Alla cortese attenzione

del Sindaco Alberto Pacher
 
Abbiamo letto sul Trentino del 23 maggio quanto sotto riportato.
Nel merito di quella non conoscenza sullo stato dei sussidi in Italia pro "energie rinnovabili", dunque degli antitetici presupposti e fini tra quella che si può produrre con l'energia solare (ed altre realmente rinnovabili; si veda il recente testo di Hermann Scheer - Il solare e l'economia globale - Energia rinnovabile per un futuro sostenibile. Edizioni Ambiente) anziché con la poca attraverso l'incenerimento dei rifiuti, inviamo, in calce alla presente, il testo della proposta di legge del ministro Alfonso Pecoraro Scanio del giugno 2005.
Che ci auguriamo possa servire a fugare qualche dubbio sugli ormai decennali, iniqui e miliardari favori (più di trenta miliardi) all'incenerimento che solo in Italia rimangono privilegio di pochi, Trentino e Alto Adige dell'Autonomia inclusi.

 

Cordiali saluti

Adriano Rizzoli
 

 

 

 

Dal Trentino, 23 maggio 2006:
 

Pecoraro Scanio frena sull’inceneritore

Il ministro: «I termovalorizzatori sono archeologia ambientale»

 

TRENTO. Il neo ministro per l’ambiente Pecoraro Scanio frena sugli inceneritori. Ha infatti dichiarato ieri: «Continuo a ritenere che i termovalorizzatori facciano parte dell’archeologia. Mi batterò affinchè con i soldi dei contribuenti si finanzi l’energia solare». Il ministro ribadisce cioè la posizione espressa a Trento nell’aprile del 2005: «Non fatelo. Utilizzate i tanti soldi pubblici che costerebbe per qualcosa di meglio. L’indicazione è quella di non prevederne più nel giro di pochi anni».

...

Si dimostra un po’ stupito dalle dichiarazioni del ministro il sindaco Pacher. «Non so proprio cosa dire se non che mi sembrano proprio delle affermazioni del tutto personali», afferma.

«Francamente, non capisco cosa centri l’energia solare con la questione rifiuti. E poi, mi pare che, anche all’interno del mondo ambientalista, le posizioni siano assai diversificate.

Penso a Legambiente, ad esempio, per la quale la soluzione del termovalorizzatore può essere una delle possibilità. Certo - prosegue il sindaco - anche a livello nazionale il dibattito è aperto.

Detto questo, la soluzione del termovalorizzatore, se applicata a regola d’arte, mi sembra un buon sistema per affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti»...

 

 

 

 


XIV LEGISLATURA - GIUGNO 2005 

PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa del deputato ALFONSO PECORARO SCANIO
 
Modifiche alle norme in materia di di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Presentata il 16 giugno 2005
 
Onorevoli Colleghi!

Il nostro sistema energetico ha bisogno di adeguarsi rapidamente a quanto sta avvenendo nella maggior parte degli altri paesi industrializzati, dove le fonti energetiche rinnovabili stanno vivendo una stagione di grande sviluppo, con un peso sempre più rilevante nella bilancia energetica. Gli investimenti nella ricerca e nell'innovazione tecnologica, la diffusione e la sperimentazione in diversi Paesi ha permesso di realizzare una crescita di potenza e efficienza degli impianti che fino a poco tempo fa era difficilmente immaginabile. L'eolico è oggi la fonte energetica con il maggior tasso di crescita a livello mondiale, con una crescita annua pari al 40%, mentre la superficie di pannelli solari è più che decuplicata in dieci anni. L'Europa sta svolgendo un ruolo da capofila in questo processo, con obiettivi chiari e ambiziosi da parte dell'UE, ma anche risultati straordinari nei Paesi che con più forza hanno creduto e investito nelle nuove fonti energetiche pulite, che hanno visto negli ultimi anni la creazione di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro all'interno di un sistema industriale all'avanguardia.
Nelle proiezioni dell'International Energy Agency le fonti rinnovabili possono arrivare a soddisfare il 20% della domanda di elettricità mondiale al 2020, e il 50% di energia primaria nel 2050. Il binomio ricerca e sviluppo, la forte spinta industriale e la diffusione hanno consentito di realizzare progressi straordinari rendendo le tecnologie sempre più competitive e di aprire una vera e propria nuova fase nella produzione energetica mondiale che porti a sostituire le fonti fossili.
Il nostro paese, purtroppo, è piuttosto indietro e ha bisogno di avviare una significativa azione di recupero - soprattutto sul piano degli investimenti - rispetto alle fonti energetiche pulite. Considerando la produzione energetica complessiva, le rinnovabili in Italia tra il 1990 e il 2002 sono passate dal 7,7% all'8,7%. Ma in realtà la quota di rinnovabili vere e proprie è ferma al 4,6% (escludendo idroelettrico e rifiuti).
Mentre l'energia "rinnovabile" che sta godendo di maggiore attenzione (anche come agevolazioni) è quella cosiddetta "assimilata", ossia quella che deriva dal recupero energetico dell'incenerimento dei rifiuti non biodegradabili - in gran parte prodotti petroliferi - e per definizione "non rinnovabili". E su questo la stessa Unione Europea ha già censurato in modo molto chiaro l'Italia.
E' evidente quindi che per rilanciare in modo serio le "vere" fonti rinnovabili bisogna fare chiarezza su quali esse siano realmente e rivedere il quadro normativo di riferimento in modo che le agevolazioni previste per dare impulso alle fonti energetiche alternative vengano destinate esclusivamente alle fonti rinnovabili riconosciute anche a livello europeo: eolica, solare, geotermica, biomasse, ecc. Indubbiamente gli interventi normativi che si suggeriscono con questa proposta di legge sono semplicemente un piccolo passo, che dovrà essere seguito da un radicale cambiamento della politica energetica, che dovrà essere orientata soprattutto a migliorare l'efficienza e a promuovere il risparmio e, in seconda battuta, dovrà puntare sulla crescita della percentuale di energia prodotta con le fonti rinnovabili,
che dovranno essere le uniche a beneficiare di incentivi e agevolazioni.
La proposta apporta alcune modifiche alle leggi 9 e 10 del 1991 e ai decreti legislativi 16 marzo 1999, n. 79, e 29 dicembre 2003, n. 387,
per escludere i rifiuti o gli scarti della raffinazione dalle fonti energetiche ammesse a beneficiare del regime agevolato riservato alla fonti rinnovabili. 
 
PROPOSTA DI LEGGE
 
Art. 1.
(Modifica alla legge 9 gennaio 1991, n. 9).


1. Al comma 5 dell'articolo 22 della legge 9 gennaio 1991, n. 9, sono sopprese le parole "Nel caso di impianti che utilizzano fonti energetiche assimilate a quelle rinnovabili, il CIP definisce altresì le condizioni tecniche generali per l'assimilabilità.

Art. 2.
(Modifiche alla legge 9 gennaio 1991, n. 10).
 
1. Al comma 3 dell'articolo 1 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, le parole "ed inorganici" sono sostituite dalle parole "attraverso la produzione di biogas da processi di fermentazione anaerobica".

Art. 3
(Modifiche al decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79).

1. Al comma 15 dell'articolo 2 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 le parole "e inorganici" sono sostituite dalle parole "attraverso la produzione di biogas da processi di fermentazione anaerobica".
 
Art. 4
(Modifiche al decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387).
 
1. L'articolo 17 è abrogato.
2. All'articolo 18, comma 1, le parole "e da rifiuti" sono soppresse.
3. All'articolo 20, comma 6, le parole "e da rifiuti" sono soppresse.
 

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