Domani Spagnolli incontra Durnwalder. Fattor: «Cose note da anni»

Vertice sull'inceneritore. Il nodo della gara europea

Emissioni sul Firmian, il Comune vuole garanzie

 

BOLZANO – La partita sul nuovo inceneritore si fa sempre più complicata e nel vertice di domani Provincia e Comune dovranno iniziare a sbrogliare la matassa. La giunta comunale, «scaldata» da un lettera dell'assessore Silvano Bassetti, pretende prima di tutto un chiarimento sul documento dell'Agenzia provinciale per l'ambiente (Appa) che individua nella zona del quartiere Firman il punto di ricaduta delle emissioni. Se il vicesindaco Elmar Pichler Rolle è cauto («si tratta di capire cosa voleva dire l'Appa»), i colleghi Sandro Repetto e Stefano Pagani chiedono garanzie precise sull'impatto sanitario. Ma l'assessore Michl Laimer replica duramente: «È una polemica politica: il Comune sapeva». E l'ex assessore Stefano Fattor gli viene in aiuto: «Che la zona di ricaduta fosse al Firmian lo si sa dal 2001. Ma i valori sono minimi». Tutta da definire la questione della gestione su cui pesa il mutuo da 100 milioni acceso dalla Provincia e i limiti imposti dall'Ue all'affidamento diretto alle controllate.

LE EMISSIONI - A riproporre il problema dell'impatto sanitario dell'impianto è un documento del febbraio 2005 in cui l'Appa individua i «punti di massima ricaduta» degli inquinanti « due chilometri a nord dell'impianto», proprio dove sorge il quartiere Firmian. Bassetti, che dei nuovi insediamenti è il «padre», si è preoccupato e ha scritto a sindaco e giunta per mettere in chiaro una cosa: fino a che non sarà risolto il nodo dell'impatto ambientale lui voterà contro ogni atto concernente l'avvio dell'impianto.

Martedì scorso il problema è stato affrontato in giunta. «Bassetti ha ragione: questo punto va chiarito» afferma Repetto che aggiunge: «Noi di quel documento non sapevamo nulla». E Pagani insiste: «Ci vogliono garanzie sull'impatto sanitario, che sia una Vis (valutazione d'impatto sanitario) o qualcosa di simile». Più prudente Pichler Rolle: «Un colloquio con la Provincia su questo è necessario, ma - precisa - non creiamo inutili allarmismi. Lo studio che avevamo commissionato escludeva rischi per la salute».

L'OBIEZIONE - Meravigliato dalla meraviglia di Bassetti l'ex assessore Fattor. «Lo studio commissionato nel 1999 da Salghetti - ricorda -, costato 480 milioni di lire, aveva già individuato la zona di massima ricaduta tra via Ortles e via Resia. Le affermazioni dell'Appa vengono da lì. Ma la ricerca spiegava anche che, a densità massima, queste emissioni sono dieci volte inferiori alla soglia fissata dalla legge». Caustico il commento dell'assessore Laimer: «O la giunta non legge i suoi stessi studi o queste preoccupazioni sono dettate da motivi politici. Non è un comportamento responsabile: così spaventiamo i cittadini senza alcun motivo».

LA GESTIONE - Chiarito, se possibile, questo aspetto, il sindaco Luigi Spagnolli e il Landeshauptmann Luis Durnwalder dovranno cercare un accordo che bilanci costi e partecipazioni su esproprio dei terreni (3,7 milioni di euro o più), bonifica (dai 16 ai 40 milioni) e gestione. Su quest'ultima grava l'onere di ammortizzare il mutuo da 100 milioni di euro acceso dalla Provincia per pagare i costi di costruzione.

E poi c'è l'incognita della normativa europea che ha limitato gli affidamenti diretti alle spa anche se controllate da enti pubblici. Il modello Eco center proposto dal sindaco sarebbe dunque da escludere. «Le possibilità sono due - spiega Laimer -. O la Provincia realizza una struttura di sua proprietà o attua un affidamento diretto, ma a condizioni particolari». La partita è aperta.

 

Stefano Gelmini

Corriere dell’Alto Adige, 21 maggio 2006

 

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci