Difficoltà per smaltire i fanghi, si punta su un inceneritore

da realizzare a Termeno

Depurazione, rincari all'orizzonte

Ecocenter: costi cresciuti del 50%, forse pagheranno gli utenti

 

BOLZANO - La città s'interroga sull'opportunità o meno di realizzare il nuovo inceneritore e, intanto, l'Ecocenter lancia l'allarme fanghi.

La società che cura lo smaltimento dei residui della depurazione delle acque, infatti, ha annunciato l'aumento delle difficoltà per l'eliminazione del fango disidratato. Sinora delle oltre 65 mila tonnellate prodotte dagli impianti di depurazione presenti in provincia, ben 30mila erano prodotte in quello di Bolzano. L'Ecocenter per lo smaltimento si appoggiava a strutture di compostaggio e di condizionamento in Veneto ed in Lombardia. Da qualche tempo questo non è più possibile perché le analisi previste dalle recenti normative per lo smaltimento dei fanghi sono divenute più severe comportando l'esclusione dei fanghi cosiddetti disidratati provenienti dall'impianto bolzanino. Questo ha comportato la ricerca di altre formule le quali hanno inciso notevolmente sul costo finale.

«In questi mesi le spese sono aumentate di quasi il 50 per cento - lamenta Paolo Berlanda presidente dell'Ecocenter - e questo comporterà un aumento dei costi che saremo costretti a scaricare sui Comuni che sono i nostri clienti. Oggi non siamo ancora in condizioni di emergenza, ma se non saranno adottati provvedimenti non è escluso che la situazione possa peggiorare». Se la situazione dovesse divenire insostenibile l'unica alternativa «sarebbe quella dello smaltimento delle tonnellate di fango nell'Adige».

Il rimedio lo ha indicato lo stesso presidente che sostiene la necessità di attuazione del piano provinciale dei rifiuti nel quale appunto è prevista la costruzione di un inceneritore nella zona di Termeno. Ipotesi questa che è stata contestata dalla popolazione. «I fanghi - continua Berlanda - possono essere smaltiti solamente in due modi: o attraverso la collaborazione con altri impianti, ma abbiamo visto come questo presenti sempre maggiori difficoltà, oppure con la distruzione ed è questa la soluzione preferita». Naturalmente il perdurare di questa situazione non mancherà di avere dei contraccolpi per i cittadini. «Se saremo costretti ad aumentare i costi dei Comuni, questi non potranno fare altro che ritoccare i costi delle tariffe per lo smaltimento delle acque nere».

L'intera problematica è a conoscenza dell'assessore provinciale all'Ambiente, Michl Laimer, e del consiglio d'amministrazione della società che appunto hanno indicato nella zona di Termeno l'area per il nuovo impianto, anche se esistono forti resistenze da parte degli abitanti. La strada dello smaltimento autonomo per l'Alto Adige è indicata anche dal direttore di Ecocenter, Karl Michaeler. «I fanghi purtroppo non possono essere impiegati in agricoltura nella nostra provincia perché sono troppo ricchi di fosforo ed azoto ed i nostri terreni ne contengono già abbastanza. Dunque se non vogliamo rischiare di dover sopportare dei costi, altissimi l'unico rimedio è il trattamento termico».

 

Enrico Barone

Corriere dell’Alto Adige, 18 maggio 2006

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