Il nodo termovalorizzatore

Rifiuti, Grisenti detta le condizioni a Trento

 

TRENTO - Silvano Grisenti si sforza di essere conciliante. Ma il tono della voce tradisce una certa irritazione. “Il Comune di Trento ha intenzione di chiedere una proroga per la presentazione delle osservazioni al terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti? Se è legata alla necessità di un ulteriore approfondimento del documento, può andar bene. Altrimenti no” mette in chiaro senza tanti giri di parole l’assessore provinciale ai lavori pubblici. Che in questi giorni si prepara a esaminare le valutazioni che saranno depositate da territori e associazioni.

“In questa fase - sottolinea Grisenti - la mia priorità è raccogliere i contributi dei vari soggetti che abbiamo incontrato nelle settimane scorse. E approvare il terzo aggiornamento prima possibile”. Entro la fine di giugno? L’assessore preferisce non fissare delle scadenze precise. “Se il capoluogo ci chiederà qualche giorno in più, è chiaro che la data slitterà” dice Grisenti. Lasciando intendere comunque di non aver alcuna intenzione di perdere troppo tempo per procedere al bando di gara europeo. “Finora dal Comune di Trento non ho ricevuto nessun documento né mi sono state presentate esigenze particolari. È evidente però che se la richiesta sarà di un posticipo di mesi la nostra risposta sarà negativa”, precisa.

L’assessore si concentra quindi sul bando di gara per la progettazione dell’impianto che sorgerà a Ischia Podetti. E conferma l’idea di seguire la strada del project financing (proposta inizialmente da Lorenzo Kessler, amministratore delegato della “Project financing consulting”, non esclusa dallo stesso presidente Lorenzo Dellai). “Abbiamo valutato questo strumento. E non è sicuramente da scartare” osserva Grisenti, al quale non è dispiaciuto l’interessamento del gruppo Falck. “Mi auguro che tutti i soggetti interessati, imprenditori compresi, partecipino alla gara europea per l’impianto”.

Intanto, il documento al vaglio della maggioranza cittadina sul terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti suscita qualche perplessità da parte del presidente del Consorzio dei Comuni Renzo Anderle. Il quale non sembra convinto della richiesta di condizionare l’uso dell’inceneritore al raggiungimento dell’obiettivo del 65 per cento di raccolta differenziata. “Mi sembra un procedimento un po’ macchinoso” è il primo commento del sindaco di Pergine: “In linea di principio - spiega Anderle - il metodo potrebbe essere condivisibile, visto che lo sforzo per aumentare il livello di differenziata deve essere diffuso su tutto il territorio”. Ma il presidente del Consorzio aggiunge: “Un sistema di questo tipo dovrebbe quantomeno essere introdotto gradualmente nel tempo. Personalmente, penso piuttosto a delle penalizzazioni per i Comuni che conferiranno i rifiuti all’inceneritore ma che non hanno ancora raggiunto gli obiettivi fissati dal piano provinciale”.

 

Marika Giovannini

Corriere del Trentino, 17 giugno 2006

 

La polemica

Nimby e Italia Nostra contro Asm Brescia

“Sistema sbagliato”

 

TRENTO - Quando hanno letto le dichiarazioni della Asm relative al termovalorizzatore di Brescia (Corriere del Trentino di giovedì) hanno deciso di prendere carta e penna e chiarire alcuni aspetti. “A completamento delle informazioni dell’azienda bresciana - scrivono in una nota il vicepresidente di Italia Nostra Salvatore Ferrari e il portavoce di Nimby Adriano Rizzoli - si deve aggiungere che quel loro inceneritore ha prodotto una formidabile impennata nella produzione pro capite, collocando Brescia ai vertici della graduatoria delle province immondezzaie”. I due ambientalisti continuano:“Ci si dovrebbe chiedere se il fine di una buona gestione è l'aumento o la diminuzione della produzione di rifiuti, con tutti i costi e gli impatti che ne conseguono”. 

Secondo i dati relativi a Brescia riportati da Italia Nostra e Nimby, nel 2002 la produzione di rifiuti si attestava su 1,62 kg al giorno in provincia e addirittura 2,01 nel capoluogo, “un 50% in più della media nazionale, esattamente il doppio di quella dei bacini virtuosi del Veneto, che fanno la raccolta porta a porta. E quasi tre volte l'obiettivo europeo”. E ancora:  “Il sistema Asm ha provocato l'importazione di rifiuti da tutta Italia, perfino dalla Sicilia. L’andirivieni di rifiuto-combustibile è finalizzato alla necessità di far quadrare i consistenti utili e il limite del 50% di differenziata spiega, da quando è in funzione l'inceneritore bresciano, il senso e il fine della propaganda della municipalizzata”. E l’attenzione degli States? “Paul Connett, ora in tour in Sicilia, ci ha precisato che la verità è che a New York i cittadini hanno impedito la costruzione di inceneritori a partire dal 1996”.

Ma Rizzoli e Ferrari puntano il dito anche sulle dimensioni dell’impianto. Contestando le dichiarazioni della Asm sulla progettazione. “Dai documenti dell'amministrazione - concludono - e dal convegno del maggio 2003 risulta che quel loro inceneritore venne progettato per bruciare 266mila tonnellate, salvo poi contabilizzarne, alla fine del primo anno, 514mila.  Dunque, il Trentino vorrebbe copiare anche simili artifizi? Progettare cioè caldaie artificiosamente sovradimensionate dando carta bianca agli inventori del project financing, ovvero privatizzare la partita rifiuti in nome del massimo profitto e dei massimi costi. A carico di chi se non del cittadino?”. 

Ma. Gio.

 

Il dibattito

Piano provinciale, centrosinistra cittadino

 

TRENTO – Il documento delle osservazioni al piano provinciale verrà discusso in una riunione ad hoc convocata probabilmente già la settimana prossima, dopo l’approvazione definitiva della commissione ambiente. E a luglio l’argomento approderà anche in aula, per un ulteriore via libera. Ma già in queste ore, i primi commenti dei capigruppo della maggioranza di Palazzo Thun confermano un marcato scetticismo (con toni più o meno accesi) nei confronti delle intenzioni di Piazza Dante. “È chiaro che ci riconosciamo nel documento elaborato da Nicola Salvati” sottolinea il capogruppo di Trento democratica, Michelangelo Marchesi. Che elenca alcune delle contraddizioni individuate nel piano provinciale: “In primo luogo, è necessario riflettere sulla dimensione della riduzione dei rifiuti, tema sul quale si sta ancora balbettando. È quantomeno discutibile che il dato previsto in questo campo sia così modesto” commenti Marchesi. E ancora: “Tutti i Comuni devono impegnarsi nel settore di rifiuti. È inammissibile che ci siano municipi, come Garniga, con una differenziata bassissima. Come non è possibile che nessuno sia intervenuto per risolvere questa situazione”. Quindi, il nodo inceneritore: “È necessario verificare prima le condizioni e comparare le tecnologie: alla fine, gli scenari potrebbero cambiare. Da parte nostra, continuiamo a pensare che il discorso cdr non sia chiuso”.

E se Giovanna Fadanelli (Margherita) preferisce aspettare il confronto in maggioranza prima di esprimersi, ben più netto è il giudizio di Alessandro Pietracci (Rosa nel pugno). “La proposta di Salvati non risolve il problema. L’aspetto grave rimane la previsione di un inceneritore” tuona il consigliere socialista. E continua: “In questi mesi, le mie contrarietà a quell’impianto si sono rafforzate. E farò presente questa mia posizione in maggioranza”. Critico, Pietracci, sul piano licenziato in prima adozione dalla Provincia: “Piazza Dante - osserva - ha tenuto in scarsa considerazione le preoccupazioni espresse dal Comune di Trento e dalle amministrazioni coinvolte direttamente nella realizzazione dell’impianto. È vero che la struttura è stata ridimensionata, ma mi preoccupa l’accanimento su una strada ormai superata: incaponirsi sull’inceneritore è un errore macroscopico”.

Cauto Carlo Biasi, capogruppo dei Verdi: “Stiamo definendo una linea a livello nazionale sul tema dei rifiuti. Prima di pronunciarci, vogliamo aspettare la posizione romana”. Ma poi Biasi ricorda i contenuti dell’ordine del giorno presentato (e bocciato) a settembre, in contrapposizione a quello della maggioranza. “Chiedevamo di seguire l’obiettivo “rifiuti zero” e di escludere la termovalorizzazione. Impegni molto diversi rispetto a quelli del piano elaborato dalla Provincia”.

Ma. Gio.

 

 

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci