L'oncologa emiliana Gentilini in conferenza a Cadine

«Dove c'è un inceneritore aumenta il rischio di cancro»

 

I rifiuti non sono una fonte rinnovabile di energia, secondo la dottoressa Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa di Forlì. L'associazione La Regola di Cadine ha organizzato un incontro pubblico, «L'inceneritore e la conca fra Bondone, Paganella e Sorasass», per discutere sulle conseguenze nocive dell'inceneritore sulla salute. Il dibattito si è svolto presso il teatro di Cadine e gli ospiti erano Simonetta Gabrielli (Nimby), Antonio Zecca (Università di Trento - Fisica) oltre alla Gentilini. Grande la partecipazione della popolazione. L'incontro è stato suddiviso in quattro momenti: nel primo la Gabrielli ha fatto un excursus sul percorso politico che è ancora in corso. Nel secondo Zecca ha parlato delle incidenze meteorologiche che le polveri emesse hanno sull'ambiente e conseguentemente sulla salute delle persone, calando l'argomento nella specifica morfologia della valle dell'Adige. Nel terzo la dottoressa Gentilini ha chiaramente messo in evidenza le incidenze delle polveri emesse sul formarsi di neoplasie. Infine è stato aperto il dibattito fra i numerosissimi presenti.

La Gabrielli, dopo aver mostrato immagini di inceneritori presenti in varie città italiane ed a Vienna, ha ricordato che comunque è solo la legislazione italiana che incentiva l'incenerimento dei rifiuti. Nimby organizzerà due convegni per parlare specificatamente di proposte alternative. Zecca ha insistito sul fatto che è compito dei legislatori promuovere ed incentivare il riuso, adottando anche delle strategie, come quelle usate con successo da anni in Germania, per evitare che vengano utilizzati materiali non riciclabili anche nel confezionamento dei cibi.

Preoccupante è stato il quadro presentato dalla dottoressa Gentilini che ha portato dati e citazioni da riviste mediche accreditate a livello internazionale per sostenere la tesi dell'incidenza tra cancro ed inceneritore. Un recente studio (2004) portato a termine dall'Istituto Superiore di Sanità ha analizzato 46 studi scientifici portati avanti con rigore scientifico negli anni 1987-2003. È emerso in 2/3 degli studi che nelle zone attigue agli inceneritori aumentano gli effetti cancerogeni e vi è un significativo incremento di mortalità. Le maggiori neoplasie correlate sono: cancro al polmone, linfomi, sarcomi ai tessuti molli e neoplasie infantili. La dottoressa ha concluso riportando una frase di Einaudi: «Come si può deliberare se non si conosce?».

A.N.

 

l’Adige, 7 maggio 2006

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