Un altro Trentino

 

Egregio Presidente Lorenzo Dellai,

 

l’estate scorsa, nove mesi fa, Lei rilasciava alla stampa dichiarazioni di speranza: affermava che dopo il severo confronto sostenuto con le sensibilità ambientaliste avrebbe ricercato il dialogo, che avrebbe recuperato un rapporto, e quindi una progettualità con noi tutti per arrivare ad offrire al Trentino la qualità che un territorio tanto delicato merita di possedere e quindi tutelare. In un secondo tempo Lei ritornava sulla stampa con altri temi forti; il rapporto stretto che la politica deve mantenere verso l’etica, la necessità di un confronto di rispetto verso le diversità ideali che il territorio presenta. Nonostante i suoi comportamenti passati e le tante offese ricevute, l’associazionismo ambientalista trentino ha mantenuto la porta aperta, ha atteso l’inizio del dialogo. Ha atteso con pazienza i tempi della politica, anche per non offrire ad una già opprimente e vuota campagna elettorale motivi di bassa speculazione, e quindi di confusione.

Ora i tempi del confronto sono maturi, siamo lontani da scadenze elettorali, c’è la possibilità di costruire un calendario condiviso dove approfondire assieme priorità ed emergenze presenti sul territorio trentino. Gestione dei rifiuti, mobilità transnazionale, qualità del turismo e della vita, sicurezza del territorio, trasparenza amministrativa.

I segnali che giungono dal Palazzo provinciale sono tutti in controtendenza e gettano sui cittadini ulteriore delusione: inceneritore, collegamenti sciistici nuovi, tunnel del Brennero. E tanti, e troppi, sono i silenzi: qualità dell’aria - risparmio energetico - qualità delle acque - informazione chiara, immediata. Non pretendo di insegnare l’etica, devo imparare ancora molto dalla vita, ma l’esperienza mi dimostra che il passaggio fondamentale per riconquistare fiducia consiste nel favorire l’informazione e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali delle istituzioni (non dei partiti). Un secondo passaggio, complementare al primo, consiste nella capacità d’ascolto e nel rispetto: chi detiene il potere ha il dovere di ascoltare senza insultare, anche quando il cittadino “sbaglia”. Stiamo raccogliendo segnali opposti. Si minimizza il risultato elettorale, si afferma che in provincia Val Jumela è dimenticata, che si presterà confronto solo a certe persone o associazioni (i più addomesticabili?). Nonostante le delusioni di Jumela, della vergognosa variante al PUP del 2003, di Pinzolo, l’associazionismo ambientalista trentino ha portato alla popolazione argomenti e strumenti di dibattito inusuali, che hanno dello stupefacente. Pensi alla complessità degli stimoli politici e culturali offerti da Nimby trentino (in supplenza totale all’inerzia della politica e dei partiti), al dibattito su Lastarolla, Marmolada, Tremalzo, o meglio, ai tanti tasselli - interventi che uniti costruirebbero il progetto di un altro Trentino, un Trentino avviato su un modello di sviluppo basato sulla difesa della sua risorsa primaria, l’ambiente, il paesaggio, la storia.

L’ambientalismo è anche stato costretto a supplire all’assenza dei controlli sul territorio, vedi Paganella e Marmolada, ma anche in Veneto e in Provincia di Bolzano per quanto riguarda l’eliski o i temi sulla mobilità. Supplisce ancora alle sempre più inadeguate attenzioni che tanti servizi dedicano al tema della sicurezza idrogeologica. Quanto accaduto a San Vigilio di Marebbe è solo un piccolo segnale che fortunatamente non ha causato vittime: mentre l’Assessore all’ambiente della provincia di Bolzano dice “Basta impianti” qui da noi si costruisce in aree a documentato rischio: Val della Mite, Daolasa, Pinzolo - Campiglio. E si prospettano nuovi pesanti collegamenti: San Martino di Castrozza, Altopiano di Folgaria, Marmolada.

Caro Presidente, ho presente quanto la infastidisca l’azione culturale di memoria che le associazioni ambientaliste portano avanti, memoria politica, di azione culturale nonviolenta. Noi non lasceremo che Val Jumela venga messa nel cassetto e dimenticata, ci è costata fatica, proposte, una soluzione dolorosa ed inutile per la qualità dello sviluppo di Fassa. Superi questo fastidio e venga accanto a noi con semplicità. Le ricordo l’impegno che si è assunto con la comunità trentina: la necessità di ricostruire un dialogo intenso con tutto l’ambientalismo trentino, con i percorsi di una politica etica e valoriale. Ricordo bene quando con Walter Micheli vicepresidente della Provincia l’associazionismo ambientalista era attento e molto severo, come oggi, ma riusciva sempre, grazie alla disponibilità e all’umiltà dell’interlocutore, a trovare percorsi di confronto e soluzione ai problemi presenti sul territorio.

Pazienti e fiduciosi attendiamo l’aprirsi di una nuova stagione, per progettare un Trentino meno egoista, capace di leggere e investire nella sua identità, più aperto; un Trentino che investa in sicurezza, qualità, cultura, ricerca ed effettiva innovazione.

 

I più cordiali saluti

 

Luigi Casanova

Trentino, 3 maggio 2006

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