«Non siamo succubi, ma realisti»

Inceneritore, i sindaci attendono dati

 

PIANA ROTALIANA - Mentre Mezzocorona e Lavis affilano le loro armi per tornare sul campo di battaglia contro l'inceneritore annunciato dal governatore Dellai, gli altri comuni del bacino rotaliano si riservano di esaminare il piano provinciale dei rifiuti prima di schierarsi pro o contro l'impianto di Ischia Podetti.

L'assessore all'ambiente di Lavis, Lorenzo Lorenzoni, ha usato termini anche pesanti, nelle sue dichiarazioni pubblicate ieri dal nostro giornale, contro gli altri comuni: Nave San Rocco e San Michele, sull'argomento, «se ne sono lavate le mani», mentre Mezzolombardo e Zambana subiscono la «sudditanza» economica e psicologica da parte della Provincia.

Se Lorenzoni ha tentato, con le sue affermazioni, di provocare i sindaci per ottenere queste risposte, ebbene, non c'è riuscito. Gli altri primi cittadini, infatti, mantengono inflessibilmente la linea già da tempo assunta e non hanno alcuna fretta di esprimersi in via definitiva.

«Non è affatto vero che ce ne laviamo le mani - dichiara Renata Stenico di Nave San Rocco - e stiamo continuando a lavorare perché il problema rifiuti va affrontato in termini realistici. Non è questione di lavarsi le mani, quindi, o scaricare la patata bollente ad altri: da amministratori ci siamo assunti la responsabilità di decidere, ma non possiamo dire "no" all'inceneritore per principio. Dobbiamo decidere anche dove metterli questi rifiuti e diciamo fin da subito "no" ad altre discariche. Io sarei anche la prima a dire "no" all'inceneritore, ma come risolviamo il problema rifiuti? Pretendo, però, che il presidente Dellai, come era stato stabilito fin dall'inizio, coinvolga le amministrazioni comunali interessate. Quindi riteniamo che, prima di leggerlo sui giornali, la Provincia deve chiamarci ed informarci, con dati tecnici alla mano, su cosa intende fare di preciso».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il sindaco di San Michele, Guido Moser : «Oggi come oggi non mi schiero né pro, né contro l'inceneritore. Le mie dichiarazioni le ho già espresse a suo tempo e non mi pare il caso di star qui a polemizzare o a decidere frettolosamente da che parte schierarsi. San Michele prenderà una decisione finale unanime, con tutto il consiglio comunale, poiché intendiamo discutere e approvare una mozione concordata con la minoranza dopo aver esaminato il piano sui rifiuti».

E Zambana? «Zambana ha già approvato nell'autunno scorso un ordine del giorno in cui diciamo che l'inceneritore non ci piace - risponde il sindaco Michele Moser - e chiediamo ipotesi alternative. Resta fermo che continueremo a chiedere con insistenza i dati relativi alla ripercussione sull'ambiente; la Provincia deve fornirci dati reali e incontestabili, se è vero che l'inceneritore inquina poco o niente. È questa la garanzia che noi chiediamo».

E la «sudditanza» di Mezzolombardo? «Da sei anni faccio il sindaco e non ho mai giudicato le altre amministrazioni - osserva il primo cittadino Rodolfo Borga - e dico che la nostra posizione sull'inceneritore rimane quella che abbiamo scritto nel nostro programma di legislatura. Appena arriverà il piano sui rifiuti lo leggeremo attentamente e lo discuteremo in consiglio comunale. Dopodiché faremo pervenire le nostre osservazioni entro i 45 giorni stabiliti, non prima di aver nuovamente interpellato la Provincia per ricevere le dovute garanzie contro i rischi ambientali».

A Roveré della Luna il sindaco Mario Tomasini dice che il problema sull'inceneritore, forse per via della lontananza, non è così sentito come negli altri comuni.

Infine Bruno Faustini , sindaco di Faedo, chiosa l'argomento con imbarazzo: «Per noi è un grande dilemma. L'inceneritore non lo vuole nessuno, però dobbiamo assumerci la responsabilità di smaltire i nostri rifiuti».

 

Mariano Marinolli

l’Adige, 27 aprile 2006

 

 

 

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