AssociazioneAlisei

Silea (Treviso)

 

DIPENDEREMO MENO DAL FUTURO

SE AVREMO IN MANO IL PRESENTE

Seneca

Info. n.4

Silea, 11.06.2006

 

BRESCIA: ... il più grande inceneritore d’Europa

 

L’Amministrazione Comunale di Brescia ha affrontato il problema rifiuti agli inizi degli anni novanta proponendo un “sistema integrato” che prevedeva di incentivare la raccolta differenziata fino a 50%, e destinare la frazione secca, non altrimenti riciclabile, all’incenerimento in un impianto per la cogenerazione di acqua calda, per il teleriscaldamento della città, ed energia elettrica, da gestire dall’Azienda Servizi Municipalizzati (A.S.M.).

Questo il “patto ambientalista“ stretto con i cittadini, pubblicizzato in un Convegno Internazionale organizzato il 20 e 21 luglio 1993 e illustrato su opuscoli inviati alle famiglie. Su queste basi la Regione Lombardia il 2 agosto 1993 autorizza la costruzione e l’esercizio dell’impianto in due linee di combustione di 133mila tonnellate ciascuna. Senza apparenti motivazioni la perizia di collaudo del 1999 accerta però “una capacità di combustione di 406mila-502mila tonnellate annue” e senza problemi la Regione Lombardia autorizza l’incenerimento fino a 500mila tonnellate.

Poiché l’impianto è sovrastimato rispetto alle effettive necessità vengono importati rifiuti speciali da 25 città diverse, da Trento a Palermo, e così fin dal 2001 l’inceneritore brucia oltre 460 mila tonnellate di rifiuti, mentre fallisce l’obiettivo di aumentare la raccolta differenziata, anzi, dato l’alto potere calorifico la plastica praticamente non viene più riciclata.

Un anno dopo l’ASM chiede una terza linea, destinata a bruciare esclusivamente “biomasse” (legna vergine e vinacce) che viene autorizzata con delibera di Giunta, ignorando la prevista “Valutazione di impatto ambientale”. Attualmente le biomasse conferite sono per lo più pulper di cartiera impregnato di vernici, metalli pesanti e cloro (leggasi diossine) ampiamente usato per sbiancare la carta. Ora l’inceneritore, approvato in un piano Provinciale e Regionale dei rifiuti per bruciare 266mila tonnellate, ne brucia 750mila, anche dopo che la Comunità Europea ha avviato una procedura di infrazione e messa in mora del Governo Italiano per il mancato rispetto della normativa europea in materia di prevenzione e riduzione dell’inquinamento. Inoltre, dato che nel 2004 i rifiuti urbani da mandare all’inceneritore erano solo 463mila (con raccolta differenziata in calo dal 32 al 31%) sono stati importati rifiuti speciali per 300 mila tonnellate, oltre a 21mila tonnellate di rifiuti urbani da fuori provincia, Svizzera compresa.

 

L’impianto produce 140mila tonnellate di ceneri, altamente inquinate che finiscono nella discarica di Montichiari, gestita sempre da A.S.M., mentre dal camino escono fumi che disperdono nel raggio di alcuni chilometri polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5) costituite da particelle di metalli pesanti, benzene e diossine estremamente pericolose, persistenti e accumulabili negli organismi viventi, non sempre monitorate in quanto l’attuale Legislazione prevede solo il controllo delle PM10.

Nelle casse di ASM, invece, ci sono solo voci in entrata:

  1. tassa rifiuta pagata dai cittadini;
  2. contributi dal CONAI per la distruzione degli imballaggi;
  3. contributi dello Stato in quanto impianto produttore di “energia rinnovabile”;
  4. bollette dell’energia elettrica pagate dai cittadini;
  5. tariffe dell’acqua calda distribuita con il teleriscaldamento pagate dagli utenti senza agevolazioni;
  6. ricavi dalla vendita del ferro presente nelle ceneri… ed ecco che il bilancio 2005 chiude con un utile netto di 154milioni di euro!!!

Poco importa se da novembre in poi le polveri sottili sono quasi costantemente oltre il limite di Legge (50 microgrammi a mc) e se il 18 gennaio 2006 si raggiungono i 270 microgrammi a mc;

… Poco importa se la città ha una media nazionale di morti per tumore del 35% contro il 28% della media nazionale (dati Istat riferiti al 2002) e se il registro dei tumori colloca Brescia al vertice dei tassi di incidenza per il tumore al fegato;

… Poco importa se presso l’ospedale cittadino negli ultimi tre anni è raddoppiato il numero dei bambini curati per leucemia.

Purtroppo sembra che la cosa più importante sia “L’IMPIANTO”, definito tra i più avanzati del mondo e ASM continua a proporsi come partner qualificato per la costruzione di altri inceneritori a Napoli, Caserta e Trento e, da ultimo, non ha scrupolo di sfidare ancora una volta la città proponendo una nuova megacentrale elettrica (400MW), da collocare in centro urbano, in totale disprezzo del “patto ambientalista” sottoscritto con la città nel 1992.

 

Questo succede a Brescia, mai 2 inceneritori di Nerbon e Bonisiolo proposti da Unindustria sono sostenibili?

Da un’indagine condotta dalla CISL di Treviso, utilizzando dati ARPAV del 2003, emerge che i rifiuti industriali da avviare all’incenerimento sono circa 70mila tonnellate nel comprensorio diTreviso, Belluno e Venezia. Se teniamo conto che nel frattempo sono stati persi migliaia di posti di lavoro e che ci sono prospettive di ulteriori delocalizzazioni viene spontaneo chiederci quali rifiuti dovranno bruciare gli impianti richiesti per smaltire ciascuno 250mila tonnellate di rifiuti“industriali “.

Purtroppo l’esperienza diBrescia insegna …

E’ indispensabile che le parti sociali, ognuna nel proprio ambito, facciano il possibile per contrastare impianti irreversibili che vengono definiti dal direttore del CNIID (Centro Nazionale Indipendente di informazione sui rifiuti) “ l’amianto del XXI secolo”.

 

 

Come sempre, sono benvenuti suggerimenti e collaborazione su info.alisei@yahoo.it.

 

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