Approvata la proposta del sindaco:

« Chiediamo garanzie su gestione e costi »

« L'inceneritore si farà ma con altre condizioni »

Il consiglio comunale: accordo con la Provincia da rivedere

 

BOLZANO - Basta coi « no » all'inceneritore. Alla Provincia non si chiederanno né sistemi di smaltimento alternativi né lo spostamento della struttura in un'altra zona. Ma, piuttosto, garanzie sulla gestione e i costi dell'impianto.

Lo ha deciso ieri il consiglio comunale, riunitosi per discutere, ancora una volta, sul tema «termovalorizzatore»: la Giunta si impegnerà per una revisione degli accordi con Palazzo Widmann, ma gli obiettivi non saranno quelli voluti né dall'opposizione né dai comitati anti inceneritore. Con venticinque voti a favore (quelli della sola maggioranza) è stata infatti approvata la proposta del sindaco Spagnolli di chiedere garanzie alla Provincia: perché il Comune mantenga lo stesso ruolo di oggi nella gestione della struttura; perché i conti per la costruzione dell'impianto e la bonifica del sito non ricadano sul comune e non ne condizionino il mantenimento; perché il trattamento dei rifiuti non inceneribili (fanghi, inerti, frazione umida e ceneri del termovalorizzatore stesso) avvenga fuori Bolzano e perché ogni comprensorio, per quanto riguarda lo smaltimento in discarica, se ne faccia carico rimanendo nel suo territorio. La votazione si è svolta dopo un dibattito serrato e un vivace botta e risposta con l'opposizione. Che, compatta, aveva presentato un suo documento di voto (bocciato con ventiquattro «no») in cui chiedeva un sito alternativo e tecnologie più evolute per la nuova struttura, il potenziamento della raccolta differenziata (anche grazie a nuove politiche tariffarie) e una valutazione sulla possibilità di costruire «mini impianti alternativi» ad uso dei comprensori. Anche ieri, infatti, i consiglieri dell'opposizione (tra cui Berloffa di An, Castrejon di Fi, Bassani della Lista Benussi) hanno manifestato perplessità sui dati tecnici, sui rischi per la salute e, soprattutto, sulla posizione del nuovo impianto «troppo vicino alle abitazioni». Piccolin di Unitalia ha persino parlato dell'inceneritore come di «un problema non solo politico ma etnico». Da parte sua la maggioranza (Moroder dei Verdi, Margheri dei Ds e Galletti del Prc) ha ribadito la fiducia nei giudizi degli esperti intervenuti in consiglio la scorsa settimana, invitando (senza successo) il consiglio a un voto compatto per «avere più forza nelle trattative con la Provincia».

Intanto, sul sito della rete civica provinciale sono una ventina le domande dei cittadini sulle questioni tecniche. E da lunedì, nello spazio aperto dall'Appa, si potranno leggere anche le risposte «sulla mancanza di rischi per la salute nell'attività della nuova struttura».

 

Alessia Rastelli

Corriere dell’Alto Adige, 15 giugno 2006

 

 

 

La Circoscrizione

Don Bosco in rivolta: non vogliamo i fumi

 

BOLZANO - Preoccupazione per la progettata realizzazione del nuovo inceneritore è stata espressa dagli abitanti del quartiere Don Bosco al sindaco Luigi Spagnolli e all'assessore ai lavori Pagani, intervenuti alla riunione della circoscrizione per dare una risposta alle tante domande dei cittadini. Il timore è quello che una volta aumentata la capacità del nuovo impianto tutte le ripercussioni negative in materia di salvaguardia di ambiente siano sopportate dal quartiere che è il più vicino all'inceneritore.

«Si teme - sottolinea con preoccupazione Lorenzo Spinelli - che le polveri a causa del vento finiscano per ricadere sul quartiere. Poi quando l'impianto sarà ultimato certamente si potrebbe rivelare insufficiente. Forse sarebbe necessario partire con la raccolta differenziata per ridurre la quantità di rifiuti».

Le giustificazioni tecniche sono riservate al responsabile della gestione dei rifiuti della provincia Giulio Angelucci ed a Renato Spazzini direttore dell'Ufficio ambiente comunale. Quest'ultimo assieme all'assessore Pagani illustra proprio il documento presentato dalla giunta al consiglio comunale con il quale si ribadisce l'impegno a far rispettare le prescrizioni alla Provincia.

Al centro di quella che doveva essere una serata informativa (e non certamente una sorta di referendum, come aveva avvertito Enrico Lillo, Forza Italia, presidente della circoscrizione) anche la nascita del nuovo quartiere Casanova, i cui lavori sono oramai partiti. E come ha annunciato Pagani, entro il mese di agosto prenderanno l'avvio i cantieri per l'urbanizzazione primaria.

Le lamentale si riferiscono soprattutto all'aumentato carico del traffico pesante, alle problematiche delle famiglie con bambini preoccupati soprattutto dall'eccessiva presenza di mezzi pesanti.

Domande, queste già venute fuori nei giorni scorsi in occasione delle precedenti assemblee, alle quali l'assessore ai lavori pubblici ha cercato di rassicurare i presenti ricordando lo sforzo del Comune «che sta cercando di facilitare nel quartiere il collegamento con il centro cittadino mediante la realizzazione di una stazione del futuro treno leggero».

E. B.

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