Impianti sciistici, bacchettata da Bruxelles

Possibili violazioni di legge Interviene la Commissione

 

Bruxelles bacchetta il Trentino. Con un documento di «messa in mora», la Direzione Ambiente della Commissione europea ipotizza una violazione delle direttive e del trattato comunitario. Contestati i 2000 metri di impianti costruiti a Puza dai Fo' e sul Monte Grual. «La Commissione - scrive il capo unità Julio Garcia Burgués - con riferimento ai piani e progetti volti alla realizzazione di infrastrutture sciistiche nei territori dei Comuni di Pinzolo e Stenico, ha ritenuto che la Repubblica italiana sia venuta meno agli obblighi derivanti dall'articolo 4 della direttiva 78/409, nonché dell'articolo 6, in combinato disposto con l'articolo 10 del Trattato Ce, e 12, della direttiva 92/43».

VIOLAZIONI IPOTIZZATE. Ma cosa si contesta esattamente alla Provincia, che lo scorso gennaio ha inaugurato il primo lotto delle seggiovie? Queste le violazioni ipotizzate:

  1. l'approvazione alla variante al piano urbanistico senza avere adottato misure idonee a salvaguardare l'interesse ecologico;
  2. l'approvazione di un accordo di programma volto alla realizzazione di infrastrutture sciistiche senza assoggettarlo alla valutazione di incidenza;
  3. una valutazione incompleta dell'incidenza di impianti e piste sul Monte Grual;
  4. avere consentito all'adozione di misure suscettibili di causare il degrado dell'habitat naturale e di specie;
  5. la mancata valutazione di possibile impatto su alcune specie animali durante il periodo di riproduzione, allevamento o ibernazione;
  6. non avere adottato misure idonee a prevenire l'inquinamento dell'ambiente.

GIUSTIZIA EUROPEA. Quella attivata da Bruxelles è una procedura preliminare (vedi box a fianco). Ora la Provincia ha tempo fino a metà maggio per presentare le proprie osservazioni. In questi casi segue un parere motivato della Commissione: in teoria, se i tecnici europei non si ritenessero soddisfatti dalle argomentazioni, il caso potrebbe essere portato davanti alla Corte di Giustizia di Strasburgo.

LE REAZIONI. Si registra la soddisfazione degli ambientalisti trentini. Il presidente del Wwf Francesco Borzaga coglie l'occasione per tornare sul terreno del diritto amministrativo. L'associazione, contraria fin dall'inizio alle nuove seggiovie a Pinzolo, si era rivolta al Tar, che però aveva dato ragione alla Provincia. «Ma non escludiamo di fare ricorso al Consiglio di Stato». Più cauto Paolo Mayr, di Italia Nostra, che però guarda con interesse ai possibili risvolti della presa di posizione di Bruxelles. «Il ragionamento e le contestazioni giuridiche fatte dalla Commissione Europea riguardano i 2000 metri di impianti del primo lotto, ma la messa in mora ci fa ben sperare per il secondo e terzo lotto, che nel complesso consisteranno in 6000 metri di impianti». Il progetto degli altri due «pacchetti di seggiovie» sarà oggetto della Via (Valutazione di impatto ambientale). «Nella Via - dice Mayr - non si potrà non tenere conto di quanto scrivono i funzionari di Bruxelles. Le regole non sono state rispettate e l'equilibrio ambientale della zona è stato compromesso. Non possiamo rischiare che accada lo stesso negli altri punti di arroccamento. Chi dovrà decidere non potrà farlo con leggerezza».

LE POSIZIONI. Come detto, i membri della Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea si sono concentrati su quanto era oggetto di contestazione del Wwf trentino. Ora si attendono sviluppi. Gli ambientalisti sperano che possa essere percorso tutto l'iter fino ad una sentenza della Corte europea di giustizia. In Provincia ci dicono che le osservazioni richieste all'Italia sono già pronte da tempo, raccolte in un dossier. «È una normale procedura - dice il governatore Dellai -. L'Europa chiede spiegazioni e noi siamo pronti a fornirle».

SOLDI E ZONE. Quando l'intero progetto sarà realizzato, i milioni di euro spesi saranno 30 (l'80 per cento dei quali coperto da finanziamenti pubblici). Le funivie di Pinzolo hanno già «incassato» le seggiovie Clump e Brenta. Gli impiantisti puntano ora ai collegamenti Brenta-Plaza, Plaza-Colarin (dove è previsto un parcheggio) e Colarin-Cinque Laghi (Pancugol). Intanto a Campiglio, dove si parla di possibili rallentamenti dovuti ai vincoli europei, si pensa ad un ammodernamento della Cinque Laghi.

PROSPETTIVE. La situazione è di totale incertezza. Una sensazione, questa, che - per ragioni opposte - è condivisa da entrambi gli «schieramenti»: gli impiantisti temono un ritardo e ipotizzano una conclusione definitiva dei lavori (disboscamento, innalzamento dei piloni di acciaio e installazione) nel 2009-2010 (lo scorso anno dichiararono che il «taglio del nastro» ci sarebbe stato nel 2008); gli ambientalisti temono che il passaggio alla Via del secondo e terzo lotto possa essere una replica di quello riguardante il primo: un disco verde senza condizioni.

 

Andrea Tomasi

L’Adige, 13 maggio 2006

 

 

 

 

La reazione del presidente della Provincia:

«Collaboreremo con l'Ue, ma noi siamo sereni»

«Pronto un dossier con le nostre osservazioni»

 

«Da Bruxelles è difficile contare tutte le nidiate dei galli cedroni che popolano il Trentino. Me ne rendo conto. Mi rendo conto che, in Europa, sono centinaia le procedure di questo tipo. Noi abbiamo preparato un dossier con tutte le nostre osservazioni. Siamo tranquilli e sicuri di avere agito in modo regolare. Gli impianti sciistici di Pinzolo sono stati fatti nel rispetto delle regole». È questo il commento del presidente Lorenzo Dellai. «Sapevamo di questa richiesta di informazioni da parte di Bruxelles. È una normale procedura: l'Europa chiede spiegazioni e noi siamo pronti a fornirle».

Il governatore del Trentino si dice sereno e convinto che alla fine «tutto si concluderà nel migliore dei modi». «La messa in mora da parte della Commissione Europea non è un procedimento giudiziario. Ci fa piacere che ai funzionari di Bruxelles stia a cuore la tutela dell'ambiente. Figurarsi se non sta a cuore a noi che qui viviamo». Il primo lotto degli impianti è stato realizzato ed inaugurato. Il Wwf trentino aveva fatto ricorso al Tar, che però aveva dato ragione alla Provincia. Ora il presidente dell'associazione Francesco Borzaga ipotizza il ricorso al Consiglio di Stato. «Facciano ciò che vogliono», replica Dellai. Ora si attende la valutazione di impatto ambientale del progetto riguardante il secondo e terzo lotto. «Ripeto - dice Dellai - noi affrontiamo questo problema in serenità. Certo, immagino che da Bruxelles - dove pratiche di questo tipo sono centinaia - sai difficile fare esami accurati e approfonditi della situazione. Noi siamo pronti a presentare tutte le osservazioni che dimostrano che abbiamo agito bene».

 

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