E alla richiesta di una valutazione sulla produzione del combustibile da rifiuti (il cdr), l'assessore ai lavori pubblici risponde ricordando le analisi realizzate negli anni Novanta. «Già allora era stato sollevato il problema di dove collocare il cdr, che tra l'altro deve essere bruciato». Ma la linea di Marchesi trova il sostegno di gran parte della maggioranza di Palazzo Thun. «Ben venga l'uscita del capogruppo di Td» sottolinea Graziano Agostini (Sdi). «La Provincia dovrebbe prendere in considerazione la produzione di cdr, almeno per una questione di metodo» gli fa eco Carlo Biasi (Verdi). Più prudente il sindaco Alberto Pacher. «Nei prossimi giorni valuteremo con attenzione il piano. Ma mi pare che ci sia una forte analogia con gli impegni dell'ordine del giorno votato a settembre dal consiglio comunale».

L'ASSESSORE - La riflessione di Grisenti parte dagli anni Novanta. «Inizialmente il piano prevedeva un impianto a tecnologia complessa che produceva proprio cdr » dice l'assessore. Che continua: «Il problema è che questo combustibile non trovava collocazione allora e non la troverebbe nemmeno adesso. Tra l'altro, anche il cdr va bruciato. E dove?». In questi giorni, intanto, gli uffici di Piazza Dante stanno preparando le lettere (e le copie del terzo aggiornamento) da spedire a enti e associazioni per aprire le consultazioni. «Stiamo valutando l'ipotesi di organizzare un'altra assemblea dei sindaci, come quella del novembre scorso» annuncia Grisenti.

PALAZZO THUN - Ma le parole di Marchesi non sono passate inosservate nemmeno all'interno della coalizione del sindaco Pacher, creando qualche fibrillazione. E molti consensi. «Siamo pronti a supportare la posizione di Trento democratica, che consideriamo positiva: l'ordine del giorno che il gruppo aveva presentato insieme alla Margherita sembrava dare per scontata la scelta del termovalorizzatore» conferma Agostini. Che ricorda il dibattito in aula sul tema dell'inceneritore. «Avevamo chiesto la sospensione dell'iter di un anno per prevedere degli ulteriori approfondimenti». Così Biasi: «La Provincia non ha mai preso seriamente in considerazione l'ipotesi di una produzione di combustibile da rifiuti» osserva il consigliere dei Verdi.

E precisa: « L'ordine del giorno del consiglio chiedeva una verifica in questo senso. E almeno per una questione di metodo, Piazza Dante dovrebbe valutare quest'opportunità». Sull'inceneritore, Biasi non arretra di un passo. «Continuo a credere che questa non sia la soluzione adatta per chiudere il ciclo dei rifiuti».

Le critiche dell'esponente verde si concentrano sui problemi di tipo sanitario. Ma non solo. «Il termovalorizzatore è incompatibile con una raccolta differenziata spinta. Sarà interessante vedere come si esprimerà la Via». E se la Margherita preferisce non commentare, il sindaco Pacher mette le mani avanti: «Valuteremo il piano» assicura il primo cittadino. Che ricorda «l'impegno di un passaggio in consiglio del progetto dell'inceneritore prima del bando di gara». E conclude: «Mi pare comunque che quello prodotto da Piazza Dante sia un buon piano, che presenta forti analogie con il nostro ordine del giorno».

 

Marika Giovannini

Corriere del Trentino, 27 aprile 2006

 

 

 

Convegno su Cernobyl

Elena ( Isodarco): « L'inceneritore, una scorciatoia »

 

TRENTO - «L'inceneritore è solo una facile scorciatoia che non risolve il problema dei rifiuti e dell'energia » . Mirco Elena, fisico di Isodarco, che ieri ha coordinato il convegno scientifico «Cernobyl ieri, oggi e domani», non si è soffermato solo sulle conseguenze ancora presenti del disastro nucleare, di cui ieri si ricordava il ventesimo anniversario, ma è andato oltre, per parlare della sfida energetica che coinvolge le nuove generazioni. Mescolare insieme il problema dello smaltimento di quantità eccessive di rifiuti con quello della carenza energetica, ha detto il fisico, non è corretto: «In questo modo - ha continuato Elena - non si va all'origine del problema. Alla base di tutto si dovrebbe creare una cultura dell'energia » .

L'esperto ha sintetizzato con una sola frase: «Noi non abbiamo bisogno di energia. Abbiamo piuttosto delle necessità che devono essere soddisfatte. Urge un cambiamento di mentalità. Ad esempio ci serve l'acqua calda per farci la doccia, ma è assurdo continuare ad usare l'elettricità, che è un'energia raffinata indispensabile per fare funzionare strumenti come i computer. Basterebbe un tubo nero messo al sole per scaldare l'acqua».

Elena si è soffermato poi sulla prospettiva di produrre energia in modo decentralizzato: « Fino ad ora si è lavorato solo su grossi impianti. Se invece ce ne fossero molti di piccoli la gente comincerebbe ad avere più rispetto per un bene tanto prezioso».

E. O.

 

 

 

 

Forza Italia

Merler: « Alternativa da valutare »

 

TRENTO - «Sulla bioessiccazione servivano maggiori approfondimenti. Invece, il terzo aggiornamento del piano rifiuti conferma la volontà della Provincia di proseguire sulla strada dell'inceneritore. Che è sbagliata». Luigi Merler, consigliere di Forza Italia da sempre convinto oppositore del progetto di Ischia Podetti, non nasconde un pizzico di soddisfazione per la presa di posizione di Marchesi. «Non sarebbe male se alle parole corrispondessero anche i fatti» sorride Merler, che annuncia battaglia: «Quando il progetto di inceneritore arriverà in aula ne vedremo delle belle».

Consigliere, il capogruppo di Td Marchesi ha risollevato il tema della produzione di cdr. Cosa ne pensa?

«Mi pare ci sia una consapevolezza diffusa del fatto che sulla bioessiccazione servivano maggiori approfondimenti. Il terzo aggiornamento non contempla questo sistema, mostrando che la Provincia vuole continuare su una strada sbagliata».

Grisenti sostiene che il nodo è la collocazione del cdr. È d'accordo?

«È curioso: l'assessore pensa di gestire tranquillamente le scorie dell'inceneritore, mentre considera il cdr un problema. Tra l'altro, il volume del cdr sarebbe uguale alle scorie del termovalorizzatore. Solo che nel primo caso si tratterebbe di un rifiuto lavorato e con potere calorifico. La verità è che non si è voluto verificare questa alternativa e mi piacerebbe sapere perché».

Il progetto dell'inceneritore dovrà passare al vaglio del consiglio.

«Ne vedremo delle belle. Spero che alle parole di Marchesi corrispondano anche i fatti. Comunque, faremo sentire la nostra posizione».

Ma. Gio.

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