Mezzocorona «tratta» con Grisenti e ribadisce il no all'inceneritore

Umido e biogas nella ex distilleria

Confronto aperto con la Provincia

 

MEZZOCORONA - Confronto teso e toni di voce non proprio cordiali. Mauro Fiamozzi, il sindaco di Mezzocorona, se lo ricorda ancora. Era nell'ufficio dell'assessore provinciale ai lavori pubblici, Silvano Grisenti, ed il consiglio di Mezzocorona aveva appena votato, compatto, il «no» all'inceneritore. Grisenti non aveva gradito. Sono passati dieci mesi. Da allora, più nessun contatto.

Per questo, ad inizio settimana, appreso da l'Adige che la giunta provinciale, con il nuovo piano rifiuti, ha individuato il sito delle ex Distillerie Valdadige di Mezzocorona per il trattamento dell'umido raccolto nel Trentino centro settentrionale, il sindaco ha ripensato al tono di quell'incontro con Grisenti. Concludendone: «L'impianto di compostaggio deciso dalla Provincia senza coinvolgerci è la risposta al no di Mezzocorona all'inceneritore». Lo ha dichiarato pubblicamente.

Primo risultato: una telefonata di Lorenzo Dellai. «Parliamone» gli ha detto il presidente della Provincia, precisando che la scelta del sito di Mezzocorona «è nata negli ultimi giorni, ma che non c'è niente di imperativo». Secondo risultato: un confronto, 'sta volta più pacato, con Grisenti, a margine della riunione di ieri sul futuro delle scuole medie. «Grisenti» dice Fiamozzi «ha dato la sua disponibilità al confronto, ci metterà i tecnici a disposizione, per spiegarci cosa significhi utilizzare un digestore anaerobico per smaltire 12 mila tonnellate di rifiuti, ricavandone biogas. Nei prossimi giorni ci incontreremo. Ha pure detto che noi potremmo avanzare altre proposte di localizzazione».

Il sindaco ne ha parlato anche con il gruppo di maggioranza, l'altra sera. Sarà valutato con attenzione il piano rifiuti, è la decisione, in un apposito gruppo di lavoro nel quale sarà coinvolta anche la minoranza, per poi approvare congiuntamente le osservazioni in consiglio comunale. «A Grisenti e Dellai l'ho ribadito: restiamo contrari all'inceneritore. Loro hanno l'onere della decisione, ma io» aggiunge Fiamozzi «ho quello della salvaguardia del mio paese. Abbiamo ritrovato la vivibilità con la chiusura della Samatec. Non vogliamo perderla di nuovo».

 

Do. S.

l’Adige, 28 aprile 2006

 

 

 

 

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