Inceneritore, mutuo da cento milioni

La Provincia accelera sul progetto. Bonifica all'esame del Comune

 

BOLZANO - Il progetto del nuovo termovalorizzatore a Bolzano Sud entra nella fase decisiva. Ieri la giunta provinciale ha dato il via libera a un maxi mutuo da 100 milioni di euro che servirà a coprire i costi di costruzione dell'impianto. E sempre di costi, ma relativamente a esproprio di terreni e bonifica, si parlerà stamattina in giunta comunale: da impostare la complessa trattativa tra i due enti per ripartire gli oneri dell'impianto.

L'ANNUNCIO - La Provincia non ha alcuna voglia di perdere ulteriore tempo nella costruzione del nuovo forno, che dovrebbe sostituire quello esistente a partire dal 2009. Lo si era capito già a fine marzo, quando per la prima volta a Palazzo Widmann si erano sbilanciati sulla data d'avvio dei lavori, fissata per il prossimo autunno. Ieri, nella conferenza stampa di giunta, è stato lo stesso presidente Luis Durnwalder ad annunciare che la giunta ha deciso di accendere un maxi mutuo per 100 milioni di euro. La cifra servirà a pagare i costi per la costruzione dell'impianto, il cui bando relativo è stato annunciato per luglio. «L'operazione - ha spiegato Durnwalder - è studiata per gravare il meno possibile sul bilancio provinciale». Toccherà infatti ai futuri gestori, individuati con apposita gara, ammortizzare le rate del mutuo tramite auto finanziamento. «Il mutuo - ha spiegato il Landeshauptmann - sarà vantaggioso dal momento che sarà concesso all'ente pubblico, che fungerà da garante nei confronti dell'istituto bancario». La Provincia, in altre parole, potrà far valere il proprio rating di assoluta eccellenza.

IL COMUNE - Tra il dire e il fare, però, c'è di mezzo chi è tuttora proprietario del terreno dove sorgerà l'impianto: il Comune di Bolzano. La giunta Spagnolli oggi farà il punto della situazione per impostare una trattativa che si preannuncia non semplice, con la Provincia: i nodi sono quelli della valutazione del terreno e la ripartizione dei costi di bonifica. «La discussione con la Provincia - osserva l'assessora al patrimonio Chiara Pasquali - dovrà tenere conto di tutti gli aspetti: terreno, bonifica, gestione dell'impianto». Sia Pasquali che il suo collega Stefano Pagani, responsabile dei lavori pubblici, si dicono convinti che «non sia compito del Comune accollarsi i costi per il risanamento del terreno». E a proposito della bonifica, sempre nella giunta di oggi è prevista la valutazione sul progetto di risanamento proposto dalla Provincia. «Dobbiamo fare il punto sugli aspetti tecnici» conferma l'assessore all'ambiente Klaus Ladinser. Il piano prevede parziale sbancamento e messa in sicurezza, con costi stimati in 16 milioni.

F. Cle.

 

Corriere dell’Alto Adige, 9 maggio 2006

 

 

« Porte aperte » alla Seab

La differenziata non decolla

Separato il 28% dei rifiuti

 

BOLZANO - Alla vigilia della «rivoluzione dell'umido», stenta a decollare la raccolta differenziata nel capoluogo. Nel 2005 a Bolzano sono stati prodotti 55 milioni di chilogrammi di rifiuti, 568 a persona. Di questi, solo 15,7 milioni di chilogrammi, cioè 162 a persona, sono stati raccolti separatamente. Ciò corrisponde al 28,4% del totale dei rifiuti raccolti. Una quantità - ammette la stessa Seab - estremamente bassa. Il Piano provinciale gestione rifiuti prevede che entro il 2009 la quota dei rifiuti riciclabili salga al 40%. «Per raggiungere l'obiettivo - osserva la Seab - dovranno essere fatti parecchi sforzi da parte dei cittadini».

Per questo motivo la società comunale coglie l'occasione della giornata di domani, dedicata alle «Porte aperte» dei servizi pubblici locali, per sensibilizzare i cittadini verso la raccolta differenziata dei rifiuti. I tecnici Seab organizzano due stand informativi in piazza Municipio (ore 9-12) e in piazza Don Bosco (14-17) per distribuire materiale informativo e richiamare l'attenzione dei cittadini sulle varie possibilità di raccolta differenziata.

Un'altra iniziativa è prevista sabato al centro di riciclaggio in Via Mitterhofer, con un omaggio floreale per tutti colori che vi si recano portando del materiale riciclabile. S. P.

 

 

Nota di Nimby trentino

 

Quali saranno le ragioni di quella “quantità estremamente bassa” di rifiuti raccolti separatamente?

Secondo Seab i cittadini non si sforzano ancora a sufficienza; mentre la società, in buona intesa con il Landeshauptmann, beneficia dell’accensione del maxi mutuo da 100 milioni per inquinare ancor più la conca bolzanina e rendere irreversibile qualsiasi sforzo verso percorsi di corretta gestione dei rifiuti. Contemporaneamente Seab coglie l’occasione per “sensibilizzare i cittadini verso la raccolta differenziata dei rifiuti” (ovvero il suo pressoché totale incenerimento) con omaggio floreale. È probabile che anche quest’ultimo venga costretto a quel misero 28% di indifferenziato.

Meno male che nel nuovo quartiere Casanova, adiacente all’inceneritore, che dovrebbe essere dotato della rete di teleriscaldamento servita dal nuovo “termovalorizzatore”, si prevede di classificare le nuove costruzioni, a seconda di quanto petrolio/mq consumano, come da progetto CasaClima.

Cosicché amministratori e bioarchitetti altoatesini sorvolano su quanti rifiuti derivati dal petrolio, in via di esaurimento e indispensabili per qualsiasi inceneritore, si vorrebbero bruciare.

 

Trento, 9 maggio 2006

 

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