Traffico, ambientalisti in rivolta. Il 26 maggio manifestazione in Austria

Ecologisti all'attacco « Ora blocchiamo l'A22 »

Zanon: « Aumentiamo i pedaggi per fermare i tir »

 

BOLZANO - «Adesso basta». Le associazioni ecologiste altoatesine che hanno annunciato un'assemblea civica presso l'autostrada del Brennero in terra austriaca per il 26 maggio. Trenta le associazioni, che hanno aderito al «Dachverband für Natur - und Umweltschutz» per manifestare il loro dissenso nei confronti delle scelte di Provincia e Comuni in materia di traffico. Il presidente del Dachverband, Roman Zanon, spiega le motivazioni del gruppo e le iniziative che verranno messe in campo: «L'obiettivo principale è quello di abbassare il transito di Tir da due milioni all'anno a un milione. Il rumore che creano - sottolinea - ma soprattutto i loro gas di scarico sono la causa di gravi malattie respiratorie che colpiscono soprattutto bambini e anziani. Il numero di camion deve scendere. La maggior parte degli altoatesini vive lungo le rotte di transito e devono essere salvaguardati da questo inquinamento. Per questo abbiamo indetto l'assemblea civica al Brennero in autostrada insieme agli amici austriaci del Transitforum». Zanon chiede, a nome di tutte le associazioni che hanno aderito al comitato, che il pedaggio autostradale venga alzato: «Ci sono camion che andare da Stoccarda a Milano passano dal Brennero, visto che il pedaggio è basso. Inoltre, chiediamo che l'attuale ferrovia del Brennero venga modernizzata e potenziata. Tutti i trasporti che corrono lungo una linea ferroviaria con distanze maggiore ai 300 km devono passare su rotaia».

Edmund Mussner, medico di base a Chiusa, come altri suoi colleghi lancia l'allarme: «L'inquinamento atmosferico e quello acustico sono problematici perché si ripercuotono sui più deboli ma - prosegue - le conseguenze si manifestano lentamente e a lungo termine». Markus Lobis della Transinitiative Sudtirolo, invece, non usa mezzi termini e definisce l'A22 «la discarica dell'Europa». «In Alto Adige ogni anno muoiono circa cento persone per incidenti stradali a cui - spiega - si aggiungono circa 120 - 200 decessi per le conseguenze dell'inquinamento ambientale dovuto al traffico. Il 90 per cento delle sostanze volatili più nocive è prodotto dal traffico pesante ma i politici - conclude - stanno solo a guardare, invece, di salvaguardare la salute dei suoi cittadini». Anche Verdi e Projekt Bozen hanno aderito all'iniziativa. «Sosteniamo la manifestazione al 100 per cento perché - mette in chiaro la consigliera provinciale Cristina Kury dei Verdi - la politica si muove troppo lentamente. Dobbiamo incentivare i trasporti pubblici e ferrovia, che viene usata solo a metà. Il traffico uccide».

 

Susanna Petrone

Corriere dell’Alto Adige, 11 maggio 2006

 

 

 

La replica

Widmann possibilista: tariffe da rivedere

 

BOLZANO - L'assessore provinciale al traffico e trasporti, Thomas Widmann, risponde prontamente all'iniziativa indetta dagli ecologisti, sottolineando il lavoro che la Provincia svolge per abbassare il traffico: «Dicono sempre che facciamo troppo poco, ma la realtà è che alla manifestazione gli ecologisti ci arriveranno in macchina e - risponde indignato l'assessore - non certo in treno. Ogni giorno solo 2.800 persone usano la linea ferroviaria per arrivare a Bolzano, 11mila usano i mezzi pubblici e 73mila, invece, decidono di salire in macchina, ma poi si arrabbiano se ci sono code e le città devono essere chiuse, per via dell'inquinamento dell'aria. In media in ogni auto ci sono solo 1,3 persone. Se ci si decidesse di andare al lavoro in due in macchina, si dimezzerebbe già il traffico sulle nostre strade. Ognuno di noi può contribuire ad un miglioramento della situazione».

Widmann, comunque, condivide la necessità di alzare il pedaggio autostradale e spiega che la Provincia si sta già muovendo in questa direzione: «Ci stiamo mobilitando per fare in modo che la nostra zona, che si trova sull'arco alpino, venga definita "zona sensibile". Se il neo ministro ai trasporti ci darà l'autorizzazione, il pedaggio - annuncia l'assessore - verrà alzato del cinquanta per cento». Widmann non è d'accordo però con i calcoli fatti dagli ecologisti, i quali esigono, che il numero di camion venga dimezzato al più presto possibile e che la linea ferroviaria venga sfruttata al massimo: «La maggior parte dei prodotti che consumiamo non viene prodotta in Alto Adige ma all'estero. E comunque, il 60 per cento dei camion non viene da fuori, ma proprio dall'Alto Adige. Sono numerosi i tir che ogni giorno viaggiano per portarci il latte, lo speck, le mele e tutti gli altri prodotti tipici che troviamo nei nostri negozi. Numerosi sono anche quelli, che esportano queste merce in tutta Europa». L'assessore si chiede infine come si voglia arrivare in Val Venosta, se non con un camion e conclude, ribadendo gli sforzi degli amministratori: «Vogliamo arrivare al lavoro in macchina e avere la vasta scelta dei prodotti negli scaffali, senza però dovere affrontare degli sforzi. Solo insieme possiamo farcela».

S. P.

 

 

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci