Economia e rifiuti

Inceneritore poco coerente con la lezione del Festival

 

Se non si vuole che il Festival sull'economia rimanga uno spot politico propagandistico, occorre prodianamente «osare e stupire». Cos'è virtuosamente stupefacente? Fare il business dell'inceneritore con le sue ricadute inquinanti? Oppure essere modello di un'Autonomia Alpina che ricicla tutti i sui rifiuti?

Un Trentino che anche per i residui più complessi da riciclare, trova la soluzione ecologica più avanzata, alternativa all'inceneritore?

La risposta non può essere che la seconda. In questo campo il Trentino che voglia davvero «osare e stupire» deve saper riciclare senza inquinare-incenerendo. Meglio di mille spot pubblicitari virtuali turistici, il Trentino potrebbe essere nella realtà il territorio che sa amare la Natura, tutelando il paesaggio e la salute dei cittadini. Un laboratorio di politica dei rifiuti il più avanzato d'Europa e del mondo di cui i cittadini potrebbero esserne fieri anche per il futuro delle nuove generazioni.

Se si vuole un'azione di discontinuità con il tran tran della politica del passato e ricucire un rapporto positivo con i cittadini, questa è un'occasione irripetibile e da non svilire.

Perché Lorenzo Dellai non ci vuoi «stupire davvero» ed essere tu, come leader del centro-sinistra, il protagonista di questa svolta? Perché non ci prendiamo ancora un po' di tempo per verificare sul campo i risultati della differenziata porta a porta che il Comune di Trento sta avviando?

Come i più sostengono, i risultati possono superare il previsto 65%, per arrivare attorno o oltre il 75%. Cartesianamente sarà chiaro ed evidente, che la spesa per un inceneritore sarà del tutto economicamente ingiustificabile. Perché allora non si aspetta ancora qualche mese per verificare i risultati di questa sperimentazione? Come si fa a richiedere ai cittadini i «sacrifici» della raccolta differenziata giustificando al tempo stesso la messa in opera di un inceneritore? Anche i sassi sanno che l'inceneritore è un business alternativo alla raccolta differenziata.

«L'incenerimento è un furto di denaro»! L'Italia, in contrasto con le normative, è unica in Europa a destinare incentivi all'incenerimento. Sono le affermazioni del ministro Pecoraro Scanio che questi incentivi li vuole abolire, per trasferirli alle energie rinnovabili come quella solare. Già l'impianto da 103.000 tonnellate ipotizzato a Trento, non è economicamente molto appetibile. Per questo, molti sospettano che ci sia il trucco e cioè che possa poi essere gestito con una capacità ben maggiore di quella programmata, qualcuno dice fino a 180-200mila tonnellate. Ma senza questo incentivo c'è da giurare che sarà sicuramente antieconomico.

L'inceneritore non distrugge solo rifiuti, ma ne produce di propri: circa 25mila tonnellate anno di ceneri nocive e oltre 4000 di veleni altamente tossici. Perché non si spiega adeguatamente come, dove e con quale costo si intendano eliminare?

Non voglio credere, come molti mormorano, che alla base della scelta «ideologica» dell'inceneritore, ci siano vecchi e poco trasparenti «patti da onorare». Certo è che «il terzo aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti» è un’offesa alla ragione e al confronto. Mi meraviglio che i sindaci trentini non siano insorti. L'aggiornamento è irricevibile perché si muove solo nell'ipotesi dell'inceneritore. Riguardo al trattamento dei rifiuti più difficili da riciclare, un aggiornamento serio e rispettoso del dibattito in corso, avrebbe dovuto affrontare quanto meno due ipotesi: A) quella dell'inceneritore e ipotesi B) quella dello smaltimento ecologicamente alternativo. E riguardo l'ipotesi B) ci sono già diverse proposte qualificate. È grave che, per giustificare la scelta unica dell'inceneritore risultino incomprensibili e contraddittorie alcune previsioni dell'aggiornamento stesso. Da qui al 2011 è prevista una riduzione della produzione dei rifiuti pari allo 0,45% anno. Un'assurdità visto che «spontaneamente» si sta consolidando un trend del 2%. Con una politica adeguata di cultura ecologica e di patto con i produttori e i consumatori, per la riduzione a monte dei rifiuti e degli imballaggi inutili e impattanti, non si pretende di aumentare quel 2%, ma almeno di considerarlo un obiettivo praticabile è di assoluto buon senso. Nell'aggiornamento, con il solito linguaggio tecnico-burocratico di difficile comprensione per un normale cittadino, è evidenziata: «La difficoltà nel formulare delle previsioni precise circa il grado di impatto atteso dalle emissioni di gas inquinanti prevedibile su habitat e specie». Credo che per specie si intendano gli esseri umani, gli animali e le colture agricole. Tanto più che non si sono indicate «le emissioni inquinanti dalle infrastrutture stradali». Una superficialità incredibile. Anche i nostri neolaureati (si legga la tesi di Gianluca D'Avanzo riportata dall'Adige con il titolo «Il Trentino e l'incubo dell'aria inquinata») sanno che le PM10 (le polveri sottili dell'inquinamento da traffico e riscaldamento) si rivelano «altamente nocive» se portatrici di altri agenti tossici o cancerogeni, come lo sono sicuramente le tonnellate di polveri che usciranno dal camino dell'inceneritore. C'è da chiedersi perché l'aggiornamento presenti una lacuna così macroscopica per gli effetti sui terreni agricoli e sulla salute dei cittadini. E, nonostante questa lacuna, sulla base di cosa l'aggiornamento si pronunci ritenendo «trascurabili» gli effetti inquinanti. In compenso l'aggiornamento ci dice che «in presenza di una forte inversione termica, specie nella stagione fredda, la risalita del pennacchio (il fumo che esce dal camino di 100 metri, che il sindaco Pacher aveva giurato di non volere) è ostacolata e il risultato in termini di concentrazione risulta meno favorevole». Grazie! Questo lo sapevamo tutti senza bisogno di costose consulenze. Ma cosa significa «meno favorevole»? Già ora le polveri sottili ci costringono alle «giornate con il divieto di circolazione». Dopo che andranno a miscelarsi con quelle dell'inceneritore quale sarà la loro concentrazione di tossicità? Abbiamo già il primato di malati di cancro e malattie polmonari, quale sarà l'effetto sulla salute dei cittadini e dei prodotti agricoli che consumiamo? In quei tanti giorni di inversione termica, oltre a vietare la circolazione, ci sarà data in dotazione anche una maschera antigas? Non ne abbiamo avuto abbastanza dei fumi della Italcementi e della Ferriera? Vogliamo davvero rivedere il pennacchio di fumo dell'inceneritore, pesante tonnellate di polveri nocive riversarsi in piazza Duomo e con un po' di vento disperdersi in tutta la valle? È questa la qualità dello sviluppo che ci è stata indicata dal Festival dell'Economia?

Fermatevi! Fin che siete ancora in tempo! Risparmiate alla città e al Trentino questo scempio e lasciamo alle nuove generazioni un Trentino come esempio e laboratorio di una politica dei rifiuti d'avanguardia, rispettosa della Natura, del paesaggio, e della salute dei cittadini. È solo questa una scelta di qualità, coerente con il Festival dell'Economia e di cui il Trentino ha bisogno per il futuro.

 

sandro_schmid@virgilio.it

 

l’Adige, 17 giugno 2006

 

 

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