Piano rifiuti, l'esperto dell'Istituto tumori di Genova boccia l'impianto:

« Rischi per la salute e per l'ambiente »

«Inceneritore, poca chiarezza sui dati»

L'epidemiologo Gennaro accusa: la Provincia precisi l'entità delle emissioni

 

TRENTO - Risponde alle domande ponendo a sua volta degli interrogativi pressanti. «Quanti metri cubi di emissioni usciranno ogni ora dal camino dell'inceneritore? Quanti sono i giorni di calma per quanto riguarda il vento? La Provincia deve essere precisa in questi dati». Valerio Gennaro, epidemiologo dell'Istituto nazionale di ricerca sul cancro di Genova, scorre le cifre presenti nel terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti e fa capire subito che manca qualcosa.

«Sembra quasi che si vogliano calcolare solo i vantaggi della scelta dell'inceneritore, senza considerare che esiste anche un'alternativa virtuosa a questa metodologia: quella del riuso e del riciclo dei materiali» dice secco Gennaro. Che parte dalla quantità di scorie prodotte ogni anno dal termovalorizzatore che sarà realizzato a Ischia Podetti (stimate in 19.500 tonnellate) per demolire la strategia sposata da Piazza Dante. «Questo dato - sottolinea l'epidemiologo, consulente del «Comitato lavoro e salute» di Bolzano proprio sul progetto di nuovo termovalorizzatore - è la prova che gli inceneritori non risolvono il problema delle discariche».

Poi l'esperto si concentra sulle 4.200 tonnellate all'anno di polveri e fanghi pericolosi, che secondo il piano «potranno essere considerati materiali non pericolosi previa inertizzazione mediante vetrificazione». «Perché non vengono illustrati i vantaggi e gli svantaggi di questo processo, a livello economico, ambientale e sanitario? I costi, in realtà, sono altissimi» commenta il medico.

Che si mostra preoccupato in particolare per le emissioni dell'impianto (nel testo approvato dalla giunta si specifica che «dovranno essere le più basse possibili»). «La Provincia deve dichiarare quanti sono i metri cubi che usciranno dal camino e separare questo dato da quello relativo alle scorie». E aggiunge: «È necessario sapere con precisione anche il numero di giorni in cui non è presente il vento nella zona del termovalorizzatore».

Gennaro solleva quindi il problema degli effetti del termovalorizzatore sulla salute dell'uomo. «Molti sono convinti della sicurezza dell'impianto da un punto di vista sanitario. Ma non si deve dimenticare che questo sistema cambia la composizione dell'aria. E l'uomo compie 20 respirazioni al minuto».

E i rischi? «Oltre al cancro, si possono manifestare malattie del sistema nervoso, endocrine e del sistema immunitario» spiega il medico. Che si arrabbia per i termini usati nel piano («La fase di depurazione dei fumi dovrà essere estremamente curata e riuscire ad ottenere valori di emissione sufficientemente bassi da garantire che il rischio per la salute dei cittadini sia sempre inferiore a uno su 10 milioni»). «Si tratta di un modo elegante per non far capire nulla a nessuno, amministratori compresi: quali sono i rischi per la salute a cui si fa riferimento nel documento? Si parla solo del cancro o anche di altre malattie? Nel documento questo dato dovrebbe essere contenuto. Tra l'altro, c'è anche un effetto serra che non viene considerato» precisa l'epidemiologo.

«I problemi - continua - derivano per la maggior parte dalle micropolveri, che spesso non vengono nemmeno misurate». Di qui, l'invito di «prevedere dei sistemi di monitoraggio».

Ma l'affondo di Gennaro colpisce anche l'obiettivo del 65 per cento di raccolta differenziata previsto entro il 2009 da Piazza Dante. «L'inceneritore uccide la raccolta differenziata. Sono due sistemi che non possono funzionare insieme» osserva l'esperto.

E ancora: «Per sostenere l'impianto, ci sarà bisogno di bruciare più rifiuti possibile e quindi non verrà incentivato il riutilizzo e il riciclo. Anche la plastica, che ha un alto potere calorifico, potrebbe essere bruciata. E in questo caso gli effetti per la salute sono devastanti».

 

Marika Giovannini

Corriere del Trentino, 28 aprile 2006

 

 

La replica

Gilmozzi difende le scelte « Abbiamo fatto le analisi »

 

TRENTO - «Abbiamo inserito nel documento tutte le analisi necessarie». Dopo giorni di dibattito sul terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti, l'assessore all'ambiente Mauro Gilmozzi preferisce limitarsi a poche battute. Di fronte alle dure critiche sollevate dall'epidemiologo Valerio Gennaro sulla scelta di realizzare un inceneritore a Ischia Podetti, Gilmozzi mostra di non voler entrare nel merito di ogni aspetto evidenziato dal medico. «Il piano contiene tutte le valutazioni» taglia corto l'assessore.
Intanto, a breve inizieranno le consultazioni previste dalla giunta.
In questi giorni gli uffici di Piazza Dante stanno predisponendo le lettere e le copie del piano per gli enti e le associazioni interessate. Non è esclusa la convocazione di un'assemblea dei sindaci.

Ma. Gio.

 

 

A Mezzocorona

Caso compostaggio, Fiamozzi si arrabbia Grisenti fa dietrofront

 

MEZZOCORONA - Prima gli ha telefonato il presidente della Provincia Lorenzo Dellai. Poi, ieri mattina, ad andarlo a trovare è stato anche l'assessore ai lavori pubblici Silvano Grisenti. Dopo il malumore espresso sulla previsione di un impianto di digestione anaerobica nelle ex distillerie Valdadige, il sindaco di Mezzocorona Mauro Fiamozzi ha ottenuto un'apertura da parte di Piazza Dante.

A far arrabbiare il primo cittadino era stato l'inserimento nel piano dei rifiuti di un'ipotesi relativa ad un impianto di compostaggio sul territorio del comune rotaliano (con una potenzialità di circa 20mila tonnellate di umido, proveniente dalle valli di Non, di Fassa e della Rotaliana, oltre a parte dell'umido prodotto nel capoluogo). Senza nessun confronto preventivo con l'amministrazione guidata da Fiamozzi.

Una mossa che il sindaco non aveva esitato a denunciare pubblicamente. Annunciando contemporaneamente una riunione urgente del gruppo di maggioranza della Civica che governa Mezzocorona, che si è svolta mercoledì sera. «Abbiamo deciso di creare un gruppo di lavoro per studiare nel dettaglio il piano provinciale» spiega Fiamozzi. Che avverte: «Da parte nostra, presenteremo comunque delle controdeduzioni. Le nostre preoccupazioni sull'inceneritore, che non abbiamo mai nascosto, non sono scomparse».

Ma a far discutere è stata soprattutto la vicenda del compostaggio. «Dopo il mio intervento mi ha contattato telefonicamente il presidente Dellai. E stamattina (ieri, ndr) ho incontrato anche l'assessore Grisenti» continua il sindaco. «Entrambi - sottolinea - hanno assicurato la massima disponibilità da parte della Provincia a valutare insieme la previsione». A confortare il primo cittadino sono anche i toni utilizzati all'interno del piano rifiuti. «Nella parte relativa al possibile impianto alle ex distillerie si usa sempre il condizionale, segno che comunque la scelta non è irremovibile».

Tra l'altro, fa notare il sindaco, «per quanto riguarda il nostro caso si parla di digestione anaerobica e non di compostaggio». E nei prossimi giorni, proprio per chiarire gli aspetti di questo sistema, l'amministrazione rotaliana fisserà un incontro con i tecnici degli uffici provinciali. «Dellai e Grisenti mi hanno assicurato che potremo anche proporre delle collocazioni alternative».

Ma sul metodo la posizione di Fiamozzi non cambia. «Il contenuto del piano si poteva quantomeno concordare prima del passaggio in giunta».

Ma. Gio.

 

 

 

 

 

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