Inceneritore, rivolta tra i Verdi

«Rischio che si poteva evitare»

Dibattito in Comune, il professor Connett acuisce i rimpianti

 

BOLZANO - La città ha un'alta densità abitativa e parla tre lingue diverse. Eppure ha già raggiunto il 63% nella separazione dei rifiuti, con l'obiettivo del 75% entro il 2010. Il trucco? Le lingue in questione non sono italiano, tedesco e ladino, ma inglese, spagnolo e cinese. E la città non è Bolzano, Alto Adige, ma San Francisco, California.

L'esempio, citato dal carismatico professore americano Paul Connett durante il dibattito organizzato dai Verdi in municipio, non ha fatto che acuire i rimpianti ambientalisti sul nuovo inceneritore. Dagli altri interventi è emerso chiaramente il ventaglio di posizioni esistente tra esponenti (o ex) della Colomba. E non sono mancati gli attacchi al piano provinciale: frontali quelli di Pierluigi Gaianigo e Pietro Frigato, argomentato quello di Luciano Zannato. La moderatrice Wally Rungger, incalzata da Alessandra Spada, ha provato con fatica a distinguere la posizione del gruppo consiliare da quella dell'ex assessore Fattor. Ma mentre l'assessore Klaus Ladinser illustrava la prudentissima partenza della differenziata, spiegando che «ciò che conta è iniziare», in platea era palpabile il magone per un progetto ormai arrivato alla vigilia della gara d'appalto.

Il professor Connett ha aperto il dibattito con un autentico show: «L'obiettivo "rifiuti zero" è possibile - ha detto il docente della Saint Lawrence University di New York -. I rifiuti non riciclabili sono il frutto di un cattivo progetto industriale, mentre gli inceneritori sono il perfezionamento di un'idea sbagliata». Ha quindi preso la parola Marco Ricci della Scuola agraria del Parco di Monza e già consulente di Fattor: «Il piano Seab è buono. Importante il primo step, con la raccolta porta a porta dell'umido. Ma poi bisognerà andare oltre, agendo sui cassonetti dei rifiuti residui». Replicando a Frigato, Ricci ha poi sostenuto che «l'inceneritore non è in contrasto con una seria politica di riciclaggio». Giulio Angelucci, direttore dell'ufficio gestione rifiuti, ha ribadito l'importanza della tariffa personalizzata come leva per contenere l'aumento dei rifiuti prodotti.

Gianna Dessì, Legambiente, ha ricordato alcune «buone pratiche quotidiane».

A spezzare il clima idillico ci ha pensato Pietro Frigato. «L'assessore Ladinser - ha attaccato il portavoce del comitato Lavoro&Salute - ha cancellato all'ultimo momento l'incontro concordato, sostenendo che prima doveva incontrarsi con la Provincia». «Inutile parlare se prima non abbiamo in mano qualcosa di concreto» ha obiettato gelido l'assessore. Frigato ha poi sostenuto che «i valori di diossine rilevati in continuo sull'impianto sono già oggi tre volte superiore a quelli usati per la valutazione d'impatto ambientale». Ancora più duro, se possibile, l'intervento di Gaianigo, che ha mostrato una serie di dati sanitari inquietanti.

«La Società britannica di medicina ecologica - ha detto il medico del Wwf - mette in relazione le incidenze di tumori con gli impianti».

Luciano Zannato, Legambiente, ha espresso «invidia» per il modello Innsbruck, dove si è rinunciato all'inceneritore puntando su riciclo al 60% e trattamenti biologici della frazione umida. Chiusura con Ladinser: l'assessore ha difeso le ragioni della «partenza lenta» per la differenziata. «L'accettazione dei cittadini è fondamentale per il successo del piano». Ultime scintille con le domande del pubblico. Il rimpianto è tutto nelle parole di Alessandra Spada: «Ma a che serve la prossima seduta in consiglio comunale se tutto ormai è deciso?». Almeno ieri sera, nessuno ha saputo risponderle.

 

Francesco Clementi

Corriere dell’Alto Adige, 1 giugno 2006

 

 

 

La polemica

Laimer, schiaffo al comitato: « Con voi non mi confronto »

 

BOLZANO - «Valutato il contenuto del comitato e la scarsa chiarezza con la quale è stato formulato, non si ritiene in alcun modo necessario invitare a un confronto il comitato».

Questa la secca - per usare un eufemismo - conclusione della risposta data dall'assessore provinciale Michl Laimer all'interrogazione presentata dai Verdi (primo firmatario Riccardo Dello Sbarba) che, a sua volta, riprendeva le sollecitazioni del Comitato Lavoro & Salute.

Sono quattro le questioni poste dai due esperti di fama nazionale (il chimico ambientale Bruno Rapallo e l'epidemiologo Valerio Gennaro) cui si è rivolto il gruppo di Pietro Frigato: il rischio sanitario legato alle emissioni di diossina (a parere del Comitato è stato sottovalutato di almeno tre volte dalle analisi fatte dalla Provincia; il rapporto costi benefici, che pare non essere favorevole; i bassissimi rendimenti energetici del futuro impianto e infine il mancato coinvolgimento della popolazione nelle decisioni. Alle obiezioni, definite «serie» dai Verdi, Laimer ha fornito una risposta punto per punto: una totale divergenza, in particolare, emerge sul rapporto (sostenuto da Rapallo) calcolato tra l'emissione delle diossine e la nebulizzazione del benzene. «Il paragone - afferma Laimer - non ha nessuna base scientifica, in quanto i due inquinanti hanno comportamenti fisico chimici distinti). Tuttavia volendo usare i dati prodotti dal Comitato è interessante notare come gli 88 kg/anno di benzene che sarebbero emessi dall'inceneritore hanno un'incidenza pari allo 0.3% delle emissioni totali in città». Opposto il parere di Rapallo. «L'equivalenza diossina benzene - ribatte - non è così anti scientifica, dato che è stata utilizzata dalla commissione nazionale per la valutazione d'impatto ambientale del ministero dell'ambiente, risultando determinante per la bocciatura dell'acciaieria elettrica proposta a Genova dal gruppo Riva.

Quanto agli 88 kg di benzene, benché pari allo 0,3% del totale, equivalgono comunque al benzene emesso da 1.500 automobili catalizzate che percorrano 10 chilometri al giorno in città per un intero anno. I 16 milligrammi all'anno di diossine "I Teq" emesse dall'inceneritore corrispondono invece a quelle emesse in un anno da 800mila auto catalizzate».

Cifre più che sufficienti, secondo Rapallo e il Comitato, per prendere in considerazione l'idea di alternative all'inceneritore di minor impatto ambientale.

F. Cle.

 

 

L'interpellanza e la risposta

 

Un'interrogazione dei Verdi in consiglio provinciale ha rilanciato gli interrogativi sull'inceneritore posti da Bruno Rapallo e Valerio Gennaro, i tecnici cui si è rivolto il comitato Lavoro&salute. Laimer ha replicato punto su punto, rifiutando però il confronto chiesto dal gruppo Frigato.

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