Nota di Nimby trentino

 

Il 23 maggio 2006 l’assessore provinciale all’ambiente Mauro Gilmozzi ha dichiarato al Corriere del Trentino: «Lo Stato non ha mai finanziato, in Trentino, impianti di questo tipo. I soldi ce li mettiamo noi…». Ora “spunta la proposta di realizzare l'impianto in project financing”…. “l'interesse del mondo imprenditoriale verso il futuro inceneritore di Ischia Podetti è già alle stelle”. Sarà business?

Tratto da “Dossier inceneritore PaternòI Grilli Dell’Etna, 15 maggio 2006”:

La costruzione dell’inceneritore infatti, invece di essere pagata in euro, sarà pagata con i rifiuti. Sì, avete capito bene! Sarà pagata con i rifiuti o meglio con tutti i nostri rifiuti che la Regione Siciliana, che Totò Cuffaro, si è impegnato a conferire in via esclusiva e per i prossimi 20 anni alla Sicilpower s.p.a. che li brucerà nell’inceneritore di Paternò. E allora dove sta il problema? Il problema del costo di questa operazione sarà chiaro ed evidente come il sole, quando arriveranno le prime bollette per lo smaltimento rifiuti emesse dopo l’entrata in funzione dell’inceneritore.” Sarà la strada giusta?

 

 

L'inceneritore accende l'interesse dei privati

Kessler: impianto in project financing, Falck sta investendo. Dellai: è la strada giusta

 

TRENTO - La procedura per l'elaborazione del bando di gara europeo partirà a luglio, subito dopo l'approvazione in giunta provinciale del terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti. Ma l'interesse del mondo imprenditoriale verso il futuro inceneritore di Ischia Podetti è già alle stelle. E spunta la proposta di realizzare l'impianto in project financing. «La Falck, che è nostra socia, attraverso Actelios sta investendo un miliardo di euro in termovalorizzatori in tutta Italia» sottolinea Lorenzo Kessler, amministratore delegato di «Project financing consulting». Che guarda con attenzione anche alle future partite del «Not» (il nuovo ospedale che sorgerà in via al Desert) e della cittadella della depurazione all'Acquaviva. E la linea della finanza di progetto viene sostanzialmente confermata anche da Piazza Dante. «Abbiamo scelto la strada di una gara europea per l'inceneritore. E in bilancio non abbiamo previsto un euro per questo impianto. È chiaro che si ricorrerà al project financing» dice senza tanti giri di parole il presidente della Provincia Lorenzo Dellai.

CAPITALE PRIVATO - Kessler non nasconde di attendere il bando di gara dell'inceneritore per capire caratteristiche e modalità di realizzazione dell'impianto di Ischia Podetti. Ma intanto mette sul tavolo gli esempi già avviati di project financing nel settore dei rifiuti. Primo fra tutti, quello dello storico gruppo Falck, socio della Pfc. «Attraverso Actelios, società quotata in borsa, la Falck sta investendo molto in termovalorizzatori» sottolinea Kessler. E aggiunge: «Con il Comune di Bologna è già attiva una joint venture». Poi l'ad della Pfc entra nello specifico. E spiega nel dettaglio le modalità dell'operazione. «In alcuni casi il project financing è vantaggioso per le amministrazioni. Si tratta di esaminare il progetto, anche in base alla quantità di tonnellate di rifiuti bruciati». Il vantaggio per i privati, in questo campo, riguarda la vendita dell'energia. Ma non a tutti l'idea piace. «A Bolzano, ad esempio, l'amministrazione ha preferito non ricorrere alla finanza di progetto». Kessler allarga quindi l'analisi anche ad altre due operazioni che interesseranno la provincia nei prossimi anni. In primo luogo, il nuovo ospedale trentino di via al Desert, per il quale l'ipotesi del project financing era già stata avanzata più volte. «In Lombardia - osserva l'imprenditore - tutti i nosocomi vengono realizzati attraverso la finanza di progetto. E in Toscana, recentemente, sono stati costruiti con questo strumento cinque ospedali contemporaneamente». Il meccanismo è semplice: nella gestione della struttura, i privati si occupano di tutti i servizi non sanitari (dai parcheggi alle pulizie, dalle strutture alberghiere alle aree commerciali). Ma la Pfc (che nei giorni scorsi ha lanciato, insieme alla Leitner, la proposta di una rete di minimetro a Trento costruita direttamente con capitali privati) pensa anche al depuratore «Trento 3» dell'Acquaviva. «So che anche per quest'opera si è già parlato di finanza di progetto» dice ancora Kessler. Che si augura, in futuro, un maggiore interesse da parte del Trentino per questo strumento: «La nostra è una delle ultime province in Italia per l'utilizzo del project».

PIAZZA DANTE - E se l'assessore all'ambiente Mauro Gilmozzi preferisce prendere tempo e rimandare ogni discussione a luglio, dopo l'approvazione del piano dei rifiuti («È ancora prematuro parlare di queste questioni» precisa), un deciso passo in avanti lo fa Dellai. «Per l'inceneritore di Ischia Podetti non abbiamo previsto in bilancio neppure un euro» mette in chiaro il presidente della Provincia. Che non ha dubbi: «La strada che abbiamo scelto è quella del bando di gara europeo. È evidente quindi che si ricorrerà alla finanza di progetto».

 

Marika Giovannini

Corriere del Trentino, 14 giugno 2006

 

 

 

 

L'intervista

Bombarda ( Verdi):

« Non ha senso Sarebbe un'operazione in perdita »

 

TRENTO - Fin dall'inizio ha espresso con chiarezza la sua contrarietà alla scelta dell'inceneritore. «Quell'opera non va realizzata» ribadisce ancora una volta Roberto Bombarda. Che di fronte all'ipotesi di ricorrere al project financing per costruire l'impianto di Ischia Podetti non ammorbidisce i toni. «Nel caso in cui la Provincia decidesse di seguire questa strada è meglio prevedere una struttura pubblica» dice il consigliere provinciale dei Verdi. E sottolinea: «Un impianto piccolo come quello di Trento non è appetibile per i privati: è infatti una soluzione economicamente in perdita».

Consigliere Bombarda, come giudica la proposta di realizzare l'inceneritore affidandosi al project financing?

«Sia chiaro: rimango contrario a questo progetto. Ma nel caso in cui si decidesse di realizzarlo, credo sia più opportuno che questa struttura venga costruita dall'ente pubblico o da società direttamente controllate. È bene che rimanga un interesse collettivo. Il settore dei rifiuti è troppo delicato per essere privatizzato».

Crede ci siano ancora dei margini per un ripensamento da parte della giunta?

«Le scelte, alla fine, sono legate al nuovo governo nazionale. Se Roma deciderà di togliere i benefici che attualmente vengono concessi per la produzione di energia attraverso i rifiuti, allora le cose cambieranno anche a Trento, perché a quel punto il progetto di inceneritore non starebbe più in piedi da un punto di vista economico».

Il terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti prevede un impianto di circa 102mila tonnellate all'anno. Lo ritiene appetibile per i privati?

«No. E mi stupisce che ci siano degli imprenditori interessati ad una struttura così piccola. Un impianto di poco più di 100mila tonnellate rappresenta una soluzione economicamente in perdita. Gli inceneritori che possono essere appetibili per i soggetti privati sono quelli di grandi dimensioni, come l'impianto di Brescia, ma non quello di Trento».

A fine mese, in giunta, quale sarà la posizione dei Verdi?

«La prossima settimana ci confronteremo all'interno dell'esecutivo».

 

Marika Giovannini

 

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