La società sarda ha 19mila clienti nel mercato «small business»

Ae e il colosso Atel acquistano Energit

Calò: «Avviato il piano di rafforzamento»

 

BOLZANO - L'Azienda Energetica di Bolzano e Merano fa shopping in Sardegna: insieme al colosso Atel Energia, infatti, ha acquisito il controllo della Energit, multiutility con sede centrale a Cagliari.

L'AFFARE - Atel Energia srl, la controllata italiana del Gruppo Atel, leader in Svizzera per i servizi energetici e tra gli operatori leader a livello europeo, ha acquisito il controllo della multiutility Energit in partnership con l'altoatesina Ae. Energit fornisce soluzioni nei settori energia, telefonia, internet e sistemi gestionali, alle aziende, ai privati, alle amministrazioni pubbliche, alle public utility e agli operatori di telecomunicazioni. La società, con sede a Cagliari, è nata nel 2000, è conosciuta per la sua forte anima commerciale e tecnologica. Ha vissuto una crescita che l'ha vista ritagliarsi uno spazio di primo piano nel segmento small business (clienti finali con consumi annui inferiori a un milione di KWh) con 19.000 clienti, più altri 6mila nella telefonia. Lo scorso anno ha fatturato 69 milioni di euro, con un utile di 430mila euro. L'acquisizione ha riguardato l'85% della proprietà di Energit, di cui Atel Energia ha rilevato il 51%, mentre il restante 34% è stato acquisito da Ae. Atel Energia fa così il suo ingresso nel segmento small business diversificando il suo posizionamento nella filiera del mercato elettrico italiano, in cui è attualmente tra i protagonisti con oltre 10,4miliardi di KWh venduti nel 2005, per un fatturato di oltre 900 milioni di euro. La società, nata nel 1999 con la liberalizzazione del mercato, ha sede a Milano e dispone di un parco produttivo di 8 centrali termoelettriche e 3 idroelettriche per una potenza installata superiore a 1700 MW.

IL RUOLO DI AE - Partner sempre più affidabile di Atel Energia sta diventando l'Ae. Lo ha detto anche Piero Manzoni, ceo di Atel Energia: «Le sinergie naturali che emergono dall'unione tra la forza commerciale di Energit sul territorio italiano e l'esperienza e le capacità industriali di Atel Energia e del nostro partner Ae, ci inducono a guardare con fiducia al comune obiettivo di raggiungere nel medio termine i 100.000 clienti nel segmento small business».

Energit ha una centrale termoelettrica a Biella con una produzione di 20 MW. Ae, che con le sue centrali altoatesine ha una produzione di 62 MW, ha tutta l'intenzione di rafforzarsi nello small business: «Questa acquisizione - spiega Pietro Calò, presidente di Ae - fa parte del disegno strategico che, con il nostro stile senza clamori, stiamo portando avanti per rafforzare il core business dell'azienda. Con Atel abbiamo ottimi rapporti già dal 2003 e questa acquisizione in partnership non è occasionale».

Nei giorni scorsi proprio Calò aveva fatto un viaggio in Bulgaria per acquisire il 25% della Wez Svoge, società di scopo creata per realizzare nove centrali idroelettriche sul fiume Iskar dalla Petrolvilla di Trento. «Anche su quel fronte stiamo per concludere l'operazione» conclude Calò. Franco Dorigoni, amministratore delegato di Ae, aggiunge: «L'acquisizione di una quota in Energit mira principalmente al mercato small. Questa società sarda ha già 25mila clienti, è molto presente nel Lazio ma è diffusa in tutta Italia. Nella telefonia ha 5mila clienti. Posso dire che nelle prossime settimane concluderemo altre operazioni di rafforzamento di Ae sul territorio nazionale». L'acquisizione di Energit verrà completata entro 60 giorni, dopo l'ok dell'Antitrust.

IL CASO MANTOVA - Non si sblocca, invece, l'intricata matassa della centrale a turbogas di Mantova. Il ministero dell'Ambiente, a fine marzo, aveva concesso ad Ecogen (società di cui Ae ha il 60%) la seconda autorizzazione Via, ma Comune e Provincia di Mantova hanno negato il via libera per costruire l'impianto da un miliardo di kilowatt/ora l'anno. Oggi Ecogen dovrebbe depositare il ricorso al Tar con cui impugnerà il parere contrario emesso dallo sportello unico del Comune: «Ci hanno negato l'autorizzazione - spiega Dorigoni - senza nemmeno attendere l'esito della seconda procedura Via da loro stessi richiesta».

 

Felice Espro

Corriere dell’Alto Adige, 11 maggio 2006

 

Le tre imprese a confronto

Azienda Energetica

Fondata nel 1897 dai Comuni di Bolzano e Merano, ancora oggi proprietari, produce quasi 500 milioni di kilowatt/ ora di energia. E' attiva nella produzione e nel trading di energia elettrica, nella distribuzione del gas e nelle telecomunicazioni tramite Alpikom. Nel 2004 ha fatturato 310 milioni di euro ed ha 440 dipendenti.

Atel

Azienda nata nel 1894, leader in Svizzera per i servizi energetici (elettricità, gas, petrolio, biomassa) con sede centrale a Olten, opera anche in Italia, Germania e in tutta l’Europa Centrale. Impiega 8.400 collaboratori, lo scorso anno ha fatturato 8,6 miliardi di franchi svizzeri.

Energit

Multiutility con sede a Cagliari, creata nel 2000, opera nei settori energia, telefonia e internet. Nel 2005 ha realizzato ricavi per 69 milioni di euro e un utile di 450mila euro, fornendo 750milioni di kilowatt/ ora ai 19mila clienti. Ha 70 dipendenti e una centrale a Biella

 

 

 

In consiglio provinciale

Progetto inceneritore

« Nessuna modifica »

No alle istanze verdi

 

BOLZANO - Si è parlato anche del nuovo inceneritore ieri in consiglio provinciale. Nella seduta è stato discusso e approvato il disegno di legge proposto dall'assessore all'ambiente Michl Laimer per semplificare le procedure in materia di gestione dei rifiuti, e sono stati trattati tre ordini del giorno.

Respinto un primo ordine del giorno (solamente sei i voti favorevoli) a firma di Riccardo Dello Sbarba dei Verdi con cui si impegnava la Giunta provinciale a ricercare con il Comune l'intesa su tutti gli aspetti inerenti la realizzazione del nuovo termovalorizzatore (prezzo di esproprio dei terreni, sui lavori di bonifica e sulla gestione del futuro impianto) e a non intraprendere alcun interiore passo nell'iter di realizzazione dell'impianto prima che tale intesa sia raggiunta.

L'altro ordine del giorno, sempre a firma di Dello Sbarba, chiedeva di rivedere gli obiettivi fissati nel secondo aggiornamento del Piano provinciale di gestione dei rifiuti, riportando al 60 per cento la percentuale di raccolta differenziata (ora ridotta al 40 per cento) e a riesaminare in questa luce il dimensionamento del previsto inceneritore, senza scartare la valutazione di altre metodologie più sostenibili - sia ecologicamente che economicamente - per smaltire i rifiuti residui. Anche in questo caso la proposta è stata respinta a maggioranza con 5 voti favorevoli e 3 astensioni. Analoga sorte per l'ultimo ordine del giorno di Pius Leitner dei Freiheitlichen con cui si proponeva bloccare la delibera con cui è stato stabilito il trasferimento della «Collina Pasquali» nella discarica di Castel Firmiano: Leitner chiedeva anche di confrontare la decisione della Giunta provinciale con la proposta del comune di Vadena e di far valutare gli aspetti ambientali ed economici da un pool di esperti imparziali. Dello Sbarba: «Chiediamo che il comune di Bolzano venga coinvolto in tutte le fasi».

M. Ar.

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