Spagnolli: sconcertati dalle ultime uscite dei responsabili provinciali

«Fumi dell'inceneritore. Ora vogliamo certezze»

Il Comune punta i piedi: «Subito un vertice»

 

BOLZANO - Se la Provincia ha fretta di chiudere la partita del nuovo inceneritore, dal Comune arriva un chiaro altolà. «Di fronte alle recenti uscite di alcuni esponenti provinciali - avverte il sindaco Gigi Spagnolli - il Comune chiede di sgomberare il campo da ogni dubbio circa i rischi per la salute derivanti dalle emissioni del nuovo impianto». La giunta municipale chiede inoltre di fissare quanto prima un vertice con la controparte per affrontare le questioni ancora irrisolte.

LA RICHIESTA - La posizione del Comune è espressa dallo stesso Spagnolli al termine della conferenza stampa del martedì. La linea, tuttavia, era stata già concordata nel corso della riunione di maggioranza tenutasi ventiquattr'ore prima.

« Noi - ha detto il sindaco - dobbiamo dare risposte certe ai cittadini. Purtroppo alcune recenti dichiarazioni di dirigenti ed esponenti provinciali hanno creato un certo sconcerto rispetto alle nostre certezze riguardo alla scelta della localizzazione dell'impianto e alla non pericolosità delle emissioni». Spagnolli non lo dice, ma il riferimento sembra andare al documento del gruppo di lavoro Via (firmato da Norbert Lantschner nel 2005) in cui si indica il punto di massima ricaduta per gli inquinanti due chilometri a nord dell'impianto, cioè nel nuovo quartiere Firmian. Forte irritazione, invece, aveva destato il comunicato stampa firmato da Walther Huber in cui si minimizzava la portata delle emissioni, e s'invitava piuttosto il Comune a non porre ostacoli all'urgente bonifica del terreno.

La richiesta del Comune potrebbe preludere a un supplemento d'indagini sul rischio ambientale. «Non so - osserva Spagnolli - se ci vorranno nuovi studi, o se i dati a disposizione della Provincia basteranno a rassicurare tutti. Come sindaco devo garantire la salute dei cittadini. Ora c'è una richiesta di garanzie, testimoniata anche dalle istanze del comitato Lavoro & salute. Si era scelta una certa localizzazione dell'impianto presupponendo che i rischi non ci fossero. Se il rischio c'è, vuol dire che si è lavorato male». Un vecchio «pallino» di Spagnolli era l'inceneritore unico regionale. «Non ci fossero problemi di tempi - conclude - sarei il primo a sostenere l'idea».

IL VERTICE - La frenata imposta dal Comune si traduce nella richiesta di un vertice. «Chiederemo un incontro alla provincia - annuncia il sindaco -. C'è da affrontare una trattativa complessiva che tocca tanti temi, dalla bonifica alla gestione dell'impianto». E proprio quest'ultimo sembra essere il tasto più delicato.

 

Francesco Clementi

Corriere dell’Alto Adige, 17 maggio 2006

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