Pecoraro Scanio frena sull’inceneritore

Il ministro: «I termovalorizzatori sono archeologia ambientale»

 

TRENTO. Il neo ministro per l’ambiente Pecoraro Scanio frena sugli inceneritori. Ha infatti dichiarato ieri: «Continuo a ritenere che i termovalorizzatori facciano parte dell’archeologia. Mi batterò affinché con i soldi dei contribuenti si finanzi l’energia solare». Il ministro ribadisce cioè la posizione espressa a Trento nell’aprile del 2005: «Non fatelo. Utilizzate i tanti soldi pubblici che costerebbe per qualcosa di meglio. L’indicazione è quella di non prevederne più nel giro di pochi anni».

Da 793 giorni i componenti di Nimby sono, a rotazione, in digiuno per protesta contro l’inceneritore di Ischia Podetti. Simonetta Gabrielli, presidente dell’associazione, accoglie con soddisfazione le parole del ministro. «Speriamo che alle parole seguano i fatti», commenta.

«Il ministro - prosegue - si rende senz’altro conto che la costruzione degli inceneritori rappresenta un errore strategico nella gestione dei rifiuti. Il primo passo, come previsto da un disegno di legge, dovrebbe essere quello di togliere i finanziamenti pubblici agli inceneritori come fonte di energia rinnovabile».

Il deputato verde Marco Boato non nasconde che, anche all’interno dell’universo ambientalista, le posizioni si differenziano. «Comunque - afferma - la sintesi dei Verdi si può riassumere affermando che, entro dieci anni, non si dovranno più realizzare inceneritori, non saranno più necessari.

Teniamo presente che, sul territorio nazionale, ci sono situazioni assai diversificate.

La nostra linea strategica è quella di rendere la raccolta differenziata a livelli così elevati in modo che i termovalorizzatori non servano più.

In questa fase transitoria, abbiamo sempre detto che si deve valutare situazione per situazione, caso per caso. In Trentino - conclude - va dato atto all’assessore Berasi di aver contribuito ad ottenere un ridimensionamento considerevole della potenza dell’impianto alzando notevolmente il livello della raccolta differenziata».

Si dimostra un po’ stupito dalle dichiarazioni del ministro il sindaco Pacher. «Non so proprio cosa dire se non che mi sembrano proprio delle affermazioni del tutto personali», afferma.

«Francamente, non capisco cosa centri l’energia solare con la questione rifiuti. E poi, mi pare che, anche all’interno del mondo ambientalista, le posizioni siano assai diversificate.

Penso a Legambiente, ad esempio, per la quale la soluzione del termovalorizzatore può essere una delle possibilità. Certo - prosegue il sindaco - anche a livello nazionale il dibattito è aperto.

Detto questo, la soluzione del termovalorizzatore, se applicata a regola d’arte, mi sembra un buon sistema per affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti».

Telegrafico l’assessore provinciale all’ambiente Mauro Gilmozzi: «Lo Stato non ha mai finanziato, in Trentino, impianti di questo tipo. I soldi ce li mettiamo noi. Andiamo avanti».

 

Trentino, 23 maggio 2006 

 

 

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