Rifiuti

Nel 2007 porta a porta in tutto il capoluogo

Tariffa, calcolo in base al volume prodotto

 

TRENTO - Aldo Pompermaier si mostra sicuro: «Siamo pronti a partire». Appena uscito da Palazzo Geremia, subito dopo la seduta straordinaria della giunta, l'assessore all'ambiente sintetizza in poche battute le linee del piano comunale dei rifiuti, illustrate ieri dal consulente scelto da Palazzo Thun Attilio Tornavacca. «Il sistema porta a porta partirà a ottobre nelle circoscrizioni di Gardolo e Meano» conferma l'assessore. Che preferisce però non sbilanciarsi sul completamento del piano: «Il consulente - sottolinea - ci ha assicurato che dopo l'avvio della sperimentazione si potrà estendere in breve tempo il sistema a tutta la città». Il modello, in questo caso, sono i centri che hanno già portato a termine il processo. «In città come Asti e Novara - continua Pompermaier - il piano è stato attuato in 12 14 mesi». Stando a queste previsioni, per Trento si dovrà attendere quindi la fine del 2007.

E con l'attuazione del piano, ci tiene a sottolineare l'assessore, verrà raggiunto anche l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata, indicato non solo nel terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti, ma anche nell'ordine del giorno votato in autunno dal consiglio comunale. «La nostra intenzione è di riuscire a mettere in pratica le indicazioni contenute in quel documento, prima fra tutte l'idea di una raccolta differenziata spinta» spiega il sindaco Pacher. Ma il piano comunale punterà anche alla riduzione della produzione dei rifiuti indifferenziati (il limite imposto dalla Provincia è di 175 chilogrammi pro capite all'anno). «Siamo molto soddisfatti - continua Pompermaier - perché abbiamo pronto un piano di lavoro proprio nel momento in cui si aprono le audizioni per il piano provinciale».

A influire sul raggiungimento del 65% di differenziata sarà però il sistema tariffario. Con il porta a porta, infatti, ogni nucleo pagherà in base alla propria produzione dei rifiuti: in questo modo, saranno premiate le famiglie virtuose e «bacchettate» quelle che non differenzieranno. Ma come verrà calcolata la parte variabile? «Tornavacca ci ha illustrato le varie possibilità. A quanto pare, il sistema a peso non viene più utilizzato da molte amministrazioni» osserva l'assessore. Che mostra un maggiore interesse per il sistema volumetrico (in sostanza, il pagamento viene effettuato in base al numero di svuotamenti dei bindoncini forniti dal gestore). «Questo è anche l'orientamento generale delle altre città» puntualizza.

Ma probabilmente il sistema tariffario non avrà un percorso parallelo a quello del porta a porta. «Non sappiamo ancora se a ottobre verrà introdotta la tariffa a Gardolo a Meano. Credo comunque che non sarà possibile» anticipa già l'assessore. «Del resto - aggiunge - la Provincia ha stabilito come data di avvio di questo sistema il primo gennaio 2008».

Per quanto riguarda l'iter del piano, l'obiettivo dell'esecutivo di Palazzo Thun è di portare il documento in consiglio comunale entro il mese di luglio. «Dobbiamo esprimere anche un parere sul terzo aggiornamento del piano provinciale. Pensiamo quindi di portare all'attenzione dell'aula i due argomenti contestualmente» è la scaletta dettata dal primo cittadino.

Ma prima di approdare in consiglio comunale, il piano rifiuti passerà di nuovo al vaglio della giunta: «Ci sarà un'altra seduta specifica» promette Pacher. Poi, il dibattito si sposterà all'interno della maggioranza. Per quanto riguarda la discussione in aula, già lunedì prossimo, nella consueta conferenza dei capigruppo, verrà predisposta un'agenda specifica e verranno definite le modalità di presentazione del piano. Tra le ipotesi, la convocazione di una pre seduta e la presenza del consulente in aula.

 

Ma. Gio.

Corriere del Trentino, 18 maggio 2006

 

Legambiente

Di Tolla: « In città un inspiegabile rallentamento »

 

TRENTO - «Le azioni messe in atto da Trento e Rovereto in materia di rifiuti non sono sufficienti. Si deve andare oltre». Maddalena Di Tolla, presidente di Legambiente, va dritta al punto. «Nei due centri principali c'è stato un inspiegabile rallentamento. Un calo di tensione» dice la Di Tolla. Che lunedì prossimo, insieme ai rappresentanti delle altre associazioni ambientaliste (Nimby compreso), incontrerà i vertici provinciali per una prima audizione sul terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti. «Poi formuleremo le nostre osservazioni».

Presidente, entro il 2007 il porta a porta sarà esteso a tutta la città. Come giudica questa prospettiva?

«Per quanto riguarda il tema dei rifiuti, l'impressione è che ci sia un inspiegabile rallentamento sia a Trento che, in modo ancora più marcato, a Rovereto. C'è stato un calo di tensione. E intanto siamo ancora lontani dall'obiettivo del 65% di raccolta differenziata».

Obiettivo che voi avete sempre giudicato troppo poco ambizioso.

«Sì. Arrivare al 65% non è sufficiente. Non solo: le azioni messe in atto da Trento e Rovereto non sono sufficienti. Nella città della Quercia, tra l'altro, si ha la sensazione che stia succedendo qualcosa di strano: dopo una partenza con il botto, nel periodo dell'assessorato di Nicoletti, ora sembra quasi che la città abbia paura di essere troppo brava. Credo che Pacher e Valduga debbano dare delle spiegazioni del motivo per cui non sono riusciti a raggiungere delle performance significative».

Cosa servirebbe, a suo avviso, per migliorare la situazione?

«Si lavora troppo poco, ad esempio, sulla riduzione del rifiuto e sull'uso di prodotti differenziabili. Alla fine, l'inceneritore diventa quasi un alibi».

A proposito, quando sono previste le consultazioni per il piano provinciale?

«Lunedì prossimo ci sarà un'audizione aperta a tutte le associazioni ambientaliste nel corso della quale ci illustreranno i contenuti. Speriamo, alla fine, di elaborare un documento unitario firmato da tutte le associazioni».

Ma. Gio.

 

 

 

 

 

 

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