«Inceneritore, no alla presenza dei privati»

Italia nostra: la legge lo esclude. Ma la Falck è interessata all'operazione

 

TRENTO - Salvatore Ferrari si definisce « sconcertato » . Il giorno dopo il dibattito sulla possibile realizzazione dell'inceneritore in project financing (Corriere del Trentino di ieri), il vice di Italia nostra si rivolge direttamente al governatore Lorenzo Dellai. E gli ricorda il contenuto del decreto del presidente della giunta provinciale del 26 gennaio 1987 sulla gestione dei rifiuti: «All'articolo 72 si dice che la realizzazione e la gestione degli impianti di trattamento e smaltimento sono a carico dei Comuni. Non si parla di privati». Critico anche Adriano Rizzoli, di Nimby: «Questi progetti stanno portando il Trentino verso una fallimentare gestione dei rifiuti». Ma intanto, da fonti del mondo finanziario, a guardare con interesse all'operazione è il gruppo Falck, che attraverso Actelios sta investendo molto nel settore della termovalorizzazione. Il colosso attende ora la presentazione del bando.

GLI AMBIENTALISTI - Dopo aver letto le dichiarazioni di Dellai, dunque, Ferrari è andato a spulciarsi il decreto del 1987. «Sono i Comuni che devono gestire l'impianto. Non i privati» mette in chiaro il vice di Italia nostra. «È evidente - continua - che la giunta può intervenire, nel caso in cui i territori non raggiungano gli obiettivi fissati dal piano o non ne accettino le direttive». Ma Ferrari non nasconde lo sconcerto per l'ipotesi emersa. «È la conferma di un'operazione di tipo commerciale. Il rischio è di seguire l'esempio di Brescia, che in 10 anni ha triplicato la dimensione». E a non aver gradito l'uscita è anche Rizzoli. «Non si sa come possa esserci un buon utile con un "piccolo" e "ridimensionato" inceneritore. Nemmeno lo si capisce se si guarda alla pervicacia con cui troppa parte della politica è costretta a perseverare» scrive in una nota il portavoce di Nimby. Che subito aggiunge: «Basterebbe chiederlo al presidente di Asm Renzo Capra, vicepresidente di Trentino servizi, che di maltrattamenti di rifiuti se ne intende e che non avrà cambiato idea da quando dichiarò nel maggio 2003 che un inceneritore piccolo non conviene. Quale miglior consulente e partner tecnologico per un buon project financing?». Ma Rizzoli va oltre: «Chissà per quali ragioni si insiste a non concedere ai cittadini una sola possibilità di dare il proprio responsabile contributo per affrontare la questione».

ASM - E a rispondere agli attacchi ambientalisti è direttamente la Asm di Brescia. «Il nostro impianto, che ha una dimensione di 700mila tonnellate all'anno, è su tre linee, ossia ha tre caldaie. Ma la struttura era stata progettata così fin dall'inizio, non è stata implementata nel corso degli anni» è la posizione dell'azienda. Che si affida alle cifre: « Prima dell'avvio della struttura a Brescia la raccolta differenziata era al 9%. Ora è al 41%: vuol dire che i due sistemi non sono incompatibili. Non solo: ora l'obiettivo è di arrivare al 50%». E ancora: «A New York, dove si stanno progettando quattro inceneritori, il nostro termoutilizzatore è stato scelto come modello a livello mondiale». L'invito, rivolto in particolare agli ambientalisti, è di «visitare l'impianto di Brescia. Tra l'altro, è sempre aperto».

FALCK - Intanto, il bando di gara dell'impianto di Ischia Podetti attira le attenzioni di Falck. Il gruppo, infatti, attraverso Actelios guarda con interesse a queste operazioni. Non a caso, si è già aggiudicato un bando di gara europeo per un importante progetto in Sicilia che prevede la realizzazione di sistemi integrati di smaltimento dei rifiuti (in project financing). E le dimensioni «ridotte» dell'inceneritore trentino? L'impianto di Trezzo sull'Adda, gestito dal gruppo, non è molto più grande di quello previsto a Trento nord: 160mila tonnellate all'anno. Ma sarà il bando a convincere o meno il colosso a muoversi.

 

Marika Giovannini

Corriere del Trentino, 15 giugno 2006

 

 

L'intervista

Anderle: «Per gestire l'impianto meglio una società dei Comuni»

 

TRENTO - «La partita dell'inceneritore può anche essere gestita dai privati. Ma nulla vieta di creare una società ad hoc, espressione dei Comuni, che riesca a muoversi con spirito imprenditoriale». Renzo Anderle, presidente del Consorzio dei Comuni, lancia una controproposta concreta per la realizzazione dell'impianto di Ischia Podetti. E mette al centro dell'operazione i 223 municipi della provincia. «La Asm di Brescia è un esempio di quanto può essere fatto dal pubblico» sottolinea il sindaco di Pergine.

Presidente, l'amministratore delegato di «Project financing consulting» Lorenzo Kessler non ha nascosto il suo interesse verso il bando di gara dell'inceneritore. E l'idea di costruire l'impianto con la finanza di progetto non è stata bocciata da Dellai. Cosa dice?

«Ricordo che nel settore dei servizi i Comuni hanno già delle aziende con veste giuridica di tipo privatistico. Nulla vieta, dunque, di pensare ad una società ad hoc, espressione di tutti i municipi del Trentino, con regia pubblica ma con l'operatività di un soggetto privato. Si può optare per una società per azioni o per una srl. L'importante è che abbia la possibilità di muoversi con spirito imprenditoriale».

Quindi niente project financing?

«In realtà, si tratterebbe di un project financing molto particolare. Il privato che partecipa ad un'operazione di questo tipo investe dei capitali per poi ottenere dei corrispettivi, in particolare dalla vendita di energia. Ma un percorso di questo genere lo può svolgere anche una società dei Comuni, non solo un'azienda privata. Del resto, è un obiettivo di tutti ridurre al minimo le spese di gestione».

Ha in mente qualche esempio?

«Sì. Il caso di Brescia, dove è stata creata una società per azioni a partecipazione pubblica. Anche in questo caso si tratta di una sorta di finanza di progetto».

Il via libera al bando di gara dell'inceneritore è legato all'approvazione del terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti da parte della giunta. Entro il 23 giugno dovranno essere depositate le osservazioni. Il Consorzio dei Comuni presenterà qualche documento?

«Sì, stiamo elaborando le nostre valutazioni proprio in questi giorni. Anche se prima della scadenza del 23 verrà organizzato probabilmente un ulteriore incontro con i vertici provinciali. Da parte nostra, comunque, c'è un sostanziale via libera al piano. Non abbiamo individuato degli elementi particolarmente critici ».

Ma. Gio.

 

 

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